Strappata ai privati con 1.800.000 euro. Ampliamento per i Quintili Un investimento di prestigio sull'Appia Antica: la Sovrintendenza archeologica di Roma ha finalmente comprato la tenuta di Santa Maria Nova, oltre tre ettari di assoluto pregio economico-culturale carichi di storia e soprattutto confinanti con i 24 ettari della Villa dei Quintili con cui il nuovo possedimento fa tutt'uno. Nuova vita per la «regina viarum». Con due mosse strategiche: tra meno di due mesi, infatti, sarà aperta al pubblico la tenuta della Vifia Capo di Bove già acquisita e bonificata, compresi i nuovi scavi che hanno portato in luce un impianto termale, benissimo impianto archeologico a ridosso della tomba di Cecilia Metella destinato a diventare il Centro di documentazione sull'Appia, munito tra l'altro dell'archivio Cederna attualmente a palazso Altemps. L'altra mossa, ideata a suo tempo da Adriano La Regina ed ereditata oggi dal suo valido successore Angelo Bottini, mette il dito su uno dei punti nodali dell'Appia, il suo Quinto Miglio. Con 1 milione e 800.000 euro, scuciti direttamente di tasca dai sovrintendente grazie all'autonomia delle Soprintendenze (prima volta per un acquisto simile), si corona un sogno lungo quasi dieci anni, giocato con mosse quasi d'azzardo da un manipolo di coraggiosi archeologi guidati da Rita Paris convinti di dover acquisire al bene pubblico e allo Stato una tenuta come Santa Maria Nova posta strategicamente in un punto nodale della storia romana, il Quinto Miglio dell'Appia, Siamo nel punto in cui l'Appia registra dunque sulla sinistra li grande impianto della Villa dei Quintili con il Ninfeo a ridosso della via consolare e un p0' più in là, in fondo al pianoro, il palazzo con le terme e il piccolo anfiteatro che quel pazzo dell'imperatore Commodo, dopo aver liquidato i due proprietari, usava come «ludus» per i suoi esercizi gladiatorii. A destra invece ci sono i tre «montarozzi» erbosi che contengono le tombe degli Grazi e dei Ouriazi. proprio accanto al sito della feroce battaglia per il controllo della città di Albalonga. Lì gli archeologi si apprestano ad eseguire scavi per rintracciare la camera sepolcrale, un intervento che si annuncia già clamoroso e promettente. Non solo: li accanto c'è il muro degli «ustrini», sede di cremazioni in epoca alto repubblicana e poi imperiale, con accanto le acque «cluilie», che venivano utilizzate per le aspersioni prima dei riti crematori. E quello era anche l'antico limite di Roma: dopo iniziava l'Ager Albense (di Albano). Insomma, lì finiva Roma repubblicana e poi imperiale. Ed eccoci dunque a questi magici tre ettari di Santa Maria Nova, che sono incapsulati in questo contesto prestigioso e che finora non sono mai stati investigati da nessuno, solo descritti da grandi studiosi e disegnatori come Canina, Ashby e Piranesi. Da questo terreno si sa che proviene il famoso mosaico conio scheletro conservato nei Museo Nazionale Romano delle Terme di Diocleziano. E proprio li fu anche rinvenuta nel 1485 la famosissima murnmia della fanciulla che fu portata a Palazzo della Cancelleria e li venerata come Tulllola, figlia di Cicerone, da un flusso crescente di romani al punto che, come racconta il Ceram in «Civiltà al sole», papa Innocenzò III prese l'insolito provvedimento di trasferirne il corpo nottetempo a Porta Pinciana e li farlo tumularein gran segreto. Ce- ram pubblica anche un di- segno dell'umanista fiorentino Fonte al mercante Sas-setti, amico del Magnifico. Ci si può dunque immaginare con quanta attesa gli archeologi si apprestanp ad intervenire sul nuovo possedimento, ridotto negli ultimi anni dopo ll sostanziale abbandono da parte dei proprietari (il medievista americano Ewan Kimble e la sua ex consorte spagnola, Angela (lascia Quesado) aun mezzo immondezzaio a uso di sbandati vari. Dopo una prima ripulitura, mentre ancora nel luogo insiste la presenza di un pastore con le suebestie (il vecchio Fernando), è apparso un casale che s'innalza sopra un bel monumento romano dotato di gran pllastri angolari più una torre e di un palo di cisterne romane, una delle quali circolare ritratta dal Piranesi, sotto cui si indovinano servizi dei Quintili. In più c'è anche un grande monumento funerario a forma sgrossata di piramide. Nel posto hanno soggiornato in passato Grace Kelly e la Bardot. Dai lavori appena iniziati si attendono ora meraviglie.