«Oggi copriremo la fessura. Sarà tutto a posto». Elio Foschini è il segretario del Circolo Nazionale dell'Unione. Il club che raccoglie la crema nobiliare della città («ma non è più così - si affretta a smentire - la nobilità non esiste più e noi tra i nostri 380 soci abbiamo solo professionisti»). Il Circolo occupa una parte dei locali del San Carlo. È qui al primo piano che c'è la «famigerata» fessura, un abuso edilizio sottolineato ieri sul Mattino dal maestro Roberto De Simone. Una differenza rispetto alla facciata originale che soltanto il sovrintendente ai beni architettonici, Enrico Guglielmo, potrebbe spiegare. «Il sovrintendente non c'è, non è venuto neanche in ufficio» è la versione dei suoi più stretti collaboratori. E il telefonino di Guglielmo ieri ha squillato a vuoto per gran parte della giornata. Una fessura che altro non è che una finestrella di un bagno, appartenente appunto al Circolo. «E che è li - spiega Foschini - da circa sessant'anni, da quando cioè gli inglesi la costruirono». Quando Napoli fu liberata dai tedeschi e conquistata dagli Alleati gli inglesi si stabilirono proprio al primo piano del San Carlo e vi fecero il loro circolo ufficiali, con tanto di mensa e appunto di bagno, che come tale aveva bisogno di un'apertura. «È lì da sessant'anni appunto - continua Foschini - e infatti io me la ricordo da sempre». A questo punto sono diverse le domande. La prima è come mai non è stata ripristinata comunque la facciata originale, visto che c'è stato in questi anni un intervento di restauro così massiccio; e poi perché prima che si montasse il cantiere (la facciata del San Carlo per mesi è stata completamente ricoperta da un cartellone pubblicitario) questa finestrella non si notava. «Perché - risponde Foschini - c'era una retina bianca che la camuffava. E non si notava. Poi al termine dei lavori, quando l'impalcatura è stata smontata, è stata tirata via anche questa retina, che noi proprio oggi rimetteremo. È statata colpa della ditta che si occupava del restauro, ma rimetteremo le cose a posto». Sull'opportunità di murare la «feritoia» e ripristinare lo stato dei luoghi, il segretario del Circolo dice «che da quando frequento quei locali, e sono ormai diversi decenni, la finestrella c'è sempre stata. Non è un abuso che abbiamo fatto noi. Però le polemiche del maestro De Simone contro il circolo sono vecchie di anni. Non capisco perché, ma ce l'ha sempre avuta con noi. Per quanto ci riguarda meno chiasso si fa meglio è». Chi conosce molto bene il San Carlo e la sua storia è Francesco Canessa, sovrintendente per 18 anni del teatro. «È una polemica vecchia - spiega - la verità è che la crisi del San Carlo è soprattutto una crisi di spazi e i locali del Circolo, dati dal Demanio in concessione, risolverebbero molti problemi». Canessa conosce bene anche la situazione della «finestrella». «Ieri mattina ho visto due inservienti del Circolo che tentavano di mettere un panno alla feritoia, segno che avevano letto il giornale. Ma non credo che si risolva così il problema, anche se non è il mio campo». Nel 1999 ci un un tentativo di accordo tra le parti, con il Circolo che avrebbe dovuto cedere alcuni locali, ma non se ne fece niente.
Napoli. Teatro San Carlo, l'abuso sarà coperto subito
Il Circolo Nazionale dell'Unione, che occupa una parte dei locali del San Carlo, è stato accusato di abuso edilizio per la presenza di una fessura in una finestrella di un bagno. Il segretario del Circolo, Elio Foschini, ha spiegato che la fessura è stata presente da sessant'anni, quando gli inglesi la costruirono, e che è stata coperta da una retina bianca. Foschini ha affermato che la fessura non è un abuso e che il problema è stato sollevato dal maestro Roberto De Simone, che ha criticato il Circolo per anni. Il sovrintendente per i beni architettonici, Enrico Guglielmo, non è stato in ufficio e il suo telefono è stato a vuoto.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo