Catanzaro, 19:20 "Gli assessori regionali all'ambiente non vogliono che Ministri dimissionari, come Altero Matteoli, continuino a produrre decreti di attuazione e nomine relative al decreto legislativo 1522006, che riforma quasi tutte le normative ambientali". La posizione e' maturata a Roma - si legge in una nota dell'Ufficio Stampa della Giunta regionale calabrese - durante l'incontro odierno della "Commissione ambiente e protezione civile", coordinata dall'assessore della Regione Calabria Diego Tommasi, sia a seguito dei due ricorsi alla Corte Costituzionale gia' approvati (da Emilia-Romagna e Calabria), con anche la richiesta urgente di sospensiva, sia dei potenziali rischi di apertura di ulteriori procedure di infrazione in sede europea. "In questo momento - e's critto nel docuemtno - ci sono vuoti legislativi pericolosi, come lo scioglimento al 30 aprile 2006 di tutte le Autorita' di Bacino delle acque, che dal 1 maggio -secondo il decreto legislativo- dovevano essere sostituite da 8 'Distretti idrografici' . Inoltre, tutto l'ordinamento esistente delle leggi regionali, compreso le funzioni delegate a Province e Comuni, e' interamente da rivedere in pochissimo tempo per poter far tornare a funzionare l'intera macchina della tutela e della promozione ambientale". Per questo, unitariamente, gli assessori regionali "puntano a riaprire l'iter del provvedimento con il futuro Governo, approfondendo meglio i punti su cui produrre future modifiche anche attraverso la convocazione di un "Tavolo" di confronto con le associazioni ambientaliste e le organizzazioni sindacali ed imprenditoriali". Inoltre, nella riunione degli assessori regionali e' stata proposta una strategia di confronto e sensibilizzazione a Bruxelles, nei confronti di Parlamento e Commissione Europea, per valutare quanti altri rischi di infrazione comporti per l'Italia l'attuazione del decreto legislativo 1522006. "Per quasi un anno abbiamo, inutilmente, cercato il dialogo con il Governo Berlusconi -ha detto Diego Tommasi-, ma adesso e' giunto il momento di alzare la protesta su tutti i fronti: quello tecnico-giuridico, quello politico e quello comunitario. Sono certo che, dopo la decisione di Matteoli di emanare nove decreti a tempo scaduto, anche molte altre Regioni presenteranno propri ricorsi alla Corte Costituzionale".
AMBIENTE: ASSESSORI REGIONALI, NO AL DECRETO MATTEOLI
Gli assessori regionali all'ambiente della Calabria hanno espresso la loro preoccupazione per la mancanza di attuazione del decreto legislativo 1522006, che riforma quasi tutte le normative ambientali. La posizione è stata maturata a Roma durante un incontro della "Commissione ambiente e protezione civile", coordinata dall'assessore della Regione Calabria Diego Tommasi. I ricorsi alla Corte Costituzionale già approvati da Emilia-Romagna e Calabria hanno sollevato preoccupazioni per i potenziali rischi di apertura di ulteriori procedure di infrazione in sede europea.
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