Dalla Regione sono stati stanziati i primi 800 mila euro Delusione, sconcerto e rammarico nell'onda lunga delle emozioni che seguirono al crollo delle Mura poligonali. Furono questi i sentimenti di un' Amelia incredula e alla ricerca di presunte responsabilità. A distanza di quasi sei mesi da quel terribile boato che di prima mattina svegliò gli amerini, qualcosa si muove. Piccoli passi in confronto al grande lavoro che aspetta la ristrutturazione della cinta, ma segni importanti per mantenere viva la speranza che presto questo bene di enestimabile valore verrà restituito non solo alla comunità ma anche ai turisti. L'occasione per tornare a palare di una vicenda che approdò sulle pagine della cronaca nazionale, è arrivata con l'inaugurazione della nuova piazza di Fornole, alla quale ha preso parte anche l'assessore regionale alle Opere pubbliche, Lamberto Bottini. Lo attendevano in molti. Con le orecchie vigili in tanti volevano sapere se oltre al taglio del nastro sarebbe uscito qualche numero certo sui soldi che la Regione avrebbe stanziato oltre a quelli messi a disposizione dal Governo e quelli già spesi per le prime emergenze. Stando a quanto riferito dall'assessore Bottini, la Giunta regionale, già dalla prossima settimana, metterà a disposizione, tramite delibera, una cifra pari a 800 mila euro. Soldi che andranno a finanziare, con molta probabilità, una parte del progetto inerente la realizzazione delle paratie di sostegno. E che si aggiungono a quelli già usciti da Palazzo Cesaroni per gli interventi iniziali: dai monitoraggi alle verifiche, fino all'utilizzo di uno strumento per rilevare le scosse sismiche. Nelle casse dove si stanno accumulando i finanziamenti ci sono anche quelli annunciati dal Ministero per i Beni e le attività culturali a seguito della visita del Ministro Rocco Buttiglione. Si tratta di 300 mila euro che da Roma sono stati indirizzati alla Soprintendenza con l'obiettivo di utilizzarli esclusivamente per le mura poligonali. Ma, come detto, c'è ancora molto da fare. I ricordi di chi ha vissuto quella giornata di pioggia e stupore hanno lasciato spazio alle commissioni tecniche, agli esperti nominati dal Comune che in questi mesi hanno esaminato la cinta in lungo e in largo. All'indomani della frana si gridò anche al miracolo per non essere finite sepolte dai blocchi di pietra le automobili che ogni mattina percorrevano la strada sottostante la parte crollata. Quel giorno era chiusa per lavori. Poi seguirono le polemiche per un progetto di riqualificazione da nove miliari delle vecchie Lire, datato 1994, ma finanziato solo nel 2003. Le impalcature sotto alle quali venne giù il muro dovevano rappresentare una delle ultime, lunghe e delicate, fasi del progetto.