Silvana Balbi De Caro, archeologa di fama, non si scompone più di tanto al mattino. Da Bologna dove è per una missione del ministero, presso cui da poco è incaricata della direzione musei e parchi archeologici, commenta i suoi guai con un secco: «Questa inchiesta sono quattro anni di soldi buttati al vento... Olivati? Mai conosciuto questo signore». Impegnata in un incontro, rimanda al pomeriggio. E lì il tono cambia: «Vediamo cosa scrivete, poi valuterò col mio avvocato cosa fare». Prima però ricorda: «Ma sì, quelle ultime casse dei Savoia destinateci da Umberto alla sua morte sono arrivate nel 1983. Un recupero di gran valore, inatteso. Casse però che erano state in giro per quarant'anni...». Il Medagliere Nazionale è sotto sequestro. Custode giudiziale era stato nominato Adriano La Regina: poi, col cambio di sovrintendente archeologico, Angelo Bottini. Silvana Balbi De Caro ne è stata per anni e anni, fino al sequestro, la responsabile. Nel 2004 è stata nominata sovrintendente archeologica d'Abruzzo. Da pochi mesi è passata al ministero, dirige parchi e musei archeologici. Un nome piuttosto noto, nell'ambiente. Consulente numismatico della Banca d'Italia. Direttore scientifico del Bollettino di Numismatica edito dal ministero. Docente nella Scuola dell'arte della medaglia della Zecca e nella Scuola di Archivistica dell'Archivio di Stato. Autrice di un'infinità di studi sulla storia della moneta. Ha realizzato incontri scientifici e convegni. Apprezzata relatrice in seminari e incontri, accusata ora di peculato. Possibile? Tra le sue ultime apparizioni a Palazzo Massimo si ricorda il momento in cui i carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale riportarono a casa ben 20.000 monete greco-romane che insieme a rarissime tavolette cuneiformi assiro-babilonesi venivano commerciate su E-bay da trafficanti italiani e libanesi, con uno snodo a San Marino. Sessanta i denunciati per ricettazione, quattro gli arrestati, più che soddisfatta la reggente del Medagliere nazionale che si ritrovava ad ereditare questa ulteriore fortuna in monete. Più caustico all'epoca il suo sovrintendente Adriano La Regina, che insoddisfatto di tener chiuse nel caveau di Palazzo Massimo oltre 500 mila monete ha chiesto inascoltato la costituizione di un museo della moneta che ancora non c'è. E ora? Parecchie monete mancano al conto nel tesoro numismatico dei Savoia che ha vissuto una vita davvero avventurosa: 23 casse che alla fine della guerra hanno fatto avanti e indietro tra Italia e Germania, fino ad essere quasi tutte consegnate all'Italia nel '46. Casse che prima di approdare a palazzo Massimo, nel '96, sono state al Quirinale e al Museo romano delle Terme. Nell'83 infine le hanno raggiunte dalla Svizzera le ultime casse, con le 8000 monete più importanti. «Il pm può chiedere quello che vuole, io le mie deduzioni le ho già presentate -aggiunge l'archeologa -. Vorrei evitare una polemica squallida. Come dirigente ho delle forme da rispettare. Non è corretto da parte mia dare valutazioni...». Le dà per lei il suo antico sovrintendente Adriano La Regina: «Nell'83 arrivò una cassa di monete, sì, ma era aperta. Così mi fu riferito...».
L'inchiesta? Soldi buttati via... Evitiamo polemiche squallide
Silvana Balbi De Caro, un'archeologa di fama, è stata accusata di peculato. È stata nominata sovrintendente archeologica d'Abruzzo nel 2004 e da pochi mesi è passata al ministero, dove dirige parchi e musei archeologici. È stata accusata di aver ricevuto denaro da trafficanti di monete antiche e di averlo nascosto nel tesoro numismatico dei Savoia. Le accuse sono basate su una inchiesta che è iniziata quattro anni fa. La Balbi De Caro afferma di non aver fatto nulla di illegale e di aver seguito le procedure corrette. Ha anche affermato di aver ricevuto le monete da un trafficante che le aveva consegnato le monete in un incontro.
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