Il mondo dell'arte a rumore per la clamorosa vendita che si terrà a Milano da Sotheby's. Si tratta delle opere realizzate per Palazzo Sandi Per la prima volta, dal 1720 a oggi, le 5 tele sono in esposizione aperta al pubblico. Avviene da Sotheby's, a Palazzo Broggi, e le tele sono quelle del ciclo pittorico veneziano realizzato da Giambattista Tiepolo e Niccolo Bambini per Palazzo Sandi. I cinque dipinti, notificati dalla Soprintendenza, saranno poi in asta (presentati in un unico lotto con stima a richiesta) il 30 maggio È verosimilmente l'asta più importante degli ultimi anni relativa a opere pittoriche. Vi concorrono vari fattori: l'incontestabile valore artistico delle opere, l'integrità del ciclo originario, preservato così com'era stato ideato e realizzato dal Tiepolo tra il 1724 e il 1725 per il salone del piano nobile di Palazzo Sandi, l'eccellente stato di conservazione garantito dalla continuità proprietaria. Le tele, infatti, hanno subito un unico trasferimento negli anni Venti, dal palazzo veneziano in Corte dell'Albero acquistato da Vettor Sandi nel 1665 per il figlio Tommaso, alla posteriore villa di famiglia nel vicentino Erano, i Sandi, una celebre famiglia di avvocati di alto prestigio professionale (non per niente il canale su cui si affaccia il palazzo ha nome «di Ca' Sandi» e la Calle è «degli Avvocati»). Nel 1685 entrarono nel patriziato veneziano con l'ottenimento del titolo nobiliare. Da lì il desiderio di affermare il nuovo stato attraverso una dimora che si imponesse nell'architettura e nella ricchezza della decorazione. Ecco quindi la chiamata a Domenico Rossi per ristrutturare Palazzo Sandi e poi a Tiepolo e Bambini per decorare soffitto e pareti. Tra le tele del Tiepolo: «Ulisse scopre Achille tra le figlie di Licomede»; «Apollo scarica Marsia»; «Èrcole soffoca Anteo». Due quelle di Niccolo Bambini: «Coriolano persuaso dalla moglie Volumnia e dalla madre rinuncia a combattere contro Roma»; «Le tre Grazie, Venere e Mercurio». La forza della ragione e la virtù stanno alla base del significato allegorico del ciclo, che vuole anche celebrare il ruolo valoroso esplicato dalla famiglia Sandi nella difesa della nazione contro i Turchi. È lo stratagemma adottato da Ulisse per scoprire Achille, che celebra l'ingegnosa scaltrezza dell'eroe greco, il pezzo più importante. O, tout court, il più bello. Tiepolo, nel 1724, non è ancora il cantore delle aeree prospettive. La sua pittura carica di colore è terrena, quasi tenebrosa, pur recuperata da ricchi interventi di luce. La composizione è vigorosa, densa. Le ragazze che guardano i gioielli portati da Ulisse appartengono a una umanità reale e viva, Achille che, travestito da donna, brandisce incautamente la spada è già un guerriero in piena azione. La punta massima di colore sta nel rosso del mantello di Ulisse, ma capta lo sguardo anche il brandello di tunica bianca, quasi accecante, della ragazza in primo piano e, sullo sfondo, la luce di un'aurora, o forse di un tramonto. È un chiarore che si fa largo tra nuvole procellose: un cielo irrimediabilmente Veneto, puro e sensuale. Di una pittura diversa, aggressiva, dalle pennellate chiassose alla Piazzetta, e con bagliori di luce quasi caravaggeschi, sono i due stretti pannelli con Apollo che scortica Marsia - il mito della virtù che vince l'arroganza - ed Èrcole che soffoca Anteo - il trionfo dell' intelligenza sulla bestialità. Il Bambini ha una mano del tutto diversa. Il tema classico di ispirazione scenografica è trattato con un po' di pedanteria, quasi «a soggetto». Tutto punta, infatti, sulla figura centrale, dominante, della moglie di Coriolano che sta a esaltare la forza della persuasione, argomento di punta in casa di avvocati. Le Grazie, casta composizione di nudi con piccoli visi ancillari che riportano al Parmigianino, vogliono incarnare gli ideali supremi della bellezza. Il ciclo di Palazzo Sandi va considerato non disgiunto dall'immenso affresco tiepolesco del soffitto: «II trionfo dell'eloquenza», dove il pittore, sprofondando negli spazi celesti tra nuvole dorate, cimenti di draghi e personaggi mitologici in aree dimensioni, affronta la conclusione della sua opera con maturità di intenti. Ma questo non è in asta.