Il Pdci indica Asor Rosa ma la sfida è nella Quercia, che ha almeno tre candidati I ministri: le previsioni ROMA È la cultura l'oggetto del desiderio, il ministero più ambito e una delle grane che assillano Romano Prodi. Lo voleva Rifondazione, che dovrà rinunciarvi. Lo invoca il Pdci, per il professore Alberto Asor Rosa. Vi aspira Dario Franceschini, se la presidenza del gruppone dell'Ulivo dovesse sfumare. E ora la poltrona dei Beni culturali divide la Quercia e fa litigare i veltroniani. Non è un mistero che Giovanna Melandri si batta per tornarci, ma la Toscana preme per Vannino Chiti e i Ds romani, a cominciare da Veltroni, puntano i piedi per Goffredo Bettini. «Noi poniamo con forza la questione conferma il senatore Esterino Montino, presidente della federazione romana dei Ds Non valorizzare il modello Roma alla cultura con Bettini sarebbe un grave sbaglio». ACCELERAZIONE È con grovigli come questo che deve vedersela Romano Prodi. Eletto Marini al Senato, l'accelerazione sulla squadra di governo è fortissima. Fassino, D'Alema e Amato parlano per un'ora alla Camera, il segretario dei Ds vede il presidente alla fondazione Italianieuropei, Francesco Rutelli si chiude per due ore con Prodi a Santi Apostoli... Massimo D'Alema non ha ancora sciolto la riserva sugli Esteri: con la partita del Quirinale tutta aperta il governo può attendere, ma questo complica non poco le scelte al capo dell'Unione. «Se va al governo va agli Esteri» recita lo staff dell'ex premier, che smentisce l'ipotesi di un D'Alema capogruppo dell'Ulivo alla Camera, postazione riservata a Dario Franceschini. Poi c'è Giuliano Amato, con tutte le incognite legate alla tempistica tra governo ed elezione del capo dello Stato: prima il Colle o Palazzo Chigi? Una ipotesi è un ministero «parcheggio» come le Riforme, ma l'ex premier non pare avere alcuna intenzione di entrare nell'esecutivo. Rutelli e Fassino entreranno al governo come vicepremier con deleghe ancora da definire, ma esiste anche l'ipotesi che sia Fassino ad andare alla Farnesina, il che rimetterebbe in gioco Rutelli per gli Interni. Al momento, con i leader di Margherita e Ds vicepremier, il Viminale è destinato a Parisi, in predicato anche per la Difesa richiesta però da Mastella. «Per Marini abbiamo votato come dei soldatini...», mandano a dire i senatori dell'Udeur. Peccato però che la Difesa piaccia assai anche alla Rosa nel pugno, con Marco Pannella che ritiene «non tollerabile» l'esclusione di Emma Bonino. OTTO DONNE Otto donne e un solo tecnico, Tommaso Padoa-Schioppa all'Economia. Non piace agli alleati l'idea di Paolo Ferrero (Prc) al Welfare, così Prodi medita di spacchettarlo: Lavoro a Rosy Bindi e Famiglia a Patrizia Sentinelli (Prc). Nei Ds nove nomi per otto poltrone: Fassino, D'Alema, Bersani, Violante, Mussi, Chiti, Bettini, Turco e Finocchiaro. Nella Margherita c'è posto per Rutelli, Parisi, Lanzillotta, Gentiloni, Bindi, Fioroni (Salute) o un uomo di Franceschini. Ed è scontro sull'Ambiente, conteso da Fabio Mussi e Alfonso Pecoraro Scanio. La seconda scelta dei Verdi è l'Agricoltura, dove però Prodi vuol mettere Paolo De Castro. Il Pdci, in corsa per la Ricerca, porterà oggi a Prodi la sua rosa di nomi: Alberto Asor Rosa, Gianni Minà, Margherita Hack, Nicola Tranfaglia. E Antonio Di Pietro fa il difficile: «Io al governo? Non chiedo l'elemosina a nessuno».
Governo: le trattative Corsa ai ministeri, ressa per i Beni culturali
Il Pdci indica Asor Rosa come candidato al ministero della cultura, ma la sfida è nella Quercia, dove i tre candidati I ministri sono Dario Franceschini, Giovanna Melandri e Vannino Chiti. La Toscana preme per Chiti, mentre i Ds romani puntano i piedi per Goffredo Bettini. Il senatore Esterino Montino conferma la propria candidatura. Romano Prodi deve affrontare l'accelerazione sulla squadra di governo, con eletti come Marini al Senato e Massimo D'Alema che parlano per un'ora alla Camera. Il governo può attendere la partita del Quirinale, ma questo complica le scelte al capo dell'Unione.
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