L'allarme dato da una restauratrice che ha visto uno sconosciuto uscire con le tele sottobraccio. Rubate due tele del '600, di scuola romana, nella basilica SS. Oosma e Damiano, nel cuore dei Fori. Rappresentano due scene del martirio del Cristo e costituivano, fino a mercoledì alle 12.30 quando il furto è stato portato a termine, le stazioni 5 e 6 della via Crucis della basilica. Ad accorgersi del clamoroso furto è stata una restauratrice che si trovava di fronte alla chiesa quando il ladro usciva, «ho visto un uomo sui 35-40 anni con sotto il braccio un involucro sospetto, avvolto in una coperta. o subito capito che qualcosa non andava e ho suonato immediatamente al convento...». Subito dopo è stato padre Nello, il francescano vicerettore del convento, a richiamare l'attenzione dì una pattuglia di carabinieri su via dei Fori Imperiali. Sono scattate le indagini e gli investigatori sperano dì poter ritrovare le opere trafugate. Per la grande basilica, che sorge nel cuore della Roma più antica a ridosso della collina Vella e del tempio di Romolo, non è il primo furto. Rubate già in passato altre cinque «stazioni» della via Crucis e 15 «pezzi» del Presepe settecentesco. Il ladro è uscito con le opere avvolte in una coperta. Una restauratrice ha dato l'allarrne, intervengono i carabinieri Basilica ai Fori, rubate due tele del '600 Predoni a SS. Cosma e Damiano, saccheggiata anche in passato uno spregiudicato «predone» che in pieno giorno poco dopo mezzogiorno, in mezzo a frotte di turisti, ha messo a segno l'ennesimo colpo contro il patrimonio d'arte italiano. Le due tele, base 35 centimetri e altezza 55 circa con una cornice dorata seicentesca altrettanto preziosa perché di Salvator Rosa, appartengono alla «Via crucis» della Basilica e rappresentano le stazioni 5 e 6, che erano collocate proprio accanto alla porta d'ingresso della chiesa. Provengono dalla Scuola Romana di fine Seicento, sono soprattutto di buona mano e di assoluto pregio le cinque «stazioni» della via crucis che sono soltanto in copia in seguito a furti che risalgono al passato, belle comunque come un Tintoretto che sopravvive dentro la Basilica insieme a tante altre opere d'arte che partono dal clou, il capolavoro musivo dell'abside, un mosaico del VI secolo d.C. Le tele rubate rappresentano due scene canoniche del martirio del Cristo. Nella prima tela, la quinta, un soldato visto di spalle sta trascinando ll Cristo con le mani legate mentre sullo sfondo si scorge Simone che per aiutare Gesù si è sobbarcato della sua croce. La seconda tela, invece, più suggestiva e forte nei colori, mostra l'incontro tra ll Cristo nella sua veste rossa con la madre, Maria, proposta con un velo giallo in testa, una veste verde e arancione in basso, mentre sul lato sinistro una donna accoccolata con un bambino in braccio fa da muta testimone. Il furto è stato scoperto praticamente mentre era in corso. È stata infatti una giovane restauratrice italo-americana ad accorgersi del ladro. La giovane, che sta restaurando dentro il convento una tela su Santa Elisabetta regina d'Ungheria, si trovava alle 12,30 davanti alla Basilica e armeggiava col suo motorino quando ha visto un uomo sui 35-40 anni che usciva dal portone d'ingresso con qualcosa d'ingombrante sotto il braccio avvolto dentro una coperta. Nell'altra mano l'uomo impugnava una borsa. Mentre l'uomo imboccava via in Miranda, la stradina che immette alla Basilica, e poi si dileguava su via dei Fori Iinperiali, la giovane ha lanciato l'allarme chiamando il vicerettore del convento che ha sede accanto alla Basilica, padre Nello. E il frate, accorso alla finestra, ha intravisto un'auto dei carabinieri che stava transitando in quel momento su via dei Fori con a bordo il comandante della stazione di Tor Pignattasra, il maresciallo Stefano Duva della compagnia Casilina diretta dal maggiore Oronzo Greco. Vedendo ll frate che si sbracciava dalla finestra i carabinieri sono subito accorsi, avviando immediatamente le indagini sul clamoroso furto. La Basilica dei SS. Cosma e Damiano, bellissima nella sua struttura a due llveffi con incorporato in basso il «tempio di Romolo» fatto costruire da Massenzio, è una meraviglla seicentesca che annovera tra le sue mura tutto ciò che l'ha preceduta nella forma nioderna e cioè resti insigni come ll mosaico bizantino dei tempi di Teodorico e Amalasunta (datato tra 527 e 530 d.XC.). SS. Cosma e Damiano sorge all'interno di un grdndioso complesso archeologico, accanto alla Velia, al tempio diCastore e Polluce e alla grotta di San Felice legata alla leggenda di Simon Mago nel contesto dei Fori. L'area che occupa nasconde parte del Foro della Pace. Munita di un bel chiostro seicentesco, ospita un candelabro cosmatesco, affreschi alto-medievali e del '200, affreschi e tele del Seicento. In più, accanto al Chiostro, ospita ciò che resta di un presioso Presepe napoletano del '700, a sua volta saccheggiato 22 anni fa col furto di 15 «pezzi». «Che possiamo fare? - allarga le braccia sconsolato padre Nello -. Stavolta ll ladro è stato visto. Speriamo che si possano ritrovare queste due stazioni della nostra via crucis. Questi saccheggi fanno davvero male al cuore. Quando me ne sono reso conto, ho subito chiamato un fratello che ha una macchina digitale. Da un cassetto abbiamo tirato fuori le immagini delle opere rubate. Per fortuna è tutto catalogato. Ora dovremo chiamare la soprintendenza». Poi rivolto al carabinieri: «Spero davvero che riusciate a recuperarle...». Intanto Roma, svogliata per il primo caldo e con le sue torme di turisti svagati, incassa un altro insulto. Quella chiesa sopra Romolo LA BASILICA. Sotto la Basilica SS. Cosma e Damiano c'era la "Biblicteca del Foro della Pace" e un'aula del Tempio di Romolo, fatto erigere da Massenzio e ancora visibile. Sopra, a partire dal 500 d.C. è sorta la Basilica. LE OPERE La Basilica che si presenta oggi nella sua struttura seicentesca conserva al suo interno una serie di opere delle lontane origini: in partjcolare, il grande mosaico dell'abside che risale al 527-530 d.C. col Cristo al centro «giudice» vestito di toga clavata e pallio letterario. Notevoli anche il candelabro cosmatesco, il coro ligneo, gli affreschi alto-medievali, del '200 edel'600
I predatori d'arte nella basilica SS. Cosma e Damiano: rubati mercoledì due dipinti del Seicento
Un ladro ha rubato due tele del '600, di scuola romana, dalla Basilica SS. Oosma e Damiano, nel cuore dei Fori. Le tele rappresentano due scene del martirio del Cristo e costituivano le stazioni 5 e 6 della via Crucis della basilica. La restauratrice che ha visto lo sconosciuto uscire con le tele sottobraccio ha dato l'allarme ai carabinieri. Gli investigatori sperano di ritrovare le opere trafugate. Questo è il secondo furto nella basilica in pochi mesi, dopo la rubata di 15 pezzi del Presepe settecentesco.
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