ROMA. L'archeologia preventiva deve attendere. L'elenco dei professionisti in grado di effettuare i sopralluoghi per verificare, sui terreni dove devono sorgere opere pubbliche, se esistono siti storici da salvaguardare è stato, infatti, bloccato dal Consiglio di Stato. I giudici hanno sollevato obiezioni, chiedendo chiarimenti al ministero dei Beni culturali. Palazzo Spada è stato chiamato a esaminare il regolamento ministeriale che deve rendere operativa la previsione della legge 109 del 2005: far precedere i lavori pubblici che insistono su aree di interesse archeologico da adeguate verifiche. Il regolamento deve indicare chi può effettuare quei controlli, dando il via all'istituzione di un «apposito elenco, reso accessibile a tutti gli interessati, degli istituti archeologici universitari e dei soggetti in possesso della necessaria qualificazione». Le scelte dei Beni culturali non hanno, però, convinto del tutto la sezione consultiva per gli atti normativi del Consiglio di Stato, che ha mosso rilievi di carattere procedurale e sul merito. Riguardo ai primi, i giudici (parere 10382006, relatore Luigi Carbone) hanno ritenuto che il ministero dei Beni culturali non abbia adeguatamente collaborato con quello dell'Istruzione. Collaborazione tanto più necessaria ha fatto notare Palazzo Spada in quanto non esiste una categoria unitaria degli istituti archeologici universitari. Altro ministero da coinvolgere era, inoltre, quello della Giustizia. «Difatti hanno scritto i giudici poiché non esiste un albo della professione di archeologo, l'elenco in questione sembra assumere un rilievo, in concreto, che va al di là dell'applicazione della disciplina dell'archeologia preventiva». L'elenco, in altre parole, si preannuncia come «una sorta di "albo di fatto"». Per quanto riguarda il contenuto del regolamento, il Consiglio di Stato ha, tra l'altro, contestato che all'elenco possano iscriversi i dirigenti e i funzionari dei Beni culturali che abbiano svolto, per almeno cinque anni, servizio nella posizione funzionale di archeologo. Posizione alla quale si può accedere anche senza la specializzazione in archeologia, richiesta, invece, a tutti gli altri che intendono entrare nell'elenco.
Archeologi, pesa l'assenza dell'Albo
Il Consiglio di Stato ha bloccato l'elenco dei professionisti in grado di effettuare i sopralluoghi per verificare la presenza di siti storici da salvaguardare sui terreni dove devono sorgere opere pubbliche. I giudici hanno sollevato obiezioni, chiedendo chiarimenti al ministero dei Beni culturali. Il regolamento ministeriale che deve rendere operativa la previsione della legge 109 del 2005 è stato chiamato a esaminare il regolamento. Il Consiglio di Stato ha contestato che all'elenco possano iscriversi i dirigenti e i funzionari dei Beni culturali che abbiano svolto servizio nella posizione funzionale di archeologo.
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