CAGLIARI. Un'attenzione particolare per il colle di Tuvixeddu-Tuvumannu, da parte di chi andrà a rappresentare la Sardegna in Parlamento. Dopo le parole, Legambiente chiede i fatti. E dato, dice, «che sinora Comune e Regione si son mostrati latitanti, che sia lo Stato a farsi carico dal problema, costringendo le soprintendenze a revocare le concessioni per le opere in corso». Il problema in realtà è vecchio di centocinquant'anni, ripercorsi ieri brevemente dal presidente regionale di Legambiente, Vincenzo Tiana, durante il suo appello ai neoparlamentari: «Dal 1800 ha detto in questa Montagna sacra, che con la necropoli prima punica, poi romana, rappresenta la storia della città, sono avvenute devastazioni d'ogni tipo». Le prime furono le attività di cava, pezzi e pezzi di roccia raschiati via senza criterio in barba alla preziosità archeologica e storica dell'area che con le sue 1500 tombe (tante sono quelle censite dall'associazione ambientalista) è la più grande necropoli del Mediterraneo. Dopo lo sfruttamento della cava, è arrivata la speculazione immobiliare: «Sono stati concessi denuncia Legambiente tutti i nulla osta per l'edificazione della schiera di palazzi di via Sant'Avendrace, proprio alle pendici del colle che custodisce parte del tesoro archeologico». Metri cubi di cemento su metri cubi, che hanno strappato ai cittadini un bene che è di tutti. Ma non contenti i palazzinari hanno voluto andare oltre, sino all'ultimo sfregio: un nuovo palazzo in costruzione all'altezza del numero civico 35 di via Sant'Avendrace. E questo è l'ultimo fattaccio dopo il via, qualche mese fa dalla parte di Tuvumannu, ai lavori per quello che è stato ribattezzato il "tunnel inutile" che dovrebbe congiungere via Is Maglias con via Cadello. «A tutto questo le Soprintendenze hanno assistito silenziose dando tutti i permessi necessari denuncia Cinzia Frau, del circolo Il grillo di Legambiente Ci stupisce anche l'atteggiamento del presidente della Regione, Soru: qualche tempo fa ci promise che per evitare altri sciaccallaggi la Regione avrebbe acquistato l'area davanti a via Sant'Avendrace». Invece, nulla, «quando poi per la Corte del sole va avanti l'attacco di Cinzia Frau Soru è stato fulmineo». A questo punto di tempo ne è già stato perso troppo. Per questo Legambiente chiede aiuto ai parlamentari sardi: «La competenza in questa materia è dello Stato dice Tiana Così se le Soprintendenze, che lo dovrebbero rappresentare, non fanno nulla, busseremo direttamente dal padrone di casa». E mentre la questione arriva alle orecchie dei parlamentari freschi di voto, in Consiglio regionale pare che qualcosa si stia già muovendo: «Stiamo affrontando il problema in commissione Cultura ha detto l'esponente di Rifondazione, Luciano Uras Faremo di tutto perché la cosa non cada nel vuoto».