E a Villa Certosa nasce una collina. Ovvero una sorta di pensatoio all'aperto, una panchina sistemata sotto alberi secolari di ulivo davanti al mare «azzurro» di Porto Rotondo. È la novità, come ha mostrato l'emittente televisiva Cinquestelle di Olbia, della residenza estiva del cavaliere. La Villa Certosa divenuta famosa per l'anfiteatro, la piantagione di cactus e il segreto di stato e le numerose interrogazioni parlamentari. Adesso, dopo la stagione delle polemiche e contestazioni c'è una novità. La collina, appunto, che però ha spinto la Regione sarda a cercare di vederci chiaro. L'assessore regionale all'Urbanistica e agli Enti Locali ha disposto che venga effettuato un controllo per appurare se siano state compiute violazioni alle norme paesaggistiche regionali, mentre l'assessore regionale all'ambiente Tonino Dessì ha disposto l'invio dei forestali. A valutare l'opportunità di un eventuale sopralluogo nell'area, dopo, anche, un necessario chiarimento sul vincolo dell'immobile, teso cioè a verificare se ancora sia operativo il segreto di Stato sull'opera e sull'intera proprietà, ci sarebbe anche Valerio Cicalò, il procuratore della repubblica di Tempio Pausania. Nel girone delle polemiche non si fanno attendere neppure le prese di posizione dei legali del cavaliere. «In relazione alle notizie di stampa, riguardanti lavori in corso presso Villa La Certosa, si precisa che quanto realizzato è stato regolarmente autorizzato». È la replica che Niccolò Ghedini. «Infatti la domanda per la sistemazione del terreno e per il suo consolidamento, con la messa a dimora di numerosi alberi - prosegue la nota - è stata presentata in data 11-6-2005 ed è stata autorizzata dal Comune di Olbia in data 18-1-2006». Vi sarebbero anche i pareri favorevoli dell'Ufficio Tutela del Paesaggio e della Forestale. Lapidaria la replica dell'assessore regionale alla difesa dell'Ambiente Tonino Dessì. «L'assessorato regionale alla difesa dell'Ambiente - fa sapere - non ha autorizzato alcun intervento a Villa Certosa. Le opere che sono state realizzate non sono state autorizzate né dall'assessorato né dalla Forestale».