Catalogare e tutelare la sicurezza: ieri esperti a confronto al Museo Diocesano sulla valorizzazione e la salvaguardia di un grande patrimonio L'attualità dl un rinnovato dialogo tra la Chiesa e lo Stato sulla valorizzazione e la salvaguardia dello straordinario patrimonio d'arte sacra e dei beni culturali di natura ecclesiastica. è l'argomento esplorato nel volume di Vito Cicale - «I beni culturali della Chiesa. Contenuti fondamentali ed elementi utili per la tutela e la messa in sicurezza dei beni ecclesiastici», edito da Assosicurezza, associazione che si occupa dell'installazione dl sistemi dl sicurezza nei luoghi dl culto -, di cui s'è parlato al Museo Dioceano, nell'ambito di un dibattito inerente alle recenti indicazioni della normativa, alla strumentazione disponibile per la catalogazione di reperti artistico-culturali religiosi e all'attività di prevenzione dei reati afferenti a tali materiali. Il concetto di 'bene culturale" ha conosciuto una notevole evoluzione nel tempo, sancita dalla relativa legislazione. «La Chiesa possiede una fetta importantissima di beni culturali sul territorio nazionale - ha ricordato Pier Virgilio Segni Redona, direttore del Museo Diocesano e dei Beni culturali della Diocesi-. Il primo elemento della tutela concerne la catalogazione e l'inventariazione, riguardo alle quali esistono tre tipi di leggi promulgate dagli organismi ecclesiastici: Il Codice di diritto canonico del 1983; i testi emanati da leglslatori delle Chiese locali e la normativa pattizia, che nel nostro Paese riveste una grande importanza». La programmazione in tema di catalogazione è definita da una Circolare ministeriale del gennaio 1998 che, in base all'intesa concordataria, sancisce la collaborazione tra enti ecclesiastici ed Istituto centrale per Il catalogo e la documentazione. Il 1992 è tuttavia l'anno fondamentale per l'inizio della schedatura del beni culturali, in quanto la Cei predispone il software Winsidl, capace di implementare un ampio progetto: la catalogazione parte ufficialmente nel '98, con l'adesione di 180 Diocesi sulle 227 presenti nella Penisola. «Si prevede - ha proseguito don Bagni Redona - che, entro il 2006, saranno almeno quaranta le Diocesi ad aver portato a compimento tale lavoro. La banca dati Cei contiene oltre un milione e 800mila schede, ciascuna delle quali prevede la compilazione di 106 campi ed è corredata di immagini a colori». La Diocesi di Brescia- ha proseguito - aveva avviato la ricognizione in precedenza, con metodologie non inforinatiche, nelle 473 parrocchie esistenti: un censimento tuttora molto utile, che ha fornito più dl 200mila documenti, col supporto dl l20mlla fotografie, attinenti a un migliaio di beni ecclesiastici». Nel frattempo ha preso il via la nuova inventariazione, che si avvale dl un apparato-infotelematico e che ha colnvplto, finora, cinquantuno parrocchie, producendo 18.500 schede. Embiematico, al proposito, l'iter storico della cittadina Biblioteca Queriniana (riccamente dotata, grazie alla lungimiranza del fondatore Angelo Maria Querini), illustrato dal direttore Aldo Pirola e dal curatore del Fondo antico Ennio Ferraglio, «Il Fondo antico è una realtà molto complessa - ha spiegato Pirola -, formatasi in seguito a diverse stratificazioni. Il giacimento è calcolato in 25mila pezzi, di cui circa 4mila manoscritti, altrettanti incunaboli, 5.475 cinquecentine e numerose edizioni a stampa del Sei, Settecento e dei primi decenni dell'Ottocento». I beni llbrari di origine ecclesiastica sono giunti alla biblioteca attraverso due vie, ha riferito il direttore: le acquisizioni conseguenti alla soppressione delle congregazioni ecclesiastiche e monastiche (due i momenti cruciali, nel 1797 e nel periodo 1866-1872) e i lasciti dl collezioni private. In particolare, la Queriniana ingloba la biblioteca del Capitolo della Cattedrale, dei monasteri di S. Francesco, S. Faustlno, S. Giulia (Codice purpureo, Liber vitae e altri libri liturgici), S. Eufemia e dell'Oratorio di S. Filippo Neri. Al suo interno vengono trasferite anche raccolte dai conventi di 5. Giuseppe, S. Gaetano e il Cristo e dalla Chiesa di S. Pietro in Oliveto. La 'radiografia" del Fondo antico è costituita - ha rilevato Ferragllo - da un grande catalogo elettronico in fase dl realizzazione (e che viene Incrementato quotidianamente), comprendente per ora 33mila rimandi e connotato dall'inserimento delle informazioni "su più livelli", ossia dalla presenza di molteplici voci, ma anche dall'opportunità di aggiornare continuamente il regesto, ricorrendo a ricerche articolate. «L'obiettivo - ha detto 11 curatore- è poter giungere un giorno a consultare la riproduzione digitale di tutti i manoscritti e pergamene stanclosene comodamente seduti a casa». Non è possibile, 'ad oggi, valutare con esattezza la consistenza dei beni culturali ecclesiastici In Italia, «Secondo una stima approssimatlva - ha affermato il capitano Andrei Ilari, comandante del Nucleo tutela Patrimonio artistico culturale di Monza -, avendo 25mila parrocchie e 1 Oomila chiese in 226 Diocesi, e più di 300 complessi cattedrali, dovremmo disporre di 2 milioni e 600mila pezzi mobili, dl alcune migliaia di bibliote che e 900 collezioni museali». La sfida su cui puntare - ha sottolineato il capitano - è soprattutto quella della tbrmazione, che deve scaturire da un rapporto sinergico fra chiese e Istituzioni statali, affinché il personale delle commissioni diocesane si qualifichi sempre meglio per «competenze specifiche ed autorevolezza». «Nelle Diocesi - ha concluso Cicale, che presta a 'sua volta servizio nel reparto Carabinieri tutela patrimonio culturale - deve nascere la figura dell'esperto della sicurezza dei beni. culturali della Chiesa, per poter redarre una completa Carta del rischio dei fattori di degrado».
I beni culturaIi della Chiesa su web
Ieri, al Museo Diocesano, è stato organizzato un dibattito sulla valorizzazione e la salvaguardia di un grande patrimonio d'arte sacra e dei beni culturali di natura ecclesiastica. Il volume "I beni culturali della Chiesa" di Vito Cicale ha esplorato l'attualità del rinnovato dialogo tra la Chiesa e lo Stato sulla tutela dei beni ecclesiastici. La Chiesa possiede una fetta importante di beni culturali sul territorio nazionale. La catalogazione e l'inventariazione sono fondamentali per la tutela dei beni culturali.
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