In eredità a Prodi il dossier 2006 - Piano pluriennale per 100 miliardi di dismissioni e una tantum ROMA - Per il 2006: un pacchetto di cartolarizzazioni di crediti e vendita di asset pubblici per 10 miliardi di euro, entità prevista nell'aggiornamento al Programma di Stabilità, è fattibile. Dovrebbe scongiurare il rialzo del debitoPil per il secondo anno consecutivo e fors'anche il declassamento del rating sull'Italia di StandardPoor's e Fitch previsto dai mercati a fine anno. Per il 2007-2010: un programma pluriennale di privatizzazioni, cartolarizzazioni di crediti, dismissioni di immobili e nuove concessioni per un totale dai 100 miliardi di euro in s posto della controversa superholding in stile guarin-tremontiano, velocizzerà in maniera decisiva la riduzione del debitoPil, utilizzando le one-off come strumento complementare all'avanzo primario. È questo il dossier "Una tantum", rigorosamente in forma di bozza con i dovuti "se" e "ma", che attende il nuovo ministro dell'Economia al suo arrivo a Via XX Settembre. Il leader dell'Ulivo Romano Prodi in campagna elettorale ha cestinato l'ipotesi della superholding taglia-debito, progettata da Giulio Tremonti al Tesoro (si veda box) ma si etto apertamente favorevole a «uno Stato regolatore e non proprietario». Negli ambienti del centro-sinistra, contrari alla finanza creativa solo quando abusata al posto delle misure strutturali, non si boccia a priori la politica delle privatizzazioni e della vendita di asset pubblici malgestiti, fonti di spesa e sprechi. Il neoministro al Mef sulle una tantum, dunque, potrebbe avere mano libera. Un piano di alienazioni pubbliche ben orchestrato e politicamente corretto, è la tesi dei fautori del programma pluriennale che andrebbe a sostituire il progetto della Debito-spa, farà calare drasticamente il debitoPil, allentando la pressione sul nuovo Governo che, altrimenti, sarebbe chiamato a riportare l'avanzo primario al 4-5 in una fase di ripresa economica fragile pur di abbattere a colpi di accetta il debito pubblico. È stato calcolato che per ridurre il debito-Pil del l'1 all'anno nel triennio 2007-2009 l'avanzo primario rischia di essere del 2, 3, 4 per misure complessive pari a 120 miliardi di euro. One-off anno 2006. Le una tantum che risultano già imbastite e allo studio al Tesoro, tutte potenzialmente realizzabili entro dicembre, orbitano attorno agli 8 miliardi di euro: non includono privatizzazioni alle quali occorre una lunga gestazione e un tempismo perfetto per il collocamento sul mercato. Il neoministro del l'Economia, dopo la verifica sui conti pubblici, potrebbe iniziare a valutare le una tantum a riduzione del debito (e deficit?) in estate. Il menu delle opzioni a sua disposizione si presenta ricco. La riapertura di cartolarizzazioni di crediti esistenti è agevole e si concretizza in pochi mesi. Un bond Inps7 può fruttare fino a 3 miliardi (i nuovi crediti annuali sono solitamente 6 miliardi): ma potrebbe essere rallentato, ridotto o cancellato per effetto della commissione che in luglio deciderà il destino del condono sui crediti agricoli (la "pillola avvelenata" del Governo uscente). Da una seconda securitization dei prestiti personali Inpdap e dei prestiti per la ricerca Map-Miur lo Stato potrebbe incassare fino a 2 miliardi. Cartolarizzando la vendita delle unità residenziali della Difesa e altri immobili pubblici (Scip3) e inaugurando una securitization sui terreni pubblici, il debito (o deficit) calerebbe di altri 3 miliardi. La cifra lievita nel caso in cui il Tesoro decidesse di canalizzare i dividendi dalle partecipate (2-3 miliardi l'anno) nel fondo di ammortamento per i titoli di Stato: una vecchia idea rimasta finora nel cassetto. Le privatizzazioni-lampo invece sono altamente sconsigliate: il successo della vendita del 20 della Cdp con quotazione in Borsa, del 100 del Poligrafico e di una quota della Sace portata ma i tempi tecnici sono irriducibili. Una tantum 2007-2010. Il ventaglio delle operazioni straordinarie a riduzione del debito si amplia enormemente nel momento in cui il fattore-tempo passa in secondo piano. Sul fronte delle privatizzazioni il Governo Prodi avrà l'imbarazzo della scelta: il Tesoro può cedere per legge il 20 della Cdp, che dovrebbe rendere almeno 2,5 miliardi di euro (la Cassa è valutata oltre 11 miliardi). Per Eni, Enel e Finmeccanica (nelle quali il Tesoro possiede direttamente o indirettamente il 30) qualsiasi ulteriore vendita di azioni renderà le società scalabili: una scelta strettamente politica. Alitalia e Rai sono altri due casi politicamente scottanti. Il cammino delle privatizzazioni è meno insidioso per Poligrafico, Terna, Fincantieri, Fintecna, Sace (quest'ultima fortemente patrimonializzata): per Bancoposta i tempi potrebbero essere più lunghi del previsto. In quanto ad Anas non è esclusa una ristrutturazione per dividere l'attività pubblica da quella privata. Le concessioni aprono un fronte innovativo di vendita di asset pubblici finora sottostimato: le potenzialità di guadagno per lo Stato sono elevatissime. In quanto ai crediti, i più semplici da cartolarizzare sono già stati usati. Gli esperti sostengono che esistono almeno tre nuove categorie di questi asset finanziari per il futuro(compresi i crediti d'imposta). Infine gli immobili: al di là di nuove operazioni di vendita con affitto (stile Fip) che consentono di razionalizzare gli spazi e ridurre i costi di manutenzione, il Tesoro sotto la guida del neoministro potrebbe avviare un dialogo costruttivo con gli enti territoriali sulla dismissione delle unità residenziali possedute da Regioni, Province e Comuni con un valore di mercato almeno tre volte il valore catastale stimato a 100 miliardi di euro. i.bufacchiilsole24ore.com - Il ventaglio delle operazioni straordinarie MISURE TAGLIA DEBITO E DEFICIT Cartolarizzazioni di crediti (dai crediti insoluti Inps, ai prestiti personali Inpdap, dai fondi rotativi ai crediti d'imposta) e cartolarizzazioni per accelerare la vendita di unità residenziali (dopo Scip1 e Scip2 gli immobili della Difesa) Privatizzazioni (vendita parziale o totale dei pacchetti azionari posseduti dal Tesoro) Dismissione di immobili diretta o tramite fondi immobiliari come Fip o PatrimonioUno (vendita di uffici governativi e riaffitto per razionalizzare gli spazi e risparmiare sui costi di manutenzione, alienazione di immobili a uso non strumentale e terreni pubblici ceduti agli occupanti) Concessioni (finora la Stato ha usato in minima parte la facoltà di rilasciare licenze. Nuovi asset di questo tipo da dismettere) Lo Stato può ridurre gli investimenti nelle infrastrutture ma sottoscrive l'equity in progetti e migliora il quadro regolamentare del project financing per incentivare l'ingresso di capitali privati Canalizzare i dividendi nel fondo di ammortamento
il Sole 24 Ore
25 Aprile 2006
cartolarizzazioni - Già pronto un altro pacchetto da 10 mld
IS
Isabella Bufacchi
il Sole 24 Ore
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Bene culturale
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