La lista definitiva è pronta: sono 21 le grandi opere architettoniche del pianeta tra le quali, nei prossimi mesi, saranno scelte le nuove sette meraviglie del mondo. L'annuncio è stato dato dalla svizzera New7Wonders Foundation, presieduta da Bernard Weber, che dal 2001 si è prefissata l'obiettivo di difendere il patrimonio architettonico dell'umanità. Delle sette meraviglie del mondo classico rimangono ormai in piedi solamente le Piramidi d'Egitto. E ovviamente le tre grandi piramidi di Giza sono presenti anche tra le 21 finaliste. A queste si aggiungono opere che svariano lungo tutta la storia dell'umanità e che rappresentano tutti i continenti. L'antichità classica ha l'Acropoli di Atene e il Colosseo di Roma (unico sito italiano presente). Il vicino Oriente ha le rovine di Petra in Giordania, una città le cui radici affondano nel duemila avanti Cristo e Santa Sofia, la grande basilica di Istanbul, trasformata prima in moschea e oggi in museo. L'Estremo Oriente invece offre il tempio buddista Kyomizu di Kyoto in Giappone, la Grande muraglia cinese, le rovine di Angkor, capitale per circa 600 anni dell'Impero Khmer in Cambogia, e il Taj Mahal in India, il favoloso palazzo dei Moghul, gli imperatori musulmani della parte settentrionale del Subcontinente indiano. Si ritorna poi in Europa, dove troviamo l'osservatorio astronomico megalitico di Stonehenge in Inghilterra, il palazzo dell'Alhambra a Granada in Spagna, splendido esempio di architettura moresca, e il complesso del Cremlino e della cattedrale di San Basilio a Mosca. Poi ci immergiamo nell'atmosfera di Parigi con la Torre Eiffel e in quelle delle fiabe incantante con il castello di Neuschwanstein, a Füssen, in Baveria, scelto da Walt Disney per l'ambientazione di molti dei suoi film, come Biancaneve e i Sette Nani. Attraversiamo l'Atlantico ed ecco che ci arriva incontro la Statua della Libertà che troneggia nella Baia di New York e scendendo in Brasile la grande Statua di Cristo Redentore a Rio de Janeiro. Le antiche civiltà americane sono ricordate con le imponenti rovine maya di Chichen Itza nello Yucatan, la città perduta degli inca Machu Picchu in Perù e le misteriose statue dell'Isola di Pasqua. Una segnalazione anche per l'Oceania: l'Opera House di Sydney in Australia, che ricorda un veliero con le vele al vento che entra nella baia. Infine un solo nome per l'Africa, la città di Timbuctù nel Mali, «la porta del deserto» che collegava l'Africa Nera alle coste mediterranee attraverso le piste carovaniere del Sahara. Per Tia Vering, portavoce della fondazione, «questi 21 siti rappresentano la straordinaria diversità del patrimonio culturale umano che intendiamo celebrare». Secondo la Viering, uno degli obiettivi del progetto è anche quello di far conoscere questi monumenti, in modo da mantenerli il più a lungo possibile. Ancora incerto il giorno in cui verranno annunciate: si parla di questo luglio ma la data viene continuamente rimandata. A quanto pare, il fascino dell'iniziativa è veramente senza fine.