Olbia Quattro ulivi secolari che circondano una panchina, sulla cima di una collinetta dalla quale si domina tutto il golfo di Marinella, a Porto Rotondo, uno degli angoli più belli della Costa Smeralda. Ad ammirare il panorama ieri mattina, in una giornata di sole già quasi estivo, c'erano gli ispettori del Corpo forestale di vigilanza ambientale, che l'assessore dell'Urbanistica della Regione Sardegna, Gian Valerio Sanna, ha spedito nel parco di Villa Certosa, la dimora sarda di Silvio Berlusconi, per accertare se la costruzione del belvedere possa essere in conflitto con le norme paesaggistiche regionali. Alle 10 le auto con gli ispettori e i funzionari dell'assessorato hanno varcato il cancello d'ingresso, presidiato da polizia e carabinieri, come tutta la zona circostante. Sono saliti sulla collina, ma hanno ispezionato anche il resto del parco, dove il Cavaliere è riuscito a fare tutto l'inimmaginabile e oltre. Ha costruito un anfiteatro in marmo sul modello delle antiche costruzioni greco-romane, ha eretto torri che simulano l'architettura preistorica dei nuraghi, ha trasformato un fossato in un laghetto artificiale, ha fatto progettare piscine per la talassoterapia e ha messo a dimora una quantità di piante esotiche fatte arrivare dai quattro angoli del pianeta. Soprattutto, ha costruito un approdo blindato e un tunnel sotteranneo che collega l'attracco degli yacht direttamente alla villa. Qui sembrava che gli ispettori della Regione Sardegna non sarebbero potuti entrare. Su queste «migliorie» inventate dall'ex presidente del consiglio, infatti, c'era il segreto di Stato, sancito da tanto di decreto ministeriale firmato, a suo tempo, dal titolare del Viminale, Beppe Pisanu. Ieri, invece, da Roma è arrivato il via libera e gli agenti del Corpo forestale sono potuti entrare anche nel misterioso tunnel, costruito, ha sempre detto Berlusconi, per esigenze di sicurezza: serviva a proteggere lo sbarco a Villa Certosa dei premier e dei capi di stato che Berlusconi era solito incontrare d'estate in Sardegna. La notizia che gli ispettori hanno potuto controllare anche il bunker l'ha data il procuratore della Repubblica di Tempio, Valerio Cicalò, parlando con i giornalisti nella tarda mattinata al termine dell'ispezione. Secondo Cicalò, la collinetta artificiale sormontata dagli ulivi secolari sarebbe superiore solo di qualche metro rispetto alla superficie originaria. «Per completare gli accertamenti - ha detto Cicalò - saranno necessarie alcune settimane». Dalle indagini del Corpo forestale è venuto fuori che il belvedere prima era una discarica a cielo aperto. I rilievi aerofotogrammetici in possesso dei funzionari dell'assessorato regionale all'urbanistica hanno rivelato la presenza di un cumulo di terra e di rifiuti, poi trasformato nella collinetta attraverso un intervento che i dirigenti della Idra Immobiliare, la società che amministra tutte le residenze del Cavaliere, definiscono «di riqualificazione e di recupero ambientale». Tutti lavori eseguiti con regolare autorizzazione, secondo l'avvocato di Berlusconi, Niccolò Ghedini, che ieri ha accompagnato gli ispettori nel sopralluogo. Ora bisognerà attendere le relazioni degli ispettori, usciti da Villa Certosa senza dire niente. Nei prossimi giorni la Regione Sardegna e la procura della repubblica riceveranno due distinti rapporti, che illustreranno nel dettaglio l'esito dell'ispezione. Ci saranno anche tutti i documenti forniti dai rappresentanti di Idra Immobiliare: il progetto e le autorizzazioni che Idra Immobiliare sostiene di aver ricevuto dal comune di Olbia, dall' Ufficio regionale del paesaggio e dallo stesso Corpo forestale. Gli uffici regionali verificheranno la conformità del progetto con le autorizzazioni ottenute e valuteranno le incongruenze. Le relazioni degli ispettori arriveranno nei prossimi giorni sul tavolo dell'assessore regionale all'Urbanistica e su quello del procuratore. Intanto, il comune di Olbia ha completato il conteggio economico per il condono edilizio di una quindicina di opere realizzate a villa Certosa: la somma è di diverse decine di migliaia di euro.