Come quegli uomini di belle speranze che lanciano in mare una bottiglia con dentro un messaggio, così affido a questa colonna di Panorama una supplica al nuovo governo. Chiedo che qualcuno si occupi seriamente del teatro, del cinema, della musica, delle attività underground, del teatro amatoriale, delle bande e di tutte le espressioni artistiche che appartengono alla tradizione dell'Italia e che, se non accudite e preservate, rischiano di scomparire. Sono certo che in qualche teatro periferico del Nord, del Centro, del Sud, un nuovo drammaturgo o un regista o un attore cercano di emergere, di farsi conoscere. Occorre che qualcuno si accorga della loro creatività. Nella supplica si chiede anche un censimento delle sale teatrali esistenti in Italia, inclusi quei teatri chiusi per disattenzione dei comuni, delle province, delle regioni. L'ho detto prima: si tratta di una speranza, niente di più. Probabilmente questo appello non verrà raccolto, proprio come accade alle bottiglie lanciate nel mare, e assisteremo alla progressiva marginalizzazione di quella cultura legata alla tradizione che è patrimonio del nostro come dl tutti I paesi. Se continuerà la disattenzione, manderà ai responsabili dell'Europa lo stesso appello, la stessa supplica: da una parte, un aiuto al teatro ufficiale, al cinema e alla musica, insomma alle discipline artistiche; dall'altra un salvagente alle tradizioni. Mi rendo conto di apparire un sognatore, una persona facile alle illusioni, però non intendo rassegnarmi a vedere programmazioni teatrali tagliate, cinema trasformati in garage per mancanza di pubblico e tradizioni secolari cancellate con un colpo di Finanziaria.