«Fosse stato per me la finestrella l'avrei murata». Nicola Spinosa, sovrintendente per il polo museale e storico dell'arte, interviene da spettatore e addetto ai lavori sul caso San Carlo, con la «finestra» creata dagli inglesi nel 1946. «Sessant'anni, la seconda guerra mondiale, non mi sembra che la variazione portata dagli inglesi quando occuparono il teatro San Carlo per farne il loro circolo ufficiali sia da considerare con una qualche valenza storica». Quindi? «Quindi andrebbe ripristinata la disposizione originale della facciata che, questa si, ha valenza storica e quindi da tutelare». E come mai il ripristino dello stato dei luoghi non è stato fatto? «No, questo non lo so. E non tocca certo a me parlare di questa situazione». E a chi tocca? «Al sovrintendente ai beni architettonici, storici e ambientali, Enrico Guglielmo. È lui che ha autorità sul San Carlo. Spetta a lui l'alta sorveglianza di questo monumento. Non chiedetemi però perché non sia stato ripristinato lo stato dei luoghi. Potrebbe anche essere che Guglielmo lo abbia previsto e poi la ditta non l'abbia fatto. Sono tutte ipotesi, non ho contatti con Guglielmo sul restauro del San Carlo». Può essere che Guglielmo non si sia accorto della finestrella del Circolo dell'Unione? «Visto che il San Carlo è praticamente attaccato a Palazzo Reale, dove sono i suoi uffici, tenderei ad escluderlo ma potrebbe anche essere». Ma per legge la finestrella va murata? «Diciamo che io lo avrei fatto senza problemi se fosse stato di mia competenza». A chi appartiene il San Carlo? «È di proprietà del Demanio».