«Grazie al doppio sistema, videocamera più allarme, in questi anni abbiamo quasi azzerato sia i furti, sia gli atti vandalici. Certo, i sistemi di controllo costano, ma i benefici che se ne ricavano sono pari, anzi direi superiori agli investimenti, consentendo anche un miglior utilizzo del personale». A spiegare i tanti meriti del «grande occhio elettronico» che - suddiviso in migliaia di vide ocamere e in centinaia di sistemi di allarme - controlla ormai gran parte (ma non tutta) la città storica, è l'uomo che dei siti e monumenti di Roma è direttamente responsabile, il sovrintendente capitolino Eugenio La Rocca. Che spiega: «Gli impianti di sicurezza che controllano monumenti e siti storici sono stati perfezionati, di anno in anno, dal punto di vista tecnologico, arrivando ad assicurare forme di organizzazione notevoli e buone garanzie di conservazione. Certo, quel che non si può fare è controllare tutto il territorio. soprattutto per quanto concerne i sistemi cli allanne collegati con la centrale operativa e dunque con le forze dell'ordine. Sarebbe davvero impensabile, anche finanziariamente. Il doppio controllo, telecamera e allarme, è riservato solo ai siti più importanti. Ma anche là dove agiscono solo le videocamere, tipo i ponti, Sisto e Sant'Angelo, dove un sistema di allarmi sarebbe ingestibile, la presenza degli occhi elettronici funziona da deterrente e scoraggia azioni illegali». Restano, però, alcune lacune: «Certo - spiega il sovrintendente - làddove gli allarmi non ci sono qualche problema resta. Ma nel complesso si sono davvero fatti passi da gigante in questa materia». Prossimi impegni, conferma La Rocca, Ara Pacis e zona intorno all'Aranciera di Villa Borghese, dove oggi si inaugura il museo Bilotti: «Sì, quella zona sarà potenziata, ma il museo, ovviamente, è già protetto da sistemi d'allarme». Da completare, invece, il già più volte annunciato sistema di protezione, ad esempio, del Pincio, molto in ritardo rispetto ai «sei mesi di lavori» che il Campidoglio comunicò già nel luglio 2004: «Sono lavori complessi - spiega La Rocca - devono essere tarati, ma il quadro complessivo è ora praticamente cosa fatta». Su eventuali punti deboli, ancora privi di controllo, il professore è ovviamente parco di dettagli, «per ovvi motivi di sicurezza»: «Ma le assicuro - dice - che la maggior parte della città monumentale è ben protetta. E per quanto riguarda un ulteriore potenziamento del sistema posso aggiungere che, videocamere a parte, è già in corso anche un piano di protezione per recingere le principali ville storiche con sistemi di allarme». Campo de' Fiori? Anche li l'estensione del sistema di video sorveglianza fu annunciata esattamente un anno fa, «entro poche settimane»: «Lì il problema non è tanto legato.a monumenti, c'è infatti soltanto la statua di Giordano Bruno, quanto a problemi di sicurezza in genere. È un'altra storia, Ma credo che il problema sarà presto risolto anche su quel fronte».
La Rocca: Allarmi sui perimetri delle ville
Il sovrintendente capitolino Eugenio La Rocca spiega i meriti del grande occhio elettronico che controlla ormai gran parte della città storica di Roma. I sistemi di sicurezza, perfezionati di anno in anno, assicurano forme di organizzazione notevoli e buone garanzie di conservazione. Il doppio controllo, telecamera e allarme, è riservato solo ai siti più importanti. Anche là dove agiscono solo le videocamere, il sistema di allarmi funziona da deterrente e scoraggia azioni illegali. Tuttavia, ci sono ancora alcune lacune, come ad esempio il museo Bilotti e il Pincio, che richiedono ulteriori interventi.
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