FONDAZIONE PER LA FOTOGRAFIA ULTIMI FUOCHI Il Consiglio d'amministrazione della Fondazione Italiana della Fotografia si è dimesso. Il presidente, Giovanni Zanetti, e gli altri consiglieri hanno messo a disposizione dei soci fondatori il loro mandato dopo aver «preso atto» che la Regione sta procedendo al commissariamento della Fondazione. Lo hanno fatto con una lettera inviata ai vertici di Regione, comune di Torino, della Fondiaria Sai e di Mediocredito dove chiedono ai soci e ai futuri commissari di adoperarsi per «conservare e valorizzare il patrimonio professionale, iconografico e la denominazione di Fondazione Italiani della Fotografia». Zanetti e gli altri amministratori hanno lasciato una sorta di «testamento» e indicano ai soci tre necessitàopportunità. La prima: la «ricollocazione» dei dieci professionisti in forza alla Fif anche in «enti musei, istituzioni culturali e attività similari» anche in «vista delle iniziative legate alla valorizzazione della fotografia all'interno del sistema museale». La seconda: la richiesta di tutelare il patrimonio iconografico e le opere fotografiche che costituiscono un «unicum nel panorama italiano e internazionale». Da qui la necessità che la «collezione rimanga integra e venga ulteriormente ampliata». Anche per questo motivo deve essere garantita la «denominazione Fondazione Italiana per la Fotografia, nota con l'acronimo Fif, divenuta un vero e proprio marchio notorio, denominativo e figurativo utilizzato in tutta l'attività di comunicazione». Insomma, un vero «marchio d'impresa» che deve essere tutelato. Difficile dire se queste «osservazioni» saranno prese in considerazione. Una cosa è certa: il rischio di dispersione del patrimonio iconografico è forte. Il 26 aprile, infatti, Giorgio Moriondo ha chiesto all'ormai ex presidente della Fif e agli assessori Oliva e Alfieri «le modalità per ritirare il Fondo Carlo Moriondo contenente migliaia di foto scattate da mio padre in giro per il mondo». E spiega: «Avevo pensato di consegnare tali foto a Luisella D'Alessandro ed alla Fif dato il prestigio della Fondazione e per l'ottimo lavoro svolto negli anni. A seguito dalla costituzione del fondo il materiale è stato catalogato e con il materiale più significativo è stata allestita un mostra a Torino ed in altre località del Piemonte». Poi conclude: «Ora rivoglio indietro il materiale poiché ho il forte timore che non possa venire valorizzato come merita e che finisca come spesso succede nel solito scantinato ad ammuffire». Ad oggi Giorgio Moriondo non ha ancora ottenuto una risposta. Una presa di posizione che farà salire ulteriormente la tensione in commissione Cultura del Consiglio regionale dove l'ex assessore Giampiero Leo e vicecapogruppo di Forza Italia, insieme agli altri consiglieri della Cdl, attaccherà l'«epurator» Oliva. L'audizione si svolgerà giovedì prossimo. Oliva, però, è intenzionato ad andare avanti: «Per salvare il patrimonio della Fif, la Fondazione italiana Fotografia, l'unica soluzione è procedere alla sua liquidazione ed affidare le sue collezioni a un altro gestore pubblico, quale la Galleria d'Arte Moderna».
Fondazione Italiana della Fotografia - Le dimissioni del Cda e alcuni donatori ritirano le collezioni
Il Consiglio d'amministrazione della Fondazione Italiana della Fotografia si è dimesso dopo aver preso atto che la Regione sta procedendo al commissariamento della Fondazione. Il presidente Giovanni Zanetti e gli altri amministratori hanno lasciato una lettera ai soci e ai futuri commissari, chiedendo di conservare e valorizzare il patrimonio professionale, iconografico e la denominazione di Fondazione Italiani della Fotografia. Hanno richiesto la ricollocazione dei dieci professionisti in forza alla Fondazione, la tutela del patrimonio iconografico e la denominazione della Fondazione.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo