II sito storico dichiarato di interesse pubblico: bloccato per tre mesi il cantiere di Sant'Avendrace CAGLIARI. Mentre le ruspe rullavano sulle tombe puniche di viale Sant'Avendrace il sindaco Emilio Floris e la Sovrintendenza archeologica guardavano altrove. Alla fine, dopo l'annuncio del 22 marzo, è stata la Regione a prendere le cose in mano: lavori bloccati per tre mesi, in attesa che in base alle norme l'area venga dichiarata «di notevole interesse pubblico». La delibera della giunta è stata firmata ieri e conferma la volontà espressa dal governatore Renato Soru e dall'assessore agli affari generali Massimo Dadea: trasformare il cantiere a ridosso della necropoli nella porta del futuro parco archeologico della città. Nelle prossime ore il provvedimento verrà pubblicato sul bollettino ufficiale della Regione e trasmesso all'amministrazione comunale, che dovrà farlo osservare senza averlo richiesto. Una sorta di conflitto di sensibilità: malgrado una sentenza esecutiva del Tar la giunta comunale mantiene sull'anfiteatro romano una coltre di legname costata sei miliardi di lire che inorridisce i cagliaritani da quasi sei anni, la Regione si muove per evitare che un sito archeologico venga nascosto dal cemento. Un po' come per il Poetto: la Provincia oscurava la spiaggia storica della città e il sindaco Floris aspettava in silenzio, malgrado la cosa lo riguardasse direttamente. E che si tratti di un sito importante è certo: nella delibera della giunta regionale si fa riferimento a «un sistema di grotte e di emergenze di indubbio interesse e valore storico e archeologico, strettamente connesso con l'area di Tuvisceddu». Gioielli del passato remoto invisibili fino a quando i bulldozer non hanno abbattuto il groviglio di casette che esisteva da un secolo per fare spazio a un nuovo edificio, proprio al fianco della 'Grotta della Vipera', tra i numeri civici 35 e 55 del viale Sant'Avendrace. Sono state le associazioni ambientaliste ad annunciare lo scempio e a denunciarlo, Soru e Dadea hanno letto i giornali e sono andati a vedere di persona. L'idea di sfruttare diversamente quello spazio è nata così, con un semplice sopralluogo. Poi i collaboratori di Soru hanno cercato le norme di tutela su cui basare la delibera: c'erano e si sapeva, soltanto in municipio se n'erano dimenticati. Ora i dirigenti di viale Trento dovranno discutere con l'impresa titolare dei lavori e con il privato. Il decreto legislativo 138 però sembra lasciare poche speranze a chi volesse ostacolare la volontà di Soru: è la Regione che ha «l'obbligo di garantire la sicurezza e la conservazione delle cose immobili che rivestano carattere di bellezza naturale o paesaggistica e di interesse archeologico». Il Comune aveva autorizzato («legittimamente» è scritto nella delibera) l'apertura del cantiere senza chiedere alcun intervento della Regione. Le autorizzazioni erano a posto e tanto bastava. Eppure la situazione appariva chiara: demolite le vecchie costruzioni che nascondevano il colle di Tuvixeddu, sono apparse subito le sepolture millenarie, minacciate ormai da un'infinità di progetti immobiliari autorizzati dalle varie amministrazioni comunali di centrodestra. Finora i bulldozer si sono limitati a spianare l'area, dove dovevano essere realizzate le fondamenta del nuovo edificio. La Regione assumerà la proprietà dell'area e incaricherà 1 progettisti di collaborare con la Sovrintendenza archeologica: al posto del solito palazzo, verrà realizzato un piazzale d'ingresso attrezzato. Ora si attende che la Regione faccia giustizia in un'altro sito storico della città: i bastioni Santa Croce. Con una delibera votata in extremis nell'assemblea civica, cui si è opposto soltanto il consigliere socialista Piero Comandini il centrosinistra si è coraggiosamente astenuto, con un omaggio postumo a Pilato il consiglio comunale ha dato il via libera al progetto di installazione dei tapis roulant destinati a cancellare l'antica passeggiata cagliaritana. Ignorati i pareri di storici e intellettuali, una petizione con centinaia di firme e la volontà manifestata chiaramente e rumorosamente dagli abitanti del Castello, la giunta Floris è decisa a portare acciaio e calcestruzzo sulle pietre antiche del bastione, un sistema di camminamenti mobili che nessuno è in grado di stabilire a che cosa serva. I turisti come confermano i dati dell'ufficio del turismo sono in costante diminuzione, gli accessi al rione storico sono numerosi e in gran parte agevoli. Se qualche impresa ha bisogno di lavorare, forse sarebbe meglio andasse in periferia.
La Nuova Sardegna
13 Maggio 2006
La Regione ferma le ruspe fra le tombe puniche
MA
Mauro Lissia
La Nuova Sardegna
Il sito storico dichiarato di interesse pubblico: bloccato per tre mesi il cantiere di Sant'Avendrace CAGLIARI. Mentre le ruspe rullavano sulle tombe puniche di viale Sant'Avendrace il sindaco Emilio Floris e la Sovrintendenza archeologica guardavano altrove. Alla fine, dopo l'annuncio del 22 marzo, è stata la Regione a prendere le cose in mano: lavori bloccati per tre mesi, in attesa che in base alle norme l'area venga dichiarata di notevole interesse pubblico.
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