SONO state raccolte ad oggi circa 15 mila firme. L'obiettivo è quello di arrivare a 50 mila per chiedere all'Unesco il riconoscimento del Lazio Latino e Virgiliano come «Patrimonio culturale dell'Umanità». È l'iniziativa promossa dal Comitato promotore per il Lazio Latino e Virgiliano al quale è stato dato anche il titolo: «Lo sguardo della Dea». È un'iniziativa che ha come scopo primario quello di salvaguardare uno dei territori più importanti a sud di Roma, come l'area che comprende i comuni di Pomezia, Ardea ed Albano. Pomezia, con le innumerevoli testimonianze storico-archeologiche che stanno venendo alla luce nell'area di Pratica di Mare, dove gli studiosi hanno individuato anche la tomba di Enea. La zona di Ardea, dove prima dei romani, esisteva il regno dei Ruttili con il Re Turno, e dove nel corso degli anni sono venute alla luce l'antico porto rutulo alla foce del Fosso dell'Incastro ed altre tempi e strutture di epoca preromana. E non ultima di questo elenco la suggestione dei reperti risalenti all'antica Albalonga. «Nell'area che comprende i Comuni di Ardea, Pomezia e Albano - ha detto Giosuè Auletta, storico ed importante promotore culturale - sono evidenti le testimonianze di una civiltà conosciuta nel mondo come Latinità, ma di tutta questa antica storia si sta distruggendo ogni traccia e memoria. Alla base di queste motivazioni con il Comitato Promotore per il Lazio Latino e Virgiliano, è stata avviata la petizione da inviare all'Unesco per il riconoscimento di quest'area come patrimonio culturale dell'umanità. Guardando dall'alto tutto il tratto di litorale a sud di Roma, da una posizione singolare come quella di Monte Cavo, è possibile ammirare un paesaggio che una volta era detto antico Lazio. Il poeta Virgilio, in questo scenario, ambientò il mito latino originario e con l'Eneide rese immortale la più antica storia locale». «Questa petizione popolare - ha concluso lo storico Giosuè Auletta - vuole essere una testimonianza per le generazioni future affinchè, tutto il patrimonio storico, archeologico e culturale di questo territorio, non venga distrutto definitivamente. Le testimonianze di tante storie locali come resti di antiche città, torri, castelli e casali, continuano ad essere ignorate ed abbandonate, invece di essere conosciute e valorizzate. Si cancellano i monumenti del passato prossimo e remoto per trasformare il territorio in uno spazio vuoto, dove mettere tutto quello che è brutto».
La costa di Enea patrimonio dell'umanità
Il Comitato promotore per il Lazio Latino e Virgiliano ha raccolto circa 15 mila firme per chiedere all'Unesco il riconoscimento del Lazio Latino e Virgiliano come Patrimonio culturale dell'Umanità. L'obiettivo è quello di arrivare a 50 mila firme. L'iniziativa mira a salvaguardare l'area che comprende i comuni di Pomezia, Ardea e Albano, con testimonianze storico-archeologiche importanti. La petizione vuole preservare il patrimonio storico, archeologico e culturale di questo territorio, evitando che vengano distrutti i monumenti del passato.
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