A due passi dell'Università Statale e dal Palazzo di Giustizia, in quel caotico e trafficato angolo del centro di Milano un tempo chiamato Porta Tosa, si erge solitario come un imponente guardiano il seicentesco Palazzo Sormani, sede della omonima Biblioteca Centrale che con oltre seicentomila volumi, ventimila periodici e cinquantamila strumenti audiovisivi è uno dei più importanti luoghi di conservazione e consultazione libraria di Milano. Biblioteca molto amata e frequentata, specie dagli studenti, la Sormani domani compie cinquanta anni, essendo stata inaugurata nella primavera del 1956. Abbiamo incontrato la direttrice Annamaria Rossato per farci raccontare il lavoro e le scelte che stanno dietro la vita quotidiana di una grande biblioteca comunale. Innanzitutto una curiosità: chi erano i Sormani? «Una ricca famiglia nobiliare milanese, gli ultimi proprietari di questo palazzo costruito nel 1696 dall'architetto Francesco Croce che s'ispirava al barocchetto milanese, il cosiddetto barocchetto fiorito. Dal 1930 il Palazzo Sormani è interamente di proprietà del Comune che l'ha fatto restaurare dopo i pesanti bombardamenti della seconda guerra mondiale». La Sormani è la biblioteca milanese per eccellenza: quanti dipendenti ci lavorano e quali servizi offrite al pubblico? «Siamo in 146. Offriamo tutti i servizi delle biblioteche pubbliche come il prestito libri completamente informatizzato, le postazioni web e la videoteca, più delle specificità che sono solo nostre come la sala giuridica, la fonoteca, l'archivio quotidiani e riviste storiche, oppure i molti fondi sulla narrativa del '900 e l'importane Fondo Stendhaliano che raccoglie una preziosa documentazione sullo scrittore francese. Poi c'è il nuovo servizio "Cerca in biblioteca" che offre una vera e propria ricerca bibliografica fatta dai nostri consulenti. Inoltre penso che per potere vivere in simbiosi con la città le biblioteche debbano aprirsi alle iniziative culturali: noi organizziamo nella Sala del Grechetto letture, incontri, dibattiti e reading musicali». Quanti visitatori annui avete e come si compone il vostro pubblico? «Una stima precisa è impossibile da farsi, ma basandosi sul prestito, oltre trecento volumi al giorno, le consultazioni e la lettura periodici dovremmo superare le duecentomila presenza annue. La maggioranza sono studenti liceali e universitari ma abbiamo anche molti docenti, avvocati, giornalisti e liberi professionisti. E poi ci sono anche molti pensionati». Come si organizza la vita economica e gestionale della Sormani? «Ogni biblioteca tutti gli anni deve rinnovare il proprio catalogo e nel 2006 abbiamo avuto a disposizione dal Comune 465.000 euro complessivi per l'acquisto di libri, periodi e audiovisivi. In media acquistiamo ogni anno 7000 volumi ai quali vanno aggiunte le donazioni private che da sempre caratterizzano la storia della Sormani e di Milano in generale. Ultimamente abbiamo avuto la donazione da parte della Cariplo, un fondo di oltre 40.000 volumi. Ed è anche grazie alla donazioni che abbiamo potuto ideare il "Progetto Novecento", la serie di iniziative bibliografiche volte alla riscoperta dei grandi scrittori italiani del secolo scorso: abbiamo cominciato con Calvino e adesso stiamo preparando una mostra su Pasolini». E domani mattina ufficializzerete l'acquisizione del fondo Vigorelli. «Ne siamo molto felici. Il Fondo raccolto da Giancarlo Vigorelli è un ottima occasione per la Biblioteca, si tratta infatti di oltre 50.000 volumi in gran parte del primo Novecento, arricchiti da una ampia selezione di carteggi privati e documenti autografi». Quanto è costato il fondo? «Il Comune ha speso 300.000 euro più i soldi stanziati da Telecom Progetto Italia che ha voluto fortemente questo acquisto per Milano e per la Sormani». Con il definitivo affermarsi delle nuove tecnologie quale sarà il futuro del libro? «Il libro rimane una risorsa importante per la conservazione del sapere. E francamente è insostituibile per quanto riguarda il piacere stesso della lettura perché tuttora è lo strumento più comodo e pratico che abbiamo a disposizione». E come dovranno evolvere le biblioteche? «Le biblioteche conservano libri e continueranno afarlo. Ma le tecnologie offrono delle grandi opportunità per migliorare il servizio e penso al libro elettronico, ottimo per la consultazione e le ricerche testuali, oppure alle biblioteche digitali. La catalogazione diventa più facile e diventa soprattutto più facile comunicare e condividere le proprie risorse, sia in Italia che all'estero». VOLUMI Il vasto catalogo comprende il più ricco nucleo milanese di narrativa del'900 IL BUDGET Nel 2006 la Biblioteca Sormani ha potuto contare su un budget di 465.000 euro GLI AUDIOVISIVI Dai vecchi dischi in vinile alle cassette Vhs e beta, dai Cd Rom ai Dvd 200.000 GLI UTENTI ANNUI Sono in maggioranza studenti ma anche professori, docenti e molti pensionati Arriva il fondo di Vigorelli Domani alle 12.00 in casa Vigorelli, via Giannone, sarà ufficializzato l'acquisto, anticipato da "Repubblica", da parte della Biblioteca Sormani e di Telecom Progetto Italia degli oltre 50.000 volumi del fondo Giancarlo Vigorelli, scrittore e critico milanese scomparso nel 2005, presenti Stefania Jahier, direttrice del Settore Biblioteche del Comune di Milano, la vedova Carla Tolomeo Vigorelli e Andrea Kerbaker di Progetto Italia. Alle 21.00 invece alla Sala del Grechetto in via Francesco Sforza 7 si celebrerà il cinquantesimo della Sormani con l'assessore alla Cultura Stefano Zecchi, Guido Lopez e Ottavia Piccolo che leggerà alcuni brani, fra cui il De Bibliotheca di Umberto Eco. Il barocco abita qui Nel '600 era la sfarzosa dimora privata del cardinale Cesare Monti, arcivescovo di Milano, collezionista d'arte (la sua raccolta è al museo Diocesano). Ampliato e rinnovato al principio del '700 dagli eredi, appartenne poi alle famiglie Andreani e infine ai Sormani. Il superbo palazzo ha due facciate: la più bella, quella interna, sul giardino, fu disegnata da Benedetto Alfieri, maestro piemontese dell'architettura barocca. Un altro campione del barocco, il genovese Grechetto, è l'autore (oggi discusso) delle 23 tele col mito di Orfeo che decorano la sala destinata agli incontri. Il gruppo scultoreo in giardino, in gres, raffigura caccia ed è opera Agenore Fabbri.
Milano, Biblioteca Sormani.
Il Palazzo Sormani, sede della Biblioteca Centrale di Milano, compie cinquanta anni. La biblioteca, che con oltre seicentomila volumi, ventimila periodici e cinquantamila strumenti audiovisivi è uno dei più importanti luoghi di conservazione e consultazione libraria di Milano, è molto amata e frequentata, specie dagli studenti. La direttrice Annamaria Rossato spiega che la biblioteca è stata inaugurata nel 1956 e che la famiglia Sormani era una ricca famiglia nobiliare milanese. Il palazzo, costruito nel 1696, è stato restaurato dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale e ora ospita la biblioteca.
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