Dopo i primi restauri è in balia di vandali e popolato da clandestini. Si mobilitano Italia Nostra e i comitati di quartiere «Non lasciate che il Castellaccio dei Monteroni si sgretoli sotto il colpi dell'abbandono». A lanciare l'accorato appello per salvare il casale fortificato medievale, ubicato in prossimità della via Aurelia nelle campagne di Ladispoli, è stata l'associazione Italia Nostra che ha ricordato come da sei anni la struttura, di proprietà dell'Arsial, sia preda del degrado e dell'incuria. «Nel 2000 - dice la responsabile per il litorale dell'associazione ambientalista, Laura De Meis - la Regione Lazio stanziò tre miliardi delle vecchie lire per la ristrutturazione del Castellaccio dei Monteroni, vittima di atti di vandalismo e popolato da clandestini stranieri in condizioni igieniche preoccupanti». I lavori furono eseguiti parzialmente con la ricostruzione del tetto e delle parti esterne ma dopo pochi mesi il maniero finì nuovamente nel mirino dei teppisti. I teppisti si portarono via tutto quello che era possibile rubare, fino allo scempio totale. Visto che qualcuno ha avuto perfino il coraggio di rubare gli infissi appena montati sulle finestre. Nel 2003 il consiglio comunale di Ladispoli, in modo unanime, approvò il progetto di trasformazione del Castellaccio in un Centro culturale polivalente destinato anche ad ospitare mostre sulle tradizioni agricole del territorio. Ed il progetto, elaborato in sinergia con la Regione Lazio, si mise burocraticamente in moto. Da allora, però, denunciano gli ambientalisti, è sceso un inquietante silenzio, la struttura è precipitata nuovamente in un grave stato di abbandono, terreno fertile per le scorribande dei vandali che hanno divelto le recinzioni e fatto danni ovunque. Italia Nostra ora chiede l'intervento del presidente regionale Piero Marrazzo affinché venga reso operativo il progetto di realizzazione di un Centro culturale ed il Castellaccio dei Monteroni sia dismesso dall'Arsial e ceduto al patrimonio comunale di Ladispoli. Accanto ad Italia Nostra sono scesi in campo, oltre al Comune, anche i comitati di quartiere di Olmetto Monteroni e Boietto che hanno inviato un corposo dossier alla Soprintendenza per i beni archeologici, evidenziando come il monumento medievale necessiti dell'intervento delle istituzioni statali per essere salvato. Nella documentazione è anche ricordato come il Castellaccio abbia un valore culturale, dato che in passato, quando era adibito a stazione di Posta, ospitò personaggi dello spessore di San Paolo della Croce, il poeta Gioacchino Belli, il viaggiatore George Dennis. Senza dimenticare che fu anche utilizzato durante le riprese del celeberrimo film "La grande guerra" con Vittorio Gassman ed Alberto Sordi. Come dire, un tassello importante della storia di Ladispoli che rischia di cadere nell'oblio.