È LA tassa della discordia, fortissimamente voluta dal presidente Renato Soni e dalla sua giunta di centrosinistra e altrettanto osteggiata dall'opposizione di centrodestra e da molte amministrazioni locali. Nel mirino del fisco isolano ci sono le seconde case, quelle delle vacanze che si «sparano da giugno a settembre». In base ai metri quadri di superficie, i proprietari dovranno versare un tributo annuale. In caso di affitto per le vacanze, il turista dovrà pagare in base al periodo di permanenza. La nuova tassa riguarderà anche le compravendite immobiliari, le imbarcazioni e gli aerei privati: in pratica il «core-business» dell'esclusivo eden delle vacanze. «Noi vogliamo tutelare e preservare una risorsa straordinaria ma scarsa, quella ambientale e paesaggistica delle nostre coste e ci è parso giusto - ha spiega il presidente Soni - chiedere a chi ne beneficia un piccolo corrispettivo per il bilancio pubblico. In tante città d'Italia le seconde case sono semplicemente un altro aspetto dell'economia, mentre per noi sono un vero distretto, un tessuto economico in questo momento in gran parte sommerso e quindi senza alcuna ricaduta per le casse della regione. Con il ricavato puntiamo a un riequilibrio dello sviluppo territoriale della Sardegna, a vantaggio soprattutto delle zone interne che rischiano di essere ancora più penalizzate con l'uscita dell'isola dall'Obiettivo 1». Per il Governatore non è vero che si infligge un colpo durissimo alla capacità di attrazione turistica della Sardegna. «I proprietari di seconde case li vogliamo conservare non solo come ospiti, ma soprattutto come nostri amici - sottolinea - e ci farebbe piacere se trasferissero qui la residenza». Renato Soru da anche un'in-terpretazione in chiave «istituzionale» del provvedimento: «La nostra è una Regione a statuto speciale che ha compiti anche speciali, con responsabilità e competenze primarie in molte aree e quindi dei costi del tutto particolari. E diversamente dalle altre regioni, che hanno modelli di finanziamento ad hoc, da noi la partecipazione ai redditi prodotti - e con le seconde case abbiamo tutto l'interesse a far emergere il sommerso - all'Iva generata nella regione, non basta. Da qui la facoltà di una diretta imposizione fiscale». Per l'opposizione di centrodestra i tributi violano i principi costituzionali e causeranno danni enormi e irreversibili all'economia del turismo e dei settori dell'indotto. Renderanno la Sardegna una meta troppo cara escludendola dalla competizione con altre località balneari del Mediterraneo.
II governatore Soru: Vogliamo tutelare l'ambiente
Il presidente della Sardegna, Renato Soni, ha annunciato la tassa sulla seconda casa, che riguarderà le seconde case, le imbarcazioni e gli aerei privati. La tassa sarà calcolata in base ai metri quadri di superficie e sarà versata annualmente. La tassa sarà utilizzata per finanziare il bilancio pubblico e per riequilibrare lo sviluppo territoriale della regione. L'opposizione di centrodestra ha criticato il provvedimento, affermando che viola i principi costituzionali e causerà danni all'economia del turismo e dei settori dell'indotto.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo