Chi scava tra Le rovine. Chi si confronta con il mito. Chi, magari con il paLmare, visita monumenti. Ecco La cultura che diverte Fistula plumbea? No grazie. Noi la rchiamiamo col suo nome italiano: tubo di piombo. Così capiscono tutti e non solo gli addetti ai lavori. Così l'archeologia diventa per tutti. lo slogan di Archeofesrival, la festa dell'archeologia che invaderà Perugia e l'Umbria tutta dal 10 al 14 maggio prossimi. Cinque giorni per toccare con mano l'antico, vivere in prima persona la vita dei nostri antenati. E non è l'unica occasione. Oggi ce ne sono diverse, qua e là per l'Italia. Diversi modi di raccontare il mondo antico in forme più attuali. Cercando di incuriosire e divertire. Far provare l'emozione di sentirsi tutt'uno con la propria storia. Archeofestival aprirà dunque al pubblico le porte di diversi scavi in corso, come i resti etruschi e romani nella cattedrale di San Lorenzo a Perugia, o la villa tardoantica con terme ricche di mosaici a Spello. Consentirà a tutti di toccare oggetti antichi di duemila anni ma bendati, e condotti per mano da una guida non vedente. Per capire come si possa vedere anche con il tatto. Proporrà poi un'edizione storica delle Olimpiadi con le sole discipline della Grecia antica (corsa, lancio del disco e del giavellotto, salto in lungo e lotta), che culminerà l'ultimo giorno in una maratona. E poi insegnerà a lavorare il bronzo o la ceramica proprio come una volta, e proporrà cacce al tesoro, gare di orienteering, giochi per bambini. Affidando l'universalità del messaggio antico alla voce di Umberto Broccoli e alle musiche di Franco Bartiato e Roberto Vecchioni (www.archeofestival.com; tel. 075-5990196). Sulle antiche leggende punta invece Paestum con il suo Mythos. L'anima dei luoghi da oggi a domenica. Fa leva cioè sull'emozione che il mito suscita in tuffi noi, «I miti parlano una lingua universale», dice Nin Scolari, regista teatrale e direttore artistico del festival. Tra i templi di Paestum rifletteremo su Chirone, il pedagogo per eccellenza, su Giasone, grande leader, e gli Argonauti, il gruppo. Spingeremo ognuno a chiedersi chi è stato il proprio Chirone, cosa ci vuole per essere leader nella società moderna cosa significa oggi essere parte di un gruppo. Temi antichi e al contempo modernissimi». (www.evoepaestum.ir; tel. 0828- 722272). Per prima, va detto, aveva cominciato l'anno scorso Rimini, col suo Festival del mondo antico. Una scommessa: sottrarre in pieno giugno la gente alle spiagge e condurla tra letture di testi antichi e lezioni magistrali, film peplum e corsi di epigrafia e cucina antica, presentazioni di libri e scavi a porte aperte. Scommessa vinta in pieno, ovunque le sale erano piene. Così quest'anno a Rimini si replica dal 15 al 18 giugno. Ci saranno protagonisti importanti, da Gore Vidal a Marc Augé, da Massimo Cacciari a Franco Cardini a Lorenzo Braccesi a Luciano Canfora. E i loro dialoghi e commenti saranno vero spettacolo, tra attori che recitano brani antichi e musiche. Ci sarà nuovamente una vebcam puntata su scavi in corso (la necropoli di Verucchio e la domus romana di piazza Ferrari) per far vivere a tutti, anche da casa, l'ansia e l'emozione della scoperta. E ci sarà la ricostruzione dell'ambulatorio riminese dove è stato trovato il più completo strumentario medico-chirurgico del mondo romano. Per vivere in diretta i timori dei suoi pazienti (www.comune.rimini.it; tel. 0541-704290). Infine, c'è chi, per mostrare «com'era una volta», si affida alle ricostruzioni virtuali in 3D. È il caso del progetto curato a villa Adriana [Tivoli, Roma) dal ministero per i Beni culturali: ai visitatori viene consegnato un palmare [un game-boy per i più piccoli] che consente di rivivere lo sfarzo di allora con ricostruzioni di monumenti, spiegazioni, musiche. E chi viaggia oggi per il Salento incontra totem multimediali che mostrano, ricostruite, le antiche città messapiche: a Cavallino, Otranto, Oria, Vernole, Gallipoli, e nei musei di Brindisi e Taranto. Se poi si va al museo Castromediano di Lecce, si trova un avveniristico totem autostereoscopico per navigare nel passato virtuale con la percezione della profondità dello spazio. Come se si trattasse di un film. Dal Friuli alla Sicilia, campi di volontariato per imparare Fare L'archeologo? Una bella scoperta Archeologo per una stagione, per un mese. Anche solo per un giorno. E affascinante poter contribuire a portare alla luce tasselli del nostro passato, imparando il mestiere da professionisti, che sanno «leggere» la terra e i suoi segreti. E se si è fortunati, capita d'essere protagonisti di scoperte epocali. Sono oramai moltissime le organizzazioni che offrono a volontari la possibilità di collaborare. Per esempio, il Gruppo archeologico romano sarà quest'estate in provincia di Viterbo, a Falerii e tra i monti della Tolta (wwvcgruppoarcheotogico.it tel. 064385256). L'Archeoclub di Venezia proseguirà la sua attività nell'isola di Lazzaretto Nuovo, che comprende anche campi per ragazzi e workshop di archeologia speri mentale ( www.pro vincia. venezia.itarcheove; tel. 041-2444011). La Società friulana di archeologia attiverà campi estivi in vari siti del Friuli e a Paestum (Salerno, www.archeofriulLit tel. 0432-26560). La società Crimisos proseguirà le indagini nel porto-canale della città di Selinunte (Trapani, www.crimisos.it tel. 091-6264652). Però attenzione: lo scavo archeologico è un lavoro duro, anzi durissimo. Si trascorrono intere ore chini a terra, oppure si solleva e trasporta materiale pesante. Si lavora con qualsiasi tempo in luoghi spesso di difficile accessibilità. La scoperta è una bella ricompensa, ma costa molto cara. Preparatevi!