Il governo ha escluso l'Istituto nazionale per la storia del movimento di Liberazione in Italia, il «Ferruccio Parri» di Milano, da ogni contributo statale fino al 2005. Una decisione che rischia di costringere il prestigioso istituto ambrosiano alla chiusura. Alla base della scelta dell'esecutivo ci sarebbe un banale errore commesso dai funzionari dell'ente, che avrebbero presentato con un ritardo di 15 giorni la loro domanda di finanziamento. In realtà, come dice l'azzurro Garagnani, l'intenzione è quella di tagliare i fondi agli «strumenti di propaganda politica». Il decreto del governo con il quale si assegnano i fondi alle istituzioni culturali circolava da tempo ma la commissione Cultura della camera ne ha potuto discutere solo alla fine della settimana scorsa. Il governo ha stanziato in tutto 8,7 milioni di euro per 167 istituti, tra cui manca, per la prima volta dalla sua fondazione proprio il Ferruccio Parri. L'Istituto di Milano è un ente di grande rilevanza anche perché fin dai tempi di Scelba è stato equiparato agli Archivi di Stato, ovviamente per quanto riguarda la conservazione dei documenti sulla Resistenza nel nord Italia, il Cln Alta Italia e la guerra partigiana a Milano. Una funzione insostituibile, confermata più volte in numerosi atti legislativi, necessaria alla diffusione della memoria della Resistenza e per gli studi degli storici della Liberazione. Costituito nel 1947 e riconosciuto con legge nel 1967, Insmli è federato con 62 istituti di storia della Resistenza presenti su tutto il territorio nazionale. L'8 febbraio scorso a capo dell'ente è stato riconfermato con voto unanime l'ex presidente della repubblica Oscar Luigi Scalfaro, Una scelta di rottura con la tradizione laico-azionista dell'istituto che all'inizio aveva offerto qualche motivo di perplessità tra i suoi membri storici Ma, contraddicendo le aspettative e a detta di tutti, la presidenza di Scalfaro è tutt'altro che onorifica. Anzi, il presidente emerito è pienamente coinvolto nelle attività dell'Insmli e si dedica ai lavori e alla difesa dell'ente con quella che il professor Claudio Dellavalle, vicepresidente del Ferruccio Parri, ha definito una «serietà encomiabile». Secondo Dellavalle, dietro il ritardo nella presentazione della domanda per i finanziamenti c'è stato sì un errore nel «passaggio di consegne» tra il segretario uscente e quello nuovo, ma rileva che il disguido è avvenuto nei giorni di transizione in cui l'ente è passato dalla struttura «pubblica» tradizionale a quella «privata» decisa nel 1999. Proprio nei giorni in cui scadevano i termini della domanda i suoi dirigenti si erano recati al ministero dei beni culturali per adeguare lo statuto dell'ente alla normativa che, di fatto, privatizza gli enti culturali. Le reazioni politiche non si sono fatte attendere. Il capogruppo di Forza Italia in commissione Cultura alla camera, Fabio Garagnani, noto alle cronache soprattutto per la sua continua battaglia revisionista sui libri di testo, ha subito cavalcato l'errore tecnico rilanciando accuse che hanno del farneticante se non fossero pronunciate da un deputato della Repubblica nell'aula di una commissione parlamentare: «Sulla Resistenza bisogna avere il coraggio di rispettare la verità storica - arringa Garagnani - senza trincerarsi dietro posizioni di carattere politico-strumentale». E prosegue testuale: «Sono assolutamente contrario all'erogazione di contributi a istituzioni che negli ultimi anni sono state utilizzate come strumenti di propaganda politica». L'onorevole ha poi concluso il suo attacco alla memoria storica di questo paese invitando il governo ad evitare «criteri di privilegio» nell'assegnazione dei fondi pubblici Una dichiarazione che ha fatto arrossire di vergogna e imbarazzo anche il presidente della commissione, Ferdinando Adornato, che ha rintuzzato la posizione del compagno di partito aderendo alle richieste del centrosinistra. I deputati dell'Ulivo sono infatti riusciti a far approvare un ordine del giorno che impegna il governo a trovare strade alternative per il finanziamento di un istituto, conviene Adornato, «di grande rilevanza nazionale». E lo stesso Adornato ha concluso invitando la Casa delle libertà ad aderire all'iniziativa del centrosinistra Ma come potrà essere ascoltato, se perfino il presidente del consiglio diserta puntualmente tutte le manifestazioni del 25 aprile, compresa la prima commemorazione ufficiale al Quirinale avvenuta quest'anno?
2152003 - liberazione, la destra chiude i conti
Il governo ha escluso il Ferruccio Parri di Milano dal finanziamento statale fino al 2005. La decisione è stata motivata da un errore dei funzionari dell'ente, che hanno presentato la domanda di finanziamento con un ritardo di 15 giorni. Tuttavia, secondo alcuni, la vera intenzione del governo è quella di tagliare i fondi agli strumenti di propaganda politica. L'Istituto di Milano è un ente di grande rilevanza per la conservazione della memoria della Resistenza e per gli studi degli storici della Liberazione. Il governo ha stanziato 8,7 milioni di euro per 167 istituti, ma il Ferruccio Parri non ne ha ricevuto alcun contributo.
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