MILANO Partito un po' in sordina, quasi come un gioco, il censimento dei «luoghi del cuore» degli italiani, promosso dal Fai, il Fondo per l'ambiente italiano, sta diventando, alla sua terza edizione, un evento in grado di mobilitare decine di migliaia di persone (200mila l'obiettivo per il 2006) e stimolare la fantasia di intellettuali, artisti, personaggi dello spettacolo. Una partecipazione straordinaria, che neppure gli organizzatori si aspettavano, grazie alla quale si riescono a mettere in moto azioni concrete di recupero e difesa del patrimonio culturaledelPaese. Quest'anno, a differenza delle edizioni precedenti, in cui si chiedeva di segnalare anche monumenti e beni artistici, il censimento è interamente legato alla natura e al paesaggio. Si chiede di indicare un bosco, un torrente, un giardino, una spiaggia, una cascata, un alpeggio, un'isola, un uliveto o anche solo un albero particolare, che merita di essere salvato. Una mappa di posti segreti ed emozionanti. Partecipare non costa nulla. Basta compilare, da oggi al 15 settembre, la cartolina distribuita in tutte le filiali di Banca Intesa, partner dell'iniziativa, o presso tutti i beni del Fai (si può anche votare su www.iluoghidelcuore.it, oppure chiamando il numero 840.502080). «Oggi in Italia il paesaggio è ancora più a rischio dei beni artistici avverte Giulia Maria Mozzoni Crespi, presidente del Fai I politici fanno poco o nulla in sua difesa. Ma un'eccezione positiva, che merita ammirazione, è quella della Regione Sardegna e del suo governatore, Renato Soru. La decisione di vincolare le coste, per tutelarle nel migliore dei modi, dovrebbe essere esempio per tutta Italia». «Il gioco di indicare un luogo del cuore scatena il meccanismo virtuoso della partecipazione si appassiona Marco Magnifico, amministratore delegato culturale del Fai Grazie alla mobilitazione dei cittadini siè riusciti, per esempio, a intervenire per recuperare due luoghi di grande valenza sentimentale, scelti tra i primi dieci classificati della scorsa edizione, come la chiesetta della Santissima Trinità di Teregua Valfurva, in provincia di Sondrio e il ponte dell'Oratorio di San Martino a Clavi, in provincia di Imperia». La prima è una piccola semplice pieve del 1502 che sorge isolata, come un gioiello, in una valle scempiata dai recenti interventi per i mondiali di sci. Il secondo è un ponte in pietra, a schiena d'asino, del XIII secolo. «Segnalare il proprio luogo del cuore non vuoi dire isolarsi in un momento solo personale precisa Giulia Maria Mozzoni Crespi La manifestazione stimola ad avvicinarsi agli altri, a condividere sentimenti e passioni. Anch'io ho un mio luogo del cuore: il Parco del Ticino. Quando ero giovane, ricordo, bevevamo tutti l'acqua del fiume durante i pic-nic. Chi provasse afarlo oggi morirebbe certamente avvelenato».