In azione le ruspe dell 'Esercito che ha rinunciato ali 'area LA CUBA di corso Calafatimi recupera un altro pezzo della sua storia. L'anno scorso, grazie alla sinergia avviata nel 2004 tra il Comando autonomo della Sicilia guidato dal generale Bruno Petti e la Soprintendenza, l'intera area antistante il monumento normanno restaurato fu acquisita dalla Regione, e venne abbattuto il muro perimetrale costruito dal Demanio militare che soffocava nel cemento la sua visuale. Ieri mattina, invece, i militari del quarto reggimento Genio guastatori di Palermo, nei corso ai un'attività di addestramento appositamente programmata, hanno demolito una struttura fatiscente in mattoni e metallo, nel piazzale interno, davanti all'edificio voluto intorno all'anno Mille da Guglielmo II. Sotto le ruspe sono crollate le pareti in muratura di una struttura di seicento metri quadrati, appartenente all'Esercito e in disuso da anni. Un blitz che rende immediatamente più fruibile l'area della Cuba. «È un tassello fondamentale, in questo sito che finora è stato vissuto solo nel suo cuore monumentalespiega l'archi-tetto Matteo Scognamiglio della Soprintendenzaperché il piazzale, in realtà, era l'area dell'antico laghetto artificiale della Cuba, del quale restano tracce della vasca, nel corpo prospiciente corso Calatafimi, e parte degli argini, nel fronte che guarda la caserma Tukory. Per rendere di nuovo visibile e ispezionabile quest'area della peschiera ci apprestiamo a lanciare un più ampio progetto di riqualificazione della zona, nell'ambito del quale recupereremo anche i capannoni ottocenteschi che delimitano il perimetro del piazzale, e li adibiremo a spazi museali». Le linee generali del progetto dicono che i capannoni del piazzale diventeranno la sede di un museo storico- documentario sulle vicende del parco del Genoardo e sul sistema dei monumenti arabo-normanni in Sicilia. Un primo finanziamento al progetto di circa un milione di euro arriverà dai fondi europei, che puntano al recupero delle reti ecologiche sul territorio, in collaborazione con l'assessorato Territorio e ambiente. «È solo un primo stanziamento avverte la soprintendente Adele Mormino ma riguarderà diversi interventi, finalizzati a ricontestualizzare il paesaggio storico di diversi monumenti normanni». Così, alla Zisa, sarà recuperata la peschiera e ripristinato il percorso dell'acqua che verrà collegato con la sala della fontana; alla piccola Cuba sarà completato il rivestimento in cocciopesto; alla Cuba soprana è prevista la sistemazione degli spazi verdi. E nell'area del castello di Maredolce la terra dall'area del lago sarà tolta e utilizzata alla Zisa, per ripristinare i livelli originari della peschiera. «Per 140 anni la Cuba è rimasta immersa nella realtà militareha detto il generale Pettiinglobata, com'era, nelle pertinenze della caserma Tukory. Con questa demolizione si perfezionano lo sgombero dell'area e la sua acquisizione da parte della Regione». Il passaggio definitivo delle consegne avverrà antro la fine del mese.
SICILIA: La Cuba liberata dal cemento
L'Esercito ha demolito una struttura fatiscente in mattoni e metallo nel piazzale interno della Cuba, davanti all'edificio voluto intorno all'anno Mille da Guglielmo II. La struttura, appartenente all'Esercito e in disuso da anni, è stata abbattuta con ruspe. La demolizione rende immediatamente più fruibile l'area della Cuba. Il progetto di riqualificazione della zona prevede la recuperazione dei capannoni ottocenteschi che delimitano il perimetro del piazzale e la loro adibizione a spazi museali. Un primo finanziamento al progetto arriverà dai fondi europei, che puntano al recupero delle reti ecologiche sul territorio.
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