Nella causa civile, l'amministrazione ha «escluso» i dirigenti. Emiliano «smorza» la Capano dopo le polemiche di Verna Rifondazione: chiamateli in causa. Caso-parcelle: «Malinteso» La saracinesca è scomparsa, le polemiche no. Mentre si avvicina la data del 9 maggio, giorno della prima udienza del maxirisarcimento civile che vede costruttori, Comune, Regione e Soprintendenza contendersi la «ragione», una lettera di Rifondazione comunista al sindaco apre nuovi scenari. La nota risale a un mese fa ma solo ieri è trapelata la notizia: il partito di Bertinotti ha chiesto all'amministrazione di valutare l'opportunità di chiamare in garanzia i funzionari e dirigenti comunali che rilasciarono le concessioni edilizie per l'ecomostro. Secondo Rifondazione, in pratica, bene avrebbe fatto il Comune a mettersi al riparo da eventuali «sorprese» in caso di condanna. Soprattuto in vista di un'imminente «prescrizione» per un'eventuale azione risarcitoria nei confronti di chi firmò quegli atti. Il «suggerimento», tuttavia, sembra essere rimasto lettera morta. Il Comune, nella sua costituzione davanti al tribunale, pur parlando di «sepolcri imbiancati» (affermazione che ha lasciato intravedere eventuali «complicità» all'interno dell'apparato burocratico con i costruttori), non ha inteso «girare» il risarcimento danni ai suoi funzionari. Ma se Rifondazione (il capogruppo, Antonio Di Matteo dice «di non sapere nulla della lettera») si è limitata a fare «suggerimenti», tizzoni ardenti sembrano arrivare proprio dall'interno dell'amministrazione. Ad alimentare in queste ore un vero e proprio polverone politico, sono infatti le dichiarazioni dell'assessore al contenzioso, Cinzia Capano, che replicando alle accuse di An di sperpero di denaro pubblico nell'affidamento a consulenti esterni il «ricco» contenzioso di Punta Perotti, ha addirittura ritenuto meno conveniente il ricorso ai legali interni dell'amministrazione. Dichiarazione che ha fatto insorgere il capo degli avvocati di Palazzo di città, Renato Verna, che ha parlato di «inganno» da parte dell'assessore e ha chiarito come il contenzioso di Punta Perotti costerà alle casse del Comune fior di quattrini. Con la differenza - ha avuto modo di precisare Verna - che mentre gli avvocati interni, in caso di sconfitta, non percepirebbero nulla, lo stesso non potrebbe dirsi per gli esterni ai quali va comunque riconosciuta la «parcella». Le dichiarazioni di Verna hanno scatenato un vero e proprio terremoto. Chi conosce il capo dell'Avvocatura sa perfettamente che in trent'anni di attività al servizio del Comune non ha mai perso il controllo ed è stato sempre moderato. Stavolta, però, non ne ha potuto più ed è sbottato. Il capo degli avvocati del Comune ha praticamente smentito lo stesso assessore Capano che, nella replica a Melchiorre, aveva persino fatto riferimento a un'intesa con l'avvocatura municipale a proposito dei legali esterni. Inutile dire che le esternazioni di Verna non sono piaciute al sindaco Emiliano che, nel pomeriggio, ha diffuso un comunicato a firma congiunta con la Capano. Sottolineando come la scelta «di officiare legali esterni nel giudizio per il risarcimento danni è stata concordata con l'Avvocatura», il sindaco e l'assessore precisano come la stessa giunta abbia integrato il collegio di difesa con l'avv. Verna «in virtù dell'egregia difesa svolta nei giudizi di Punta Perotti. Gli avvocati Costantino e Matassa - precisa la nota - hanno concordato con l'Avvocatura ogni aspetto della pregevolissimi difesa prodotta congiuntamente dai tre professionisti». Emiliano e la Capano parlano d «clima di assoluta e proficua collaborazione tra avvocatura e l'amministrazione», evideniando anche il lavoros volto dall'avv. Baldi nelle fasi della demolizione. «Pertanto- scrivono - le dichiarazioni apparese sui quotidiani devono probabilmente scriversi ad equivoci e malintesi che sono stati del tutto chiariti e risolti e che non avevano oggetto il pregevole lavoro sempre svolto dall'avvocatura». L'avv. Verna, rintracciato telefonicamente, ha detto seccamente: «Non intendo fare commenti». Torna alla carica il capogruppo di An, Filippo Melchiorre apostrofato come «ignorante» dall'assessore Capano, e per il quale le dichiarazioni di Verna sono una conferma alla sua tesi: «Tutto ciò dimostra la malafede dell'assessore al contenzioso che, o non conosce le tariffe dell'Ordine al quale è iscritta; oppure ha mentito sapendo di mentire, affermando che i due legali esterni avrebbero guadagnato meno dell'avvocatura comunale, che non ha intascato un solo centesimo». Il capogruppo di An, quindi insiste sullo sperpero di denaro pubblico e invita l'assessore «che rappresenta solo se stessa» a dimettersi. E avverte: «Faremo molto attenzione ad alcuni atti (ad esempio assunzioni) adottati dal cda dell'Amgas alla presenza dello stesso assessore Capano». A tarda sera, la replica del sindaco a Melchiorre: «Abbiamo abbattuto Punta Perotti. E questo grazie anche e soprattutto all'assessore Cinzia Capano. L'opposizione invece di proporre soluzioni per la riqualificazione dell'area passa le sue giornate a elaborare maldestri tentativi di delegittimazione dell'impegno di tutti coloro che in questi 18 mesi hanno rimediato a dieci anni di mancanza di volontà politica. Adesso abbiamo altro da fare che star dietro a queste inutili polemiche».
PUNTA PEROTTI. Paghino anche i dirigenti
Il Comune di Palazzo di città è coinvolto in un contenzioso civile con costruttori, Regione e Soprintendenza. La causa riguarda le concessioni edilizie per l'ecomostro. L'amministrazione ha escluso i dirigenti, ma il partito Rifondazione comunista ha chiesto di valutare l'opportunità di chiamare in garanzia i funzionari e dirigenti comunali. L'assessore al contenzioso, Cinzia Capano, ha dichiarato che il ricorso ai legali esterni è stato concordato con l'Avvocatura, ma il capo degli avvocati, Renato Verna, ha smentito questa affermazione.
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