Musei e biblioteche a rischio durante l'estate. Il problema è sempre quello: manca personale e il Comune non ha soldi per garantire nuove assunzioni. I sindacati lanciano l'allarme e denunciano che già dal primo di giugno cominceranno i tagli ai servizi, con l'apertura solo pomeridiana delle biblioteche Venezia e Harar. Ma la situazione peggiorerà nell'arco dei mesi estivi, con un'offerta sempre più ridotta in luglio e agosto. Un'analoga situazione, ammette l'assessore alla Cultura Stefano Zecchi, potrebbe riguardare anche i musei civici. «Se il buon giorno si vede dal mattino...». «Le biblioteche accorciano gli orari nel momento in cui la città ha più bisogno attacca Tina Scarano, delegata Csa, e cioè quando chiudono le scuole e quando anche gli anziani hanno maggiore necessità di luoghi di ritrovo. Ci chiediamo quali siano le intenzioni del Comune per il settore Cultura: il timore è che si voglia far decadere il servizio biblioteche per poi privatizzarlo». La «proposta» di tagli agli orari verrà discussa domani tra amministrazione e sindacati, ma è lo stesso Zecchi a riconoscere che non ci sono grandi margini di intervento «perché la coperta è quella». «Si tratta di cercare un punto di accordo con i rappresentanti dei lavoratori dice , ma il personale deve fare le ferie e nessuno intende mettere in discussione i diritti sindacali». «Vedremo in che misura sarà possibile utilizzare gli straordinari puntualizza , ma non ci sono soldi per le sostituzioni estive. Per adesso». La critica alla gestione Albertini è implicita: «Io sono entrato in corsa e ho cercato di gestire quello che ho trovato sottolinea . Mi auguro che con la nuova giunta si prenda di petto questo problema: una città deve avere biblioteche e musei che funzionano». E aggiunge: «Se vince Letizia Moratti, che ha pubblicamente annunciato che raddoppierà i fondi alla Cultura, e io sarò richiesto come assessore potremo trovare una soluzione in extremis. Fare l'assessore è così penoso...». Per le biblioteche, Zecchi immagina due scenari per l'estate: «O l'apertura ridotta di tutte le sedi o l'apertura mirata di alcuni centri e la chiusura degli altri». Dal settore anticipano che si andrà verso la soluzione «a scacchiera», «ma non ci sarà nessuna serrata». L'idea è di garantire almeno l'apertura di una biblioteca grande, con aria condizionata, per ogni zona. Resta sempre sul tappeto la richiesta di assumere nuovo personale, ma l'ostacolo sarebbe la Finanziaria. «Troppi costi, non è più garantita l'apertura serale» La scarsità di risorse blocca anche la possibilità di tenere aperte le biblioteche rionali di sera. Era stato il diessino Marco Cormio, nel gennaio scorso, a promuovere una mozione urgente (che è poi stata approvata in consiglio comunale all'unanimità) per l'apertura serale delle biblioteche comunali. Lo scopo della mozione era «rendere attiva e viva la città, in particolare le aree maggiormente periferiche: «Ma anche in questo caso afferma Cormio la risposta dei dirigenti dell'amministrazione è stata che non ci sono soldi».