Iniziativa Legambiente-Repubblica. Pressing sugli enti locali "Demolite tutti gli ecomostri" Il sindaco replica alle accuse dell'opposizione e dell'Avvocatura: "Verna è una brava persona" IL SINDACO invoca una tregua. «Serve un po' di calma da parte di tutti», dice Michele Emiliano, al telefono da Roma dove partecipa alla prima riunione del comitato costituente del Partito democratico. Un aspetto, però, tiene a chiarirlo immediatamente, a scanso di equivoci: «L'assessore Cinzia Capano non si tocca» Niente dimissioni, come chiede An, allora? «Ma quali dimissioni: è la destra, semmai, il problema di questa città», ribatte con una punta di veleno. Signor sindaco, la vicenda di Punta Perotti si è portata dietro una scia di polemiche. Non ha parlato soltanto il capogruppo di An, ma anche il direttore dell'Avvocatura comunale ha avuto qualcosa da ridire. Tutto superato? «In tutta questa vicenda serve un po' di calma da parte di tutti. Bisogna ragionare applicando le regole ordinarie delle istituzioni, non quelle della politica». L'assessore Capano è finita nel mirino. Alcune le sue scelte, e soprattutto alcune sue dichiarazioni, non sono piaciute. «L'assessore Capano è stata la protagonista principale della vicenda di Punta Perotti. È merito suo se è stata ristabilita la legalità. Ha subito un'offensiva nel solito stile della destra di questa città. Tutte invenzioni». Il direttore dell'Avvocatura comunale, Renato Verna, ha però fatto addebiti precisi. Ha parlato di sfiduciadell'esecutivo nei confronti dei legali interni. «Non esiste un problema Avvocatura. Se c'è qualcosa da chiarire, si farà con un calma, guardandosi dritto negli occhi. Farlo è nell'interesse di tutti. L'avvocato Vernaè una brava persona. Si è sentito colpito e ha reagito esagerando un po'. Sono cose che possono accadere, l'importante è che accadano una volta sola. Dopo trentadue anni di servizio, gli si può anche concedere una reazione così». E la reazione dell'assessore Capano? «L'assessore Capano è vittima, non colpevole. È reduce da un grande successo politico e amministrativo. Dev'essere chiaro che le cose di cui viene accusata, ossia la nomina di avvocati esterni, sono state condivise da me, dalla giunta e dallo stesso Renato Verna». Però sulle parcelle ha fornito cifre diverse da quelle indicate dall'avvocato Verna e da An, che invece coincidono. «Il discorso sulle parcelle non ha né capo né coda. Ogni ragionamento sull'entità degli onorari è prematuro. Tutto dipende da come vanno le cause e da un'infinità di variabili ora improponibili. Se c'è una cosa che l'assessore Capano non sa fare è mentire. Le ho consigliato di lasciar perdere e di non rinfocolare la polemica. In ogni caso non si tocca perché è uno dei miei migliori assessori. Con un carattere un po' difficile, certo, ma ne ho tanti di caratteri difficili da gestire. Un altro è l'avvocato Verna, male persone così mi piacciono perché sono tutte verità e orgoglio». Rimane il problema: perché l'amministrazione comunale ha nominato avvocati esterni, disponendo di un'Avvocatura interna? «Il ricorso a incarichi esterni è praticato da tutte le amministrazioni pubbliche quando c'è la necessità di difendere determinati interessi con particolare intensità. Non c'è stato nessun favoritismo. Abbiamo scelto il meglio dell'avvocatura barese e l'abbiamo affiancato all'Avvocatura comunale che è fra le migliori d'Italia. Ritengo che in tutta questa vicenda ci sia stata una serie di equivoci, che sarà meglio chiarire di persona». Ritiene che questo episodio possa pregiudicare i rapporti fra maggioranza e opposizione e causare qualche problema al funzionamento del consiglio comunale? «Il centrosinistra non ha problemi in consiglio comunale. L'unico problema è rappresentato da un'opposizione che non ha né contenuti né direzione di marcia. È un problema notevole, di cui ho parlato anche con esponenti del centrodestra nazionale, che si sono dichiarati d'accordo con me. È difficile governare senza opposizione. La coalizione di centrode-straè così allo sbando che non riesce neppure a nominare il coordinatore delle opposizioni, una figura prevista dalla Statuto».