La nuova Limonaia inaugurata ieri, restaurato anche il Villino Medioevale. Un bar e un mini museo per la nuova Limonaia Due mesi dopo la conclusione dei restauri e l'apertura del Casino Nobile un altro importante tassello del recupero di villa Torlonia si aggiunge al mosaico di interventi partito con il ripristino della Casina delle Civette devastata da un incendio e proseguito con la ristrutturazione del Casino dei Principi. E' il complesso di edifici che fiancheggia l'ingresso di via Spallanzani, La Limonaia, un padiglione progettato dall'architetto Raimondi a metà Ottocento come serra e ricovero per le piante di agrumi del parco. E il villino Medioevale, tre piani modellati come una sorta di fortilizio trecentesco, fatto costruire come propria residenza all'inizio del Novecento da Giulio Borghese, dopo la morte della figlia di Alessandro Torlonia con cui s'era sposato, rinunciando al proprio cognome. Entrambe i palazzi, in disarmo da oltre venti anni, erano stati promessi come uffici di rappresentanza al ministero dell'ambiente, in cambio di un contributo per i restauri. «Un uso in contrasto con la strategia di rilancio di questo prezioso polmone di verde e di tutte le altre grandi ville storiche», spiega al taglio del nastro il sindaco Walter Veltroni, che, raggiunto l'accordo col ministero, cui è stata offerta in contropartita villa Farinacci, ha dato immediatamente il via ai lavori, ora giunti al traguardo. E assegnato ai due edifici nuove funzioni, sicuramente più gradite ai frequentatori della villa. La Limonaia, che ai tempi di Renato Nicolini aveva vissuto una breve ma intensa stagione da ribalta off, ospitando Tadeus Kantor e altri maestri del teatro di ricerca, è stato attrezzata come caffetteria e punto di ristoro. Trecento posti sistemati nella grande sala centrale e nelle due corti all'aperto, un menu che la ditta Palombini ( che gestisce anche la casa del Cinema) garantisce per tutte le tasche, e un ricco corredo di giochi da tavolo a disposizione dei clienti, soprattutto i più giovani: funzionerà tutti i giorni nelle ore d'apertura del parco e sarà aperto anche la sera fino alle 23. L'arredo è stato curato dall'architetto del gruppo Zetema Guido Ingrao, che ha anche allestito l'interno del villino medioevale, ristrutturato come Ludoteca ad alta tecnologia, una sorta di minimuseo della scienza ideato per un pubblico di ragazzi dagli undici anni in su (a differenza della ludoteca di villa Borghese destinata ai più piccoli). La struttura funzionerà a pieno regime dal prossimo ottobre, ma le tre sale attrezzate al piano terra già danno l'idea del tipo di svago che può offrire. E sono state collaudate ieri da due classi di una scuola media invitate dall'assessore Pantano alla cerimonia del varo. L'attrazione più gettonata è uno schermo luminoso interattivo che inonda il pavimento di una stanza: ci si può giocare a calcetto o a biliardo, ma il computer che lo comanda può trasformarlo in una laghetto, in un ruscello, in una pianta di Roma. Molto gradito anche l'impianto stereoscopico proietta un filmato sulle origini della Terra, immergendo chi guarda nel caos del Big bang o in una fitta tempesta di meteoriti. E il macchinario laser che ti fotografa e poi rimodella l'immagine in tre dimensioni. Ammirati anche i dettagli del restauro calibrato dalla supervisione storica di Alberta Campitelli: il rifacimento dei tetti a capriata, il recupero dei soffitti a cassettoni dipinti e degli affreschi con gli stemmi dei rioni romani, che tappezzato una sala del piano nobile.
Roma. Villa Torlonia, riapre la Limonaia
Ieri è stato inaugurato il nuovo Limonaia, un bar e un mini museo all'interno del complesso di villa Torlonia. Il villino Medioevale è stato restaurato e ristrutturato come Ludoteca ad alta tecnologia. La Limonaia è stata attrezzata come caffetteria e punto di ristoro con 300 posti e un menu a prezzi accessibili. L'arredo è stato curato dall'architetto Guido Ingrao. La struttura funzionerà a pieno regime dal prossimo ottobre. Il villino Medioevale ospiterà una ludoteca con attrezzature interattive, come uno schermo luminoso e un impianto stereoscopico. Il restauro è stato calibrato dalla supervisione storica di Alberta Campitelli.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo