Si moltiplicano le proteste degli ecologisti perle aggressioni al litorale POLIGNANO, la più affollata località turistica della provincia, rischia di scoppiare: troppe macchine. E il boom del gioiellino alle porte di Bari, che si appresta ad ospitare tre nuovi villaggi da seimila posti letto, un porto turistico e un campo da golf a due passi da un parco regionale a Torre Incina, verso Monopoli preoccupa gli ambientalisti. In Legambiente c'è chi propone la "bandiera nera": si segnala anche che davanti allo scoglio dell'Eremita c'è «una fogna a cielo aperto in un tratto di mare ove si pesca e dove passano tonni e delfini. Spesso in acqua ci sono enormi chiazze marroni». È solo uno dei motivi di doglianza: tra gli altri, la presenza di una cava tra gli scogli. Eppure, Polignano a mare è anche la cittadina che la Regione prende a modello per il nuovo piano coste, realizzato da Nicola Martinelli e altri docenti del Politecnico: nei quattordici nuovi stabilimenti balneari non si pagherà per entrare. E la Provincia sta sperimentando proprio lì le spiagge sostenibili, irraggiungibili dalle auto, con un sistema di smaltimento di liquami e strutture in legno. Che succede, insomma, a Polignano? Per Francesco Tarantini, di Legambiente, è «sorvegliata speciale: la sua delicatezza comporta un'attenzione particolare, non vogliamo ancora esprimere giudizi, ma veder chiaro, questo sì». Il sindaco, Giuseppe De Simone, però, spiega che ce la stanno mettendo tutta per conciliare turismo e ambiente. Per il depuratore davanti allo scoglio dell'eremita, eredità della vecchia amministrazione ma dotato di una condotta sottomarina che porta i liquami al largo, «abbiamo chiesto alla Regione altri 2,4 milioni di euro: serviranno per rivestire di verde l'impianto e migliorarne la funzionalità. E se sono state riscontrate chiazze in acqua può essere dipeso da un guasto tecnico segnalato tempo fa dall'Aqp». La cava, invece, è una «vecchia tufara per la quale si sta ipotizzando di realizzare un delfinario nell'ambito di una società di trasformazione urbana». Per il porto turistico, realizzato dalla Safiri di Vito Fusillo, i cui lavori partiranno a settembre, «esiste una valutazio-ne d'impatto ambientale sin dal 2001». I tre villaggirealizzati dai gruppi Andidero e Degennaro sono semmai una conquista per l'ambiente: «Saranno costruiti a monte e consentiranno di ottenere posti auto e spiagge attrezzate per la città». I veri nodi, però, rimangono il campo da golf che buona parte della giunta e il consigliere regionale dei Verdi Mimmo Lomelo, a differenza del sindaco, non vogliono e il traffico: «I parcheggi li abbiamo costruiti ma più li realizzi e più si riempiono dice De Simone e quest'anno sembra peggio che negli altri anni. Se prima non trovavi posto alle nove di sera, ora già alle quattro del pomeriggio è tutto pieno». Due giorni fa il sindaco ha incontrato i dirigenti di una società milanese che propone di realizzare un nuovo parcheggio da duemila posti con lo strumento del project financing. «Ma è una proposta tutta da valutare». Il controverso "caso Polignano" si aggiunge alle centinaia di segnalazioni che Legambiente sta ricevendo nell'ambito della campagna "caccia agli ecomostri", in collaborazione con Repubblica. Il caso più eclatante è quello di Baia dei turchi, a Otranto, dove ieri si è tenuto un sit-in di protesta contro il Comune, dopo il ritiro della concessione della Regione allo stabilimento. Da Baia dei Turchi parte anche l'iniziativa dello "Sportello dei Diritti", della provincia di Lecce, che punta a costituire un'associazione dei comuni salentini che si affacciano sul mare e alla creazione di un osservatorio sulle illegalità sulle coste. «Da San Cataldo a Porto Cesareo spiega l'assessore Carlo Madaro raccoglieremo denunce di abusi e infrazioni, da segnalare attraverso e-mail o altro mezzo. Ci consentiranno di arginare l'inquinamento, di avviare una migliore pulizia urbana e delle spiagge, di incrementare la raccolta differenziata dei rifiuti, di bonificare i siti inquinati». Tra le brutture segnalate a "Caccia agli ecomostri", invece, oltre a una casa nel mezzo di una pineta marina, a Gallipoli, c'è un ripetitore della Wind sequestrato sulla costa a Sud di Monopoli. Sul caso è aperta un'inchiesta della procura di Bari. La Wind ha proposto istanza al Tribunale del riesame. «Spero che non accolgano la richiesta, sarebbe una vergogna scrive l'avvocato Filippo Grattagli ano Sono tornato a sollecitare il Comune perché provveda all'eliminazione dell'ecomostro».