TERAMO E' del patrono di Teramo S. Berardo la cripta trovata all'interno del Duomo nel corso dei lavori di scavo. La certezza è stata espressa dal dr. Roberto Di Paola, direttore dei Beni Culturali della Regione Abruzzo, nel corso del sopralluogo effettuato ieri mattina assieme al dirigente del servizio Paolo Antonetti, al sovrintendente archeologico Glauco Angeletti, all'assessore regionale alla cultura Betty Mura e al sindaco di Teramo Gianni Chiodi. «Questo ritrovamento ha un valore straordinario ha commentato l'assessore Mura per la città di Teramo e per l'intero Abruzzo. La Regione, nell'ultimo accordo di programma quadro, ha previsto finanziamenti per il Duomo di Teramo per oltre 200mila euro relativi alla staticità della torre companaria. Non per questo ritrovamento, quindi, di cui non eravamo ancora a conoscenza. E' evidente che davanti a una scoperta del genere la Regione deve fare la sua parte e manifestare concretamente il suo impegno». Il dr. Di Paola ha illustrato gli elementi in base ai quali è stata raggiunta la consapevolezza che cripta trovata in Cattedrale è proprio quella di S. Berardo. L'elemento fondamentale per l'identificazione è stato un basamento con attorno una specie di camminamento con al centro la cripta che custodiva i resti del patrono di Teramo. «Una macchina messa in piedi ha puntualizzato il dr. Di Paola per favorire il culto del santo. Proprio questo ci dà la certezza di aver rinvenuto la cripta autentica per contenere i resti del santo ed accogliere il flusso di pellegrini che affluivano considerando la figura così miracolosa». D'accordo su queste valutazione anche il sindaco Chiodi che ha subito avvertito la necessità, di fronte a una novità di così grande rilievo, di aprire nuovi tavoli e di elaborare nuovi progetti per l'assetto interno del Duomo. Cosa che farà slittare inevitabilmente la riapertura del Duomo ai fedeli. Un'intenzione che invece la Curia aveva manifestato in più occasioni. E sempre a proposito di curia fonti particolarmente attendibili hanno riferito della palese irritazione negli ambienti della Diocesi di Teramo per il mancato invito di rappresentanti del clero al sopralluogo di ieri mattina. Quella che doveva essere una semplice verifica tecnica è diventata invece qualcosa di molto più importante. Quali motivi hanno indotto la Regione ad escludere dall'incontro i rappresentanti della Curia, ovvero i «padroni di casa» della Cattedrale?