Chi vorrebbe un museo al Castello sforzesco, chi sposterebbe l'intera Pinacoteca alla periferia di Milano, chi manterrebbe la convivenza che dura dai tempi di Maria Teresa. Su un punto, però, sono tutti d'accordo, professori e studenti: «Da Brera non ce ne andiamo. L'Accademia deve rimanere qui». No al trasloco in Bovisa, il maxiprogetto (firmato dal ministro Letizia Moratti e dal presidente dell'Accademia, Stefano Zecchi) che prevede il trasferimento dei locali riservati agli studenti di Belle Arti (nel Palazzo del XVII secolo che ospita anche la Biblioteca Braidense, l'Osservatorio astronomico, l'Orto Botanico, l'Istituto Lombardo di Scienze e Lettere) nella zona nord ovest della città. Fernando De Filippi, direttore dell'università che conta 3.500 studenti (un terzo stranieri) e 41 corsi, commenta: «In questo palazzo è nata la cultura moderna, non bisogna rompere questo percorso. E anche noi abbiamo tanti tesori: centinaia di dipinti, sculture, la gipsoteca più importante d'Europa. A mio parere entrambe le strutture, Pinacoteca e Accademia, devono continuare a coesistere (mantenendo i due nuclei storici in sede e trasferendo il resto), ma senza penalizzare i ragazzi. Palazzo Citterio (sempre in via Brera), per esempio, è vuoto da vent'anni». Il trasferimento dell'Accademia consentirebbe al museo di passare dagli attuali 4.800 metri quadrati a 9 mila. E all'università di occupare spazi e laboratori nel quartiere che ospita il Politecnico («Siamo soli», ha sempre detto il rettore, Giulio Ballio) e dove si insedieranno la tensostruttura della Triennale (a settembre), il polo di ricerca Mario Negri e la nuova sede di Telelombardia. «Non ci sposteremo», ribadiscono i professori, pronti a raccogliere le firme per contestare il progetto «Brera in Brera». Andrea del Guercio, coordinatore dell'istituto di Storia dell'arte, precisa: «La Pinacoteca potrebbe essere collocata al Castello, dove far nascere un grande Louvre. Sia la quadreria a traslocare, non noi». E se l'obiettivo della direzione per i Beni culturali e paesaggistici è assegnare l'appalto per i lavori entro l'inizio del prossimo anno (40 milioni di intervento), Francesco Correggia, coordinatore della sezione di contemporaneistica dell'Accademia, aggiunge: «I docenti non hanno alcuna intenzione di andare via da Brera. Il nostro è un luogo di cultura che dà vita a tutto il quartiere. La Bovisa? È in luoghi come questi che bisogna ricollocare gli spazi museali per rivitalizzarli». Anche gli studenti sostengono la linea dei professori. Serena Francone, membro della consulta, aggiunge: «Abbiamo un grande bisogno di spazi, ma questo trasferimento è malvisto da tutti. Oltretutto nessuno ci dice niente». A polemiche e proposte (compresa quella del candidato in consiglio comunale dell'Unione, Maurizio Cavazzan: «No al trasferimento della sede centrale, sì a polo distaccato con Triennale e Politecnico) risponde il presidente dell'Accademia (e assessore alla Cultura), Stefano Zecchi: «Quando sarà il momento valuteremo le richieste di tutti, discutendo con le parti serenamente».