Mercoledì, 3 Maggio 2006 LA POLEMICA E'incredibile come, l'uso svuotato delle parole, possa essere strumento per coprire manifestazioni improvvisate, di ritorno momentaneo e di puro interesse, senza alcuna ricaduta nè sul progetto culturale della città, ne' su quello produttivo.Mi riferisco alla manifestazione " La Resurrezione" organizzata da Treviso Viva e dalla Signora Tuzzato ( alla quale sarebbe interessante chiedere, una volta tanto pubblicamente quale sia il numero dei propri associati) e alla" rinascita," alla " nuova vita" che il termine presuppone. Per ciò che conosco dell'ex chiesa di S. Margherita la " nuova vita", quella auspicabile per qualsiasi persona che abbia davvero a cuore il patrimonio, la storia e le radici della propria città sarebbe stata altra cosa da questo arbitrio concesso ad attivismi padani : magari un progetto, anche sponsorizzato, di recupero e restituzione di una delle testimonianze gotiche più interessanti di Treviso, sia nella struttura, sia nelle testimonianze dei lacerti d'affresco rimasti. E per ciò che invece continuo a sperare per la città, la" rinascita" sarebbe altra cosa ancora: un progetto concordato su una politica culturale e giovanile condivisa e di qualità, il coinvolgimento delle associazioni di categoria nel progetto stesso - l'Ascom per esempio -, la concertazione degli eventi anche con le Fondazioni , la restituzione alle Commissioni Consiliari delle proprie funzioni di proposizione, programmazione e controllo eccetera eccetera. Almeno per i termini, per cortesia, la prossima volta, si provi ad essere un poco più attenti: è gratuito e denota, semplicemente, un minimo di sensibilità. consigliera comunale, "La Margherita" "Giù le mani dal nostro lavoro: ... "Giù le mani dal nostro lavoro: abbiamo fatto sforzi immani che devono essere apprezzati. Esigo rispetto per quello che abbiamo fatto. Santa Margherita era una chiesa chiusa, che nessuno utilizzava e nessuno poteva vedere, noi l'abbiamo fatta conoscere ai trevigiani e adesso ci impegneremo per la pulizia durante tutta la settimana, nel frattempo il tempio rimarrà aperto a quanti vorranno visitarlo". Battagliera come sempre, Mirella Tuzzato, presidente di Trevisoviva, respinge le critiche contro la festa-evento organizzata domenica sera nel tempio sconsacrato di Santa Margherita. "I chiodi sugli affreschi c'erano già. Noi abbiamo soltanto appeso i cartelli dov'era possibile. Abbiamo trovato ogni cosa così: nessuno si azzardi a insinuare che siamo stati noi a piantarli. Era stato stabilito che la chiesa ospitasse una mostra qualche tempo fa, i cavi, i faretti, i chiodi erano quindi stati predisposti per quell'evento: noi non abbiamo fatto proprio niente", si difende la presidente di Trevisoviva. "Qualcuno è rimasto fuori pur avendo pagato la prevendita? Mi telefoni e gli restituiremo i soldi. Avevamo dei paletti: non potevamo far entrare tutti quelli che si presentavano all'ingresso", spiega la Tuzzato, che sottolinea con forza l'utilità della sua festa per dare voce alla campagna di sensibilizzazione contro l'abuso di alcolici. Eppure più di qualcuno domenica sera ha ecceduto. "È normale che succeda - continua la presidente di Trevisoviva - Capita che qualcuno si comporti male, ma la maggior parte dei ragazzi ha agito bene e quando alle due la festa è terminata tutti sono andati via. I ragazzi, inoltre, hanno provato gli etilometri della Motorizzazione civile e hanno dimostrato di non avere paura delle forze dell'ordine: queste a mio avviso sono tutte cose positive".