Finanza pubblica - i veri conti dell'Italia Se i rimborsi non andranno a buon fine rischi per il rating Italia - Da rimborsare titoli per 18 miliardi legati a quattro operazioni sui crediti Inps - No dell'Europa ai bond previdenziali: rischiano la trasformazione in debito ROMA - Le una tantum realizzate dal Governo Berlusconi a riduzione del deficit e del debito pubblico tramite il collocamento di quote di due fondi immobiliari per circa 4 miliardi di euro e una decina di cartolarizzazioni su crediti e immobili, per un importo complessivo che supera i 36 miliardi di euro, lasciano al Governo Prodi un'eredità pesante che dovrà essere monitorata da vicino. Le operazioni aperte, collocate presso gli investitori istituzionali italiani ed esteri e a tutt'oggi in circolazione, ammontano a oltre 22 miliardi di euro. Alcune di queste potrebbero influire positivamente o negativamente sui conti pubblici nei prossimi anni e persino sul rating della Repubblica italiana. Il neoministro all'Economia sarà libero di scegliere se lanciare nuove misure one-off: di certo non potrà ignorare quelle ereditate dai ministri Tremonti e Siniscalco. Tra il 2006 e il 2011 si concentrano numerose "scadenze attese" per i bond delle cartolarizzazioni del Governo Berlusconi: dovranno essere rimborsati titoli per 18 miliardi di euro. Le securitization sui crediti insoluti Inps3, Inps4, Inps5 e Inps6, sui prestiti personali Inpdap e sui fondi per la ricerca operano al momento con macchine di recupero dei crediti molto efficienti e non presentano alcun problema di liquidità per il pagamento futuro delle cedole e del capitale a scadenza. Ma all'orizzonte la nuvola nera del condono sui crediti agricoli rabbuia questo quadro altrimenti roseo: se il Governo Prodi dovesse confermare il progetto del condono sui crediti agricoli (una commissione tata istituita per esprimersi entro luglio), gli Inps-bond in circolazione potrebbero danneggiare e di molto i conti pubblici. Eurostat minaccia di trasformare queste cartolarizzazioni in debito pubblico. Non da meno, i crediti agricoli cartolarizzati dovranno essere sostituiti con nuovi crediti per evitare il declassamento dei bond: mettendo a rischio eventuali progetti di nuove cartolarizzazioni sui crediti e la credibilità stessa dello Stato italiano. La prima cartolarizzazione sulla vendita degli immobili degli enti previdenziali, Scip1, è stata un successo ed è stata rimborsata totalmente senza difficoltà. Non ne esiste più traccia sul mercato: e il Tesoro deve ancora incassare il cosiddetto prezzo differito (la plusvalenza realizzata con le cessioni) per oltre 1 miliardo di euro. Diversamente, la maxi-operazione Scip2 in prospettiva potrebbe creare qualche preoccupazione per il neoministro al Mef. La tabella di marcia delle vendite di questa securitization è stata rallentata, e non poco, dalla valanga di ricorsi presentata dagli inquilini residenti negli immobili di pregio. Alcuni esponenti del centro-sinistra hanno promesso di cancellare il pregio su alcune proprietà: concedere lo sconto del 30 significa ridurre automaticamente l'incasso per la cartolarizzazione rispetto a quanto previsto e promesso alle agenzie di rating al momento del lancio. Il problema-pregio potrebbe ripercuotersi negativamente sul rimborso alle scadenze attese dei bond Scip2 ancora in circolazione. E ancor peggio, la società-veicolo Scip rischia di non generare plusvalenze per ripagare alle banche nel 2009 il prestito-ponte da 800 milioni di euro, contratto con garanzia dello Stato, per il "salvataggio" della vecchia Scip2. Lo Stato sarà chiamato a pagare di sua tasca questi 800 milioni? Gli intoppi di Scip2 potrebbero chiudere definitivamente la partita ancora aperta su Scip3 e gli immobili della Difesa: ma intanto il consorzio di collocamento prescelto per questa cartolarizzazione perativo dal lontano gennaio 2004 e attende di sapere cosa fare. Infine il neoministro del Tesoro dovrà occuparsi del processo di razionalizzazione degli spazi in corso negli uffici governativi affittati nei fondi Fip e PatrimonioUno: con l'obiettivo di ridurre i 300 milioni di euro annuali di canoni a carico dello Stato. IN CHIARO-SCURO I TRUCCHI CONTABILI L'inchiesta del Sole-24 Ore sui conti pubblici inizia circa un anno fa: Fabrizio Galimberti e Luca Paolazzi descrivono «tutti gli escamotage contabili» della finanza pubblica, come le una tantum e le altre operazioni lecite «che hanno lo scopo di abbellire il saldo» «La nostra finanza pubblica soffre ancora di un peso degli interessi che, se pur enormemente inferiore rispetto al passato, resta il più alto in Europa, assieme a quello greco». Per ridurre quest'onere, Galimberti e Paolazzi ricordano l'importanza delle privatizzazioni Paolo De Joanna e Fabrizio Galimberti propongono al nuovo Parlamento di istituire con accordo bipartisan una commissione bicamerale paritetica che individui lo stato reale dei conti pubblici Il debito pubblico, certifica Bankitalia, torna a salire dopo 10 anni. Luca Paolazzi mette in luce il deterioramento di 2 dei 3 fattori che detreminano la sostenibilità del debito: la crescita e il saldo primario Riccardo Faini propone di creare una «struttura permanente, indipendente dall'Esecutivo, in grado di fornire con continuità un quadro compiuto della situazione dei conti pubblici, sottraendolo alle dispute politiche» Il precedente è stato pubblicato il 23 aprile
Cartolarizzazioni aperte per 22 miliardi
Il governo Prodi eredita un'eredità pesante in termini di conti pubblici, con un debito pubblico che continua a salire e un peso degli interessi che è ancora elevato rispetto ad altri paesi europei. Le operazioni di collocamento di quote di due fondi immobiliari e cartolarizzazioni su crediti e immobili hanno lasciato un debito di oltre 36 miliardi di euro. Il governo dovrà monitorare da vicino queste operazioni e scegliere se lanciare nuove misure one-off per ridurre il debito. Le securitization sui crediti insoluti Inps e sui prestiti personali Inpdap sono state collocate con macchine di recupero dei crediti efficienti, ma il condono sui crediti agricoli potrebbe danneggiare i conti pubblici.
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