ISCHIA. Circola un motto, tra gli ischitani. Un motto diventato regola: "Sull'isola la licenza edilizia non te l'assegna il Comune, ma il vicino". Come a dire, se il vicino tollera e sta zitto, nessuno ti darà fastidio per il tuo balcone abusivo, per il tuo gazebo abusivo, per la tua camera aggiunta abusiva, per la tua abitazione abusiva. In assenza di denunce, qui non ci saranno mai seri controlli. E, in una giungla di norme, sentenze amministrative, decreti penali, Ischia si avvia a essere bollata come un grande scoglio vulcanico di 46 chilometri quadrati. Molto bello, ma tutto abusivo. Niente concessioni edilizie preventive, pratiche di condono ammassate, ma soprattutto nessuna demolizione di manufatti illeciti. Risultato: assenti i controlli preventivi, spuntate le armi repressive. Dice l'avvocato amministrativista Bruno Molinaro, esperto della matea: «Il balletto di competenze, in un'isola sotto tutela.paesaggistica, è totale. Soprintendenza, i sei Comuni dell'isola, la Regione. E poi, le decisioni dei magistrati amministrativi e penali. Un caos, che alimenta alibi di assenze. C'è un'anarchia istituzionale totale». Il 70 per cento delle pendenze penali nella sezione ischitana del Tribunale riguarda procedimenti per abusivismo edilizio e violazione di sigilli. Solo nell'anno in corso, su 1860 fascicoli, ben 955 riguardano abusi edilizi. Di questi 187 sono definiti con sentenza, mentre altri 58 processi riguardano violazioni di sigilli in cantieri sequestrati. Dice uno dei tre dipendenti di cancelleria, che assistono il giudice Vincenzo Pascale: «Questa sezione lavora essenzialmente su questa materia: il resto sono reati di poco conto». Sconfortante l'esito penale degli illeciti: dei 187 procedimenti definiti, ben 91 si sono conclusi per prescrizione, 11 per la morte dell'imputato. Solo 14 le condanne e 64 i patteggiamenti. Una repressione tardiva e spuntata. Spiega l'avvocato penalista ischitano Giuseppe Di Meglio: "Al giudizio penale si arriva tardi, se un vicino denuncia, magari dopo aver lui stesso costruito abusivamente. Eppure, i giudici a Ischia, a partire da Alvino Ambrosio, predecessore dell'attuale magistrato, seguono una giurisprudenza interessante, avallata dalla Cassazione. Stabilisce che la pena sospesa viene concessa solo se il manufatto viene abbattuto. Se a questo si aggiunge che tutti i procedimenti hanno come conseguenza la pena accessoria dell'abbattimento del manufatto, si ha un quadro completo delle inadempienze amministrative successive alla decisione penale". Dopo la sentenza, il magistrato notifica il provvedimento al Comune di competenza dell'illecito e alla Regione. Sono questi enti a dover provvedere agh abbattimenti. Ma lungaggini burocratiche, imprese che non si prestano alle demolizioni per paura o per guadagni insufficienti, inerzie e di manufatti abusivi demoliti neanche l'ombra. Qualche anno fa, ci furono a Barano e Ischia porto una ventina di piccoli abbattimenti. Uno, a Barano, riguardava un manufatto aggiunto di 70 metri quadrati in un immobile di 15 mila metri quadri. Era di proprietà di una signora 9oenne. Nell'anno in corso, l'ufficio esecuzione della Procura di Napoli ha comunicato alla sezione del Tribunale di Ischia.già due casi di condannati cui è stata revocata la sospensione della pena. Due casi certi, a conclusione di un lungo iter amministrativo, in cui la demolizione dell'abuso edilizio non è avvenuta. L'alibi giuridico è anche una sentenza della quinta sezione del Consiglio di Stato che dice, chiaro e tondo, che non può essere disposta alcuna demolizione se prima non si forniscono risposte alle domande di condono. Se qualche ente si appresta a mettere mano al l'iter amministrativo deila demolizione, si becca un ricorso al Tar con richiesta di sospensiva. Magari non si aspettava altro e la procedura si ferma all'infinito. Il calcolo è presto fatto: tre condoni successivi dal 1985 al 2003, circa 50 mila domande presentate ai 6 Comuni. In più, la legge regionale del 2004, in contrasto con l'ultimo condono nazionale. Commenta l'avvocato Di Meglio: «L'abusivismo a Ischia è diventato un grande business economico ed elettorale. Io credo che l'unica soluzione sia cormnissariare, per questa materia, tutti i sei Comuni isolani». Carriere politiche locali costruite su promesse di condoni, indolenze, mancate demolizioni, un'isola divisa in quattro amministrazioni di centro-destra e due di centrosinistra. Ma, in materia, esistono poche differenze, Spiega l'avvocato Molinaro: «La competenza primaria agli abbattiinenti spetta al Comune. Se non lo fa entro sei mesi, dovrebbe intervenire la Soprintendenza. La Regione è ente sostitutivo al Comune per le sue inerzie. Secondo la legge Urbani, in caso di assenze, dovrebbe essere anche la Prefettura a sostituirsi agli enti in concorrenza con l'ufficio di vigilanza regionale». - Quattro enti diversi: Comuni, Regione, Soprintendenza, Prefettura. Ricorsi amministrativi. Risultato, da sempre le demolizioni a Ischia sono rare. E, anche se i condoni darebbero uno stop, sull'isola l'edilizia continua a tirare. D'inverno è tutto un cantiere. Dopo l'ultimo condono del 2003, furono accettati subito 500 abusi edilizi. Manufatti irregolari che nessuno eliminerà. E' la regola. 955 LE IRREGOLARITÀ Su 1860 fascicoli, 955 riguardano abusi edilizi. Una percentuale che dà l'idea della vastità del fenomeno 187 I PROCEDIMENTI In negativo l'esito penale degli illeciti sul fronte dell'abusivismo edlizio: dei 187 procedimenti definiti, 91 conclusi per prescrizione 14 LE CONDANNE Gli altri dati non sono confortanti: 14 le condanne e 64 i patteggiamenti. Una repressione tardiva 3 I CONDONI Tre condoni dal 1985 al 2003, circa 50mila domande presentate nei sei Comuni dell'isola d'Ischia 46 I CILOMETRI QUADRATI Ischia si estende su 46 chilometri quadrati, un territorio di natura vulcanica, migliaia gli abusi
Processi per abusivismo, la metà è già prescritta
A Ischia, circola il motto "Sull'isola la licenza edilizia non te l'assegna il Comune, ma il vicino". Questo significa che se il vicino tollera e non denuncia, nessuno controlla i balconi, i gazebo e le altre costruzioni abusive. La Regione e i sei Comuni dell'isola hanno una giurisdizione complessa, con competenze spesso in conflitto, che ha portato a una repressione tardiva e spuntata degli abusi edilizi. Secondo gli avvocati, il problema è diventato un grande business economico ed elettorale, con promesse di condoni e mancate demolizioni. La soluzione potrebbe essere la commissariatura di tutti i sei Comuni isolani.
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