Torino. Lo strappo fra Governo e Fiera internazionale del libro si è ricucito ieri mattina, a mezzogiorno e quaranta in punto,con l'arrivo del ministro della Cultura,Giuliano Urbani. Segnata, per la prima volta in molti anni,dalla defezione di rappresentanti di Palazzo Chigi, l'inaugurazione di giovedì poteva rinnovare le polemiche innescate lo scorso anno in terra di Francia con la plateale fuga dal Salon du Livre dell 'allora sottosegretario alla cultura Vittorio Sgarbi. Così non è stato e a chi gli faceva notare che a Torino era "molto atteso ", sottolineando il giorno di ritardo sull 'alzata del sipario,Urbani ha risposto serafico:«Vorrà dire che sono molto amato ». Un esordio soft, seguito da una serie di puntualizzazioni. Primo: «La carica di ministro mi vincola a una serie di impegni che attengono a esigenze generali del Paese. E,purtroppo, non ho il dono dell'ubiquità ».Secondo:«L'interesse del ministero della Cultura per la Fiera del Libro non è dimostrata dalla mia presenza qui ma dal lavoro svolto nel mondo per favorirla e potenziarla.Ne sono un esempio i contatti avviati con Cina, India e Russia,ospiti a Torino nei prossimi anni ». Tutto risolto,dunque? Anche la defezione del ministro Letizia Moratti attesa invano ieri mattina (arriverà forse oggi ma all'interno del "Convegno nazionale scuola e volontariato" organizzato al Centro Congressi) è solo frutto di agende di impegni troppo fitte?Urbani su questo punto non ha dubbi e, rendendo omaggio al tempio torinese della parola, si dichiara "addolorato per l 'inurbanità " di chi lo ha accusato di aver preferito il Festival di Cannes a Torino:«A Cannes andrò solo domani sera (oggi per chi legge) per presenziare alla proiezione del film italiano. Eppoi, insomma, Juve-Milan è una competizione,Salone Cannes no ». Pace fatta,evviva la Fiera del Libro che «va bene -sottolinea il ministro -anche se il libro va un pochino peggio. Il livello di istruzione aumenta, non così la lettura.il Governo è impegnato su questo fronte con due iniziative:una legge sul libro e un accordo internazionale per la creazione di un fondo per le traduzioni, settore essenziale per la diffusione di autori, idee e cultura ».I lettori, si sa, sono un popolo in crisi demografica, ma il ministro Urbani è un "lettore forte "?Lui allarga le braccia sconsolato.«Lo ero-spiega -Ero un lettore appassionato di politica, di storia, di filosofia,di teatro.Adesso ho a mala pena il tempo per leggere dei dossier ». Sì,va bene, ma almeno un libro,entrando nel tempio dell 'editoria innalzato a Torino, può consigliarlo? «"Alfabeto Einaudi " di Guido Davico Bonino,,un incontro con i personaggi che hanno fatto grande questa casa editrice e che, fatto assai bello, è pubblicato da Garzanti ». Dato alla polemica quando si doveva,Urbani ha fatto il canonico giro degli stand, con Alain Elkann a fargli da cicerone,e circondato rappresentanti politici torinesi guidati presidente regionale Enzo Ghigo ma orfani del sindaco di Torino, Sergio Chiamparino (agenda troppo fitta?).Una mezzora a spasso al Lingotto con tappe agli spazi espositivi del National Geographic, di Donzelli (con parole di elogio per il saggio "L 'Europa " di Lucien Lefbvre e 1 'annuncio del progetto culturale "Agenore",«che 1'Italia presenterà durante il semestre di presidenza europea e che mira alla creazione di un'identità culturale allargata ai dieci nuovi Paesi che si accingono a entrare nella Comunità ») della Rizzoli, della Rai, Passigli, Fazi, degli stand istituzionali (Polizia di Stato e ministero dei Beni artistici e culturali) e, ovviamente al padiglione del Canada con foto ricordo accanto a un'atletica Giubba Rossa. A chiudere una sosta al nuovo spazio monotematico (su pace e guerra) della Feltrinelli e scambio di battute con la "signora Inge" davanti a un poster che ritrae Bush accanto a Chirac. Urbani si rallegra della scelta.«E'una scelta diplomatica», commenta la padrona di casa.«No. È una scelta costruttiva», ribatte lui. Tanto il ministro doveva a Torino e al suo salone.
La giornata del ministro. Urbani: il Salone va bene,la lettura un po' meno
Ieri, il ministro della Cultura, Giuliano Urbani, è arrivato a Torino per l'inaugurazione della Fiera internazionale del libro, dopo aver lasciato aspettare i rappresentanti del Governo. Urbani ha spiegato che la sua presenza non è stata una scelta politica, ma piuttosto un impegno per favorire la fiera e potenziarla. Ha menzionato i contatti avviati con paesi come la Cina, l'India e la Russia per favorire la fiera. Ha anche chiarito che la sua assenza dal Salon du Livre di Parigi l'anno scorso non era dovuta a una preferenza per il Festival di Cannes, ma piuttosto a impegni di lavoro.
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