II documento ufficiale sarà siglato dalle Regioni Sicilia e Sardegna. Fino a oggi è solo virtuale la firma della «Carta di Marsala», il documento ufficiale che suggellerà l'accordo tra la Sicilia e la Sardegna per la costituzione della «Rotta dei Fenici». Si tratta del progetto pilota di promozione turistica delle vie e degli insediamenti fenici, approvato dal consiglio d'Europa e candidato a diventare «Itinerario culturale europeo». La settimana scorsa, infatti, alla cerimonia di presentazione del progetto dovevano essere presenti il governatore della Sicilia, Salvatore Cuffaro, e il presidente della Sardegna, Renato Soru, che per impegni istituzionali non hanno però potuto partecipare. Il documento sarà firmato dagli assessori regionali del turismo della Sicilia, Fabio Granata, e della Sardegna, Luisa Anna Depao. «Ma si tratta solo di un rinvio», ha rassicurato Antonio Barone, direttore del progetto, «che non pregiudica affatto il futuro dell'itinerario». Il progetto nasce con lo scopo di promuovere gli itinerari nautici che dal XII sec a.C. in poi furono utilizzati dai Fenici come vie di comunicazione commerciale e culturale nel Mediterraneo. L'itinerario passa per 15 paesi di tre continenti e per oltre 70 città di origine fenicia. La «Rotta dei Fenici» vede come protagoniste la Sicilia e la Sardegna ed è promossa dall'Istituto europeo itinerari culturali del consiglio d'Europa, dal ministero per i beni culturali e da Assindustria Trapani. Momento fondamentale del progetto è la promozione di una rete di siti archeologici, etnoantropologici, culturali, naturalistici e scambi culturali del Mediterraneo. Attualmente in Sicilia la «Rotta» coinvolge sei comuni del trapanese, Marsala, Erice, Pantelleria, isole Egadi, Castellammare del Golfo e Castelvetrano, e Santa Flavia del palermitano. In Sardegna coinvolge i centri di Pula (Nora), Fluminimaggiore (Antas), Carbonia (Monte Sirai), Cabras (Tharros) e Sant'Antioco (Sulcis). I paesi del Mediterraneo che hanno già sottoscritto la loro adesione al progetto sono oltre l'Italia, Cipro, Grecia, Malta e Francia «ma l'invito è aperto a tutti i paesi del Bacino», dice Francoise Tondres, responsabile itinerari del consiglio d'Europa, «e si va dall'Egitto alla Siria, dall'Algeria al Marocco, dalla Spagna al Portogallo e alla Gran Bretagna». «L'impegno dei paesi del Mediterraneo», aggiunge, «è fondamentale perché se manca l'internazionalizzazione non può ottenere il "patentino" di itinerario europeo». E lo stesso assessore Granata ha più volte sottolineato quella che sembra la caratteristica prevalente dell'intero progetto, ovvero la sua impronta storica e culturale: «È un'iniziativa importante non solo come itinerario turistico, ma anche come percorso culturale e di pensiero, dove si incontrano la Sicilia storica e quella dei giorni nostri». Entro l'8 giugno la «Rotta dei Fenici» dovrà presentare al consiglio d'Europa un dossier con all'interno le sottoscrizioni di tutti i paesi aderenti. Ma anche la Carta di Marsala e le ipotesi di collaborazioni internazionali sulla falsariga degli itinerari europei già esistenti: il Patrimonio ebraico, le Vie di Mozart sulla scorta delle tappe europee toccate dal grande compositore austriaco, Santiago de Compostela e la via Francigena.