Il censimento delle strutture opera della Corte dei Conti Quella dei musei è una realtà difficile da ritrarre per la mancanza di un'anagrafe che indichi quanti sono, cosa fanno, quando sono nati, se sono ancora in funzione o se devono ancora aprire. Capita così di trovare di tutto, o di non trovare nulla, come è capitato alla Corte dei Conti, sezione delle Autonomie, nella sua ricerca sui Musei degli Enti Locali. Alcune delle gallerie, indicate magari in un sito internet, devono invece ancora prendere forma nella vita reale. Si è trattato di completare un vero e proprio censimento del settore, un compito tanto difficile che sono occorsi circa due anni per completarlo. Un lavoro che è stato presentato ieri nell'Aula del Seminario della Corte dei Conti, per un bilancio sulle indagini comparative, sui metodi e sull'esperienza del controllo dei musei degli enti locali. «Le indagini comparative hanno sempre rappresentato il punto di forza della sezione Autonomie della Corte dei conti - sottolinea il presidente di Sezione, Fulvio Balsamo - D'altra parte, per intervenire e regolare la materia museale a livello centrale e regionale, occorre conoscere la realtà del territorio». La situazione romana e laziale rappresenta un ottimo prototipo di quella nazionale, ma con i dovuti distinguo per la particolarità della realtà capitolina. Nel Lazio sono stati rilevati 302 musei, condizione che pone la nostra regione al quarto posto nel panorama nazionale, superata solo da Toscana (409), Emilia Romagna (380) e Lombardia (346). Rispetto a una vecchia indagine dell'Istat del 1991, è in forte incremento il rapporto museiresidenti del Centro Italia dove si registrano 9,52 strutture espositive ogni 100 mila abitanti. Il fatto è riconducibile al contesto di Roma e Firenze che hanno la più alta concentrazione di musei presenti nel Paese. Il dato di spicco è che 117 comuni del Lazio, quasi il 31 per cento dei 378 esistenti, ha almeno un museo. Sotto questo aspetto fanno meglio solo Toscana ed Emilia Romagna. Particolare anche la distribuzione sul territorio laziale: 80 dei 302 musei rilevati, il 26,49 per cento, sta in 68 comuni con meno di 10.000 abitanti; 42 stanno in cittadine con popolazione fra i 10.000 e i 20.000 residenti; 48 musei si trovano in comuni con popolazione fino a 250.000 abitanti; 132 musei, il 43,73 per cento del totale, stanno nel territorio comunale di Roma. Di tutti i musei della regione, 220 sono pubblici (pari al 72,85 per cento), 53 sono privati (17,55) e solo 29 sono ecclesiastici (9,60 per cento). Strano l'andamento del numero di visitatori. A fornire dati su questo aspetto sono state solo le strutture pubbliche (220). Ebbene, sui 3.157.210 persone che sono entrate nei saloni dei musei laziali pubblici, 1.755.080 hanno pagato un biglietto; gli altri 1,389.466 sono entrati gratis. Considerando solo i 94 musei pubblici non statali, 535.111 hanno pagato un biglietto e 561.360 no. Se da una parte il numero di visitatori per museo è parecchio alto (23.918), tanto da essere superiore del 20 per cento rispetto al dato nazionale, considerando i proventi dalla vendita dei biglietti si comprende come queste strutture siano forzatamente dipendenti dai conferimenti statali, regionali, provinciali e comunali. Le entrate più significative sono infatti rappresentate da quelle comunali, il 34,98 del totale, e da quelle per servizi, pari al 27,63. Solo dopo si colloca il montante che deriva dalla vendita dei biglietti d'ingresso, pari al 22,24 per cento dei proventi di un museo laziale. Le entrate da conferimenti regionali arrivano all'11,39 per cento; quelle provinciali, al 3,15.