REGGIO EMILIA La definizione più soft è "albergo dei polli", la più feroce "mostro di Felina". Quello che doveva essere un maxi allevamento di polli a cinque piani ed è rimasto invece una gigantesca struttura incompiuta in cemento armato è lì da quarantanni a deturpare uno stupendo paesaggio che guida l'occhio su, su fino alla Pietra di Bismantova. Ma adesso l'ecomostro ha davvero i giorni contati. Sarà abbattuto domenica 28 maggie alla grande, come è stato fatto poche settimane fa con l'ecomostro di Bari: una serie di cariche esplosive ben piazzate e in pochi secondi la struttura crollerà ripiegandosi su se stessa. E' un momento molto atteso,- al punto che la comunità di Castelnovo Monti ha organizzato una festa paesana nella vallata dell'ecomostro che cadrà tra canti, balli e giochi. Ad animare i festeggiamenti sono stati chiamati Patrizio Roversi e un gruppo internazionale di danzatori specializzato in performances: Kinkaleri. L'idea è venuta all'Amministrazione provinciale, che ha inserito l'abbattimento dell'ecomostro di Felina tra i momenti clou della Biennale del paesaggio, e agli organizzatori del festival di danza Red, che si terrà proprio in quei giorni a Reggio Emilia ed ha il gruppo Kinkaleri tra i protagonisti. Sin da mezzogiorno, tempo permettendo, la gente è invitata ad un pic- nic sull'erba della vallata, allietato dal coro di voci alpine Bismantova e dal complesso bandistico di Felina. Nel pomeriggio, il gruppo Kinkaleri distribuirà le cartelle di una tombolata gigante. Banditore del gioco sarà Patrizio Roversi che proclamerà un solo vincitore: chi realizzerà la tombola. Non ci saranno ricchi premi e cotillons. Chi coprirà per primo tutti i numeri della sua cartella avrà però il singolare privilegio di pigiare il pulsante del detonatore: spetterà a lui distruggere l'ecomostro. La poetica del progetto di Kinkaleri nasce dalla consapevolezza che demolire con la tecnica dell'implosione abbia un impatto altamente spettacolare e simbolico. La scomparsa violenta del sopruso diventa segno partecipativo di una intera comunità coinvolta nel ripristino della bellezza violata. Alle 17,30, del "mostro" non dovrebbe rimanere più traccia. Storia travagliata quella dell'"albergo dei polli". Per riuscire ad abbatterlo sono stati necessari anni, un laboratorio provinciale organizzato dall'associazione "Amici del mostro" e un concorso nazionale di idee a cura dell'Istituto universitario di architettura di Venezia, con una spesa di oltre 12mila euro. Il "mostro" è stato costruito nel 1966 con regolare licenza edilizia, ma l'allevamento non è mai stato realizzato. Mentre i proprietari attraversavano traversìe imprenditoriali, nell'estate 2003 si costituiva l'associazione "Amici del mostro" tra studenti e liberi professionisti con un gruppo di universitari della facoltà di architettura di Venezia impegnati a lanciare alcune ipotesi progettuali di recupero che non riuscivano però nell'intento di aggirare il devastante impatto della struttura sul territorio. Una prima parte di uno studio di fattibilità elaborato dagli "Amici del mostro" conclude consigliando di procedere alla demolizione. Escluso pertanto qualsiasi tentativo di uso diverso, l'anno scorso il Comune di Castelnovo Monti ha acquistato per 110mila euro tutto il fondo agricolo di 60mila metri quadrati denominato "Mulino di Calcinara", sul quale si trovano diverse costruzioni, ecomostro compreso, ed ora con la Provincia ne ha organizzato la distruzione. Gli "Amici del mostro" proseguiranno il loro studio con l'individuazione di soluzioni per riqualificare l'area. Il Comune però, oltre alla spesa per l'acquisto dell'«albergo dei polli» dal privato, ha dovuto sborsare anche 40mila euro per bonificare l'edificio dall'amianto prima di farlo saltare in aria.