Ventisei telecamere proteggeranno l'Ara Pacis. Verranno installate entro poche settimane, difenderanno l'interno e l'esterno del monumento, saranno in funzione prima della chiusura completa del cantiere, entro giugno. È l'ultima mossa del Campidoglio contro i vandali e contro il rischio di furti nelle zone archeologiche e monumentali. Con l'Ara Pacis gli occhi elettronici arrivano a quota 2.600, con notevoli costi economici: 6 milioni di euro sono già stanziati per i prossimi due anni. La videosorveglianza sarà estesa al Pincio, alla Colonna Antonina, al Gianicolo, piazza Trilussa e Trinità dei Monti. «Sono più di 110 i luoghi controllati afferma l'assessore Giancarlo D'Alessandro . I risultati raggiunti sono ottimi». E il sovrintendente comunale Eugenio La Rocca annuncia il doppio controllo, telecamera più un sistema di protezione, per le principali ville storiche. Ventisei telecamere a protezione dell'Ara Pacis. Verranno installate entro poche settimane e controlleranno tutto quel che accade sia all'interno del museo progettato dall'architetto americano Richard Meier sia all'esterno. Costituiranno la salvaguardia anche contro possibili scritte sui muri, e contro eventuali atti di vandalismo. Saranno in funzione prima che il cantiere chiuda definitivamente, con l'apertura della scalinata e della fontana, alla fine di giugno. Gli occhi elettronici crescono. E vigilano sul grande patrimonio d'arte della città: con quelle installate in piazza Augusto Imperatore le telecamere a circuito chiuso raggiungeranno quota 2.600, sparse in tutti i luoghi più importanti della città. E con l'anno prossimo veranno installate anche intorno l'Arancera di Villa Borghese, dove oggi si inaugura il «Museo Bilotti», dal nome del collezionista italo americano che ha donato alla capitale la sua collezione di arte contemporanea. Per il 2006, invece, è in programma l'ultimazione degli impianti al Pincio, affinchè i famosi «busti» non siano più scalfiti o dipinti nelle ore notturne, al Gianicolo, alla Colonna Antonina, in piazza Trilussa e a Trinità dei Monti. Per tutelare piazze, musei e monumenti l'amministrazione capitolina ha speso nell'ultimo triennio, fra il 2003 ed il 2005, undici milioni di euro: sei milioni per la manutenzione degli apparati che già esistono e altri 5 milioni per la realizzazione di nuovi impianti. Altri 6 milioni di euro sono già disponibili per quest'anno e per l'anno prossimo, fino alla fine del 2007. «Ormai sono più di 110 i luoghi controllati - spiega l'assessore ai lavori pubblici Giancarlo D'Alessandro - È un impegno tecnico e finanziario importante, ma strategicamente decisivo per il Campidoglio. E i risultati raggiunti sono ottimi. Perché il sistema che siamo riusciti ad attuare - aggiunge - è l'unico, nel suo genere, per l'ampiezza della copertura che riesce ad offrire». Nessuno, infatti, ruba più le monetine nella fontana di Trevi. E i turisti non si bagnano più nelle fontane di piazza Navona: l'ultima volta che qualcuno ha tentato di fare foto (acrobatiche) arrampicandosi sulla statua della fontana del Moro, proprio su piazza Navona, gli operatori - che all'interno della sala Controllo osservano i monitor 24 ore su 24 - hanno subito chiamato i vigili urbani, che così hanno potuto immediatamente intervenire. Ma quello di cui all'assessorato ai Lavori pubblici sono più orgogliosi è uno sventato furto due mesi fa nel Sepolcreto ad Ostiense, dove c'è la tomba dell'apostolo Paolo: immediatamente è scattato il sistema antintrusione e in contemporanea gli operatori della sala Controllo hanno chiamato i carabinieri, che hanno potuto arrestare in flagrante le tre persone che stavano commettendo il reato. «La formula si è rivelata vincente - spiega ancora Giancarlo d'Alessandro -perché da quando sono stati installati i primi sistemi completi, dotati di sensori, secondo i dati della Sovrintendenza, sono stati pochissimi i casi di furti o danneggiamenti. Ma la cosa di cui siamo più orgogliosi - aggiunge - è di essere riusciti ad attivare un sistema di controlli che sa distinguere un piccione o un volatile dall'essere umano, in modo che l'allarme scatta solo quando è veramente il caso». E da quest'anno, grazie alla collocazione di queste apparecchiature in luoghi strategici come il quadrante di San Pietro, i Fori, piazza del Popolo o via Nazionale e via Petroselli «le telecamere - conclude il titolare dei Lavori pubblici - vengono utilizzate anche per seguire e gestire i grandi eventi o tutte le manifestazioni, quelle culturali comprese. In questo caso utilizziamo il sistema speedome, apparecchiature speciali grandi come piccole sfere, in grado di ruoteare a 360 gradi». E la privacy? Assolutamente rispettata, garantisce il Campidoglio.