Un appello accorato di Intesa a tutti i dipendenti del ministero per i Beni e le Attività Culturali ROMA Un appello accorato di Intesa, rivolto a tutti i dipendenti del Ministero per i Beni e le Attività Culturali affinché si serrino le fila, confrontando ed unendo le idee per promuovere tutte le iniziative valide a fermare l'attuale rovina dei beni culturali. "L'impegno di Intesa Beni Culturali afferma il comunicato- s'incentra, oggi, sempre di più su quei motivi che da troppo tempo ormai, costituistono il preludio ad una chiusura o ad una trasformazione radicale del Ministero per i Beni Culturali, con grave danno comunque, per la cultura nazionale ed il suo indotto economico ed occupazionale. La mancanza cronica di adeguate risorse, quindi di investimenti, la crescita di una privatizzazione a tutto vantaggio di grandi gruppi finanziari, la riduzione costante dell'occupazione, sempre più povera di operatori qualificati e segnata da un lavoro precario senza pari diritti e dignità, infine l'assenza storica di un piano programmatico degli interventi sono sicuramente le cause maggiori delle difficoltà operative e dell'incertezza futura del nostro Ministero". "I Governi, continua la lettera- pur di diversa collocazione politica, succedutisi negli ultimi dodici anni, non hanno saputo svolgere ed incrementare le attività istituzionali del Ministero per i Beni Culturali e, spesso, talune novità introdotte, quali ad es. le Fondazioni Museali, si sono rivelate incaute ed onerose per lo Stato. La volontà attuativa delle Fondazioni ad ogni costo si è realizzata più per la remissività agli interessi particolaristicì di potenti lobbies economico-culturali che per una responsabile, ragionata scelta politica. Abbiamo visto come è finita al Museo Egizio di Torino e vediamo cosa sta, invece,succedendo a Roma con la formazione dell'area archeologica centrale che escluderà lo Stato dal pieno controllo, dalla gestione e dalla valorizzazione di monumenti simbolo come il Colosseo, la Domus Aurea, il Foro RomanoPalatino e le Terme di Caracalla. Tra poco avremo il Governo, ancora una volta, di una nuova maggioranza politica, quindi un Ministro con intenti e programmi tutti da conoscere e valutare. Non sappiamo cosa ci attenda, ma non dobbiamo farci cogliere impreparati".