Terminato il restauro dei dipinti del Pinturicchio nelle stanze di Papa Alessandro VI II direttore dei Musei: «Recuperato un rarissimo ambiente quattrocentesco» QUATTRO anni di restauri per riportare al suo originario splendore il ciclo pittorico della «Sala dei Misteri» dell'appartamento di papa Alessandro VI Borgia, in Vaticano, opera di Bernardino di Betto, «il Pinturicchio». La conclusione dell'intervento e la riapertura della sala, decorata dall'artista perugino tra l'autunno del 1492 e il gennaio del 1495, sono state presentate ieri nei Musei Vaticani, nell'ambito delle celebrazioni per il quinto centenario del polo museale nato cinque secoli fa grazie alla geniale intuizione di papa Giulio II Della Rovere. Fu lo stesso Alessandro VI, uno dei Papi più discussi della storia, ad affidare nel 1492 al Pinturicchio (Perugia 145660-Siena 1513) la decorazione della sua nuova residenza, situata al primo piano del Palazzo Pontificio, nell'ala prospiciente il lato meridionale del Cortile del Belvedere. L'Appartamento Borgia comprendeva tre stanze di grandi dimensioni, citate a volte come «camere segrete», cioè private, corrispondenti alle attuali Sala dei Misteri, Sala dei Santi e Sala delle Arti Liberali, altre due, corrispondenti alla Sala del Credo e alla Sala delle Sibille, ricavate nella Torre Borgia, alcuni ambienti più piccoli, il cui accesso si ha ancora oggi dalla Sala delle Arti Liberali. La Sala dei Misteri, attigua alla grande Sala dei Pontefici, è coperta da due volte a crociera, decorate negli spicchi da medaglioni con i busti dei Re David e Salomone e dei Profeti Isaia, Malachia, Sofonia, Michea e Gioele. Nelle sette lunette sottostanti si sviluppa il tema dei Misteri della Fede - che danno il nome alla Sala - con le raffigurazioni dell'Annunciazione, della Natività, dell'Adorazione dei Magi, della Resurrezione, dell'Ascensione, della Pentecoste e dell'Assunzione. L'intervento di restauro, avviato nel 2002 e appena concluso, «ha in pieno recuperato, per la prima volta dalla loro realizzazione - ha detto in conferenza stampa il direttore dei Musei Vaticani Francesco Buranelli - la brillantezza dei colori originali, accompagnati da quella delicata allusione alla terza dimensione che dona profondità e tridimensionalità alle scene figurate che si aprono come finestre in un tipico ambiente quattrocentesco. Grazie al recupero dei decori delle parti inferiori delle pareti e degli elementi lapidei è stato possibile recuperare per intero un insieme unico e raro di tipico gusto quattrocentesco, capace di trasmettere la gaiezza e l'allegria del mecenatismo borgiano». È questo, tra l'altro, solo il primo tassello di un più ampio progetto, che prevede di intervenire su tutti i cicli pittorici dipinti dal Pinturicchio e dalla sua bottega nelle varie sale dell'Appartamento Borgia. Il restauro è stato reso possibile grazie alla generosità dei Patrons of the Arts dei Musei Vaticani, in particolare dei gruppi della Florida, della California e del Minnesota. La presentazione dell'intervento ha previsto anche una cerimonia presieduta ieri pomeriggio dal cardinale Edmund Casimir Szoka, presidente del Governatorato della Città del Vaticano.
Borgia, svelata la Sala dei Misteri
Il ciclo pittorico della Sala dei Misteri dell'Appartamento Borgia, opera di Bernardino di Betto, il Pinturicchio, è stato restaurato nei Musei Vaticani. L'intervento di restauro, avviato nel 2002, è stato concluso e ha recuperato la brillantezza dei colori originali e la delicata allusione alla terza dimensione. La sala, decorata tra l'autunno del 1492 e il gennaio del 1495, è stata riaperta dopo 4 anni di lavori. Il restauro è stato reso possibile grazie alla generosità dei Patrons of the Arts dei Musei Vaticani.
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