CAGLIARI Meno male che la sentenza del Tar sull'anfiteatro era immediatamente esecutiva: nulla ancora hanno fatto gli enti chiamati dal Tar ad assumersi le proprie responsabilità e a riprendere il percorso cominciato e inspiegabilmente abbandonato. Come è noto il Tribunale amministrativo regionale il 29 marzo scorso ha rigettato i ricorsi del Comune contro le due soprintendenze che nell'autunno 2000 avevano chiesto di togliere le tribune di legno. Nella motivazione della sentenza i giudici hanno ricostruito la vicenda e, di fatto, hanno invitato le parti a trovare l'accordo che più volte in questi anni avevano dimostrato di essere in grado di fare. Per il Comune è un argomento difficile: si tratta di scegliere tra il monumento libero dal legno e il monumento sede degli spettacoli di un'estate alle porte. Per le due soprintendenze non ci dovrebbero essere tentennamenti: la scelta è per il monumento libero dalle tribune, ma quando lo esigeranno? Il rischio infatti è che si ripeta la solita storia: il Comune nicchia perché non vuole rinunciare agli spettacoli estivi in un posto bellissimo, e anche perché smontare le tribune è un'operazione di anno in anno diventata sempre più costosa, le soprintendenze si adattano. Fino alla sentenza del Tar ci potevano essere delle ragioni, che non giustificavano i due enti ma che dimostravano meglio di ogni altro comportamento quanto l'intera vicenda sia nata da equivoci irrisolti. Adesso non ci sono più scuse, ma le tribune sono sempre lì e quel che è peggio dell'accordo ancora non ci sono tracce. Ci si sta provando, si dice, ma non si spiega con chiarezza perché l'accordo tarda ad arrivare un'altra volta, l'ennesima volta. Se si volesse dar retta al Comune, le soprintendenze dovrebbero accettare che le tribune vengano sbaraccate soltanto in parte, per l'esattezza il terzo anello. E' stata l'ultima proposta lanciata dal Comune una settimana prima della sentenza del Tar. Con la sentenza in mano in mano le soprintendenze potrebbero procedere speditamente sul piano formale: con un'ingiunzione a levare tutto. Oppure, ancora, potrebbero far togliere il legno, pagare il costo dei lavori e poi rivalersi sul Comune. Quest'opzione risolverebbe il problema del monumento, ma è difficile da praticare perché la soprintendenza non dispone di fondi per queste azioni, deve chiedere al ministero, il risultato potrebbe non arrivare. L'accordo è sicuramente una strada utile purché, però, il Comune affronti la questione e si assuma le sue responsabilità. Ai più è chiaro che se tergiversa ancora ha torto e basta. In passato la municipalità si era aggrappata alla legge che finanziava opere destinati agli spettacoli e imponeva un tempo di 5 anni prima di smantellarle. Non si è mai capito se il Comune avesse fatto presente alle soprintendenze questa necessità. Quel che è stato pienamente compreso invece è altro: le soprintendenze hanno dato il nullaosta sulla base dell'amovibilità delle tribune. Secondo le soprintendenze queste dovevano essere rimosse alla fine di ogni stagione, secondo il Comune no. In realtà esponenti del Comune, mentre infuriava la polemica sul legno che aveva ricoperto un monumento importante sotto molti aspetti, dissero che le tribune sarebbero state tolte alla fine degli spettacoli della stagione 2000. Alcuni esperti obbiettarono che sembrava difficile: le tribune erano state infisse nella roccia, quelle non apparivano come strutture provvisorie smontabili e rimontabili. C'è poi un'ulteriore questione: in quali condizioni sarà l'anfiteatro dopo che saranno tolte le tribune. Di sicuro ci saranno i buchi fatti per impiantare i tubi: secondo la soprintendenza regionale il Comune deve presentare un progetto per il ripristino del monumento. E probabilmente è anche questa necessità a frenare la spinta a correre verso l'accordo.
Anfiteatro, quasi inutile la sentenza Tar
Il Comune di Cagliari è ancora in difficoltà per decidere se smontare le tribune di legno dell'anfiteatro o no. La sentenza del Tar del 29 marzo scorso ha rigettato i ricorsi del Comune contro le due soprintendenze che avevano chiesto di togliere le tribune. La sentenza ha invitato le parti a trovare l'accordo, ma il Comune è ancora indeciso. Le soprintendenze hanno proposto di togliere il terzo anello delle tribune, ma il Comune ha proposto di smontare solo parte delle tribune. La sentenza ha anche richiesto al Comune di presentare un progetto per il ripristino del monumento dopo che saranno state tolte le tribune. La situazione è ancora in attesa di una soluzione.
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