Si è concluso col recupero di circa 10.000 monete d'argento, centinaia di monete d'oro di varie epoche e nazionalità, preziosi «colonnati» peruviani, cileni e venezuelani, «pezzi da otto» spagnoli e casse di Luigi d'oro, facenti parte del carico di bordo, oltre a preziosi gioielli trovati nelle cabine dei facoltosi passeggeri, quella che la Soprintendenza della Toscana ha indicato come «Operazione Polluce», dal nome del postale affondato al largo dell'Isola d'Elba il 17 giugno del 1841, nello scontro, forse provocato a bellaposta, col piroscafo borbonico Mongibello. L'oro e l'argento, infatti, pare fossero destinati agli insorti mazziniani di Genova. Sulla vicenda (al giallo risorgimentale s'è aggiunto il rocambolesco trafugamento operato da clandestini inglesi tre anni fa), hanno cercato di far luce, in un documentarissimo volume, un autentico giallo di spie, di operazioni negli abissi e marinai che la sanno lunga, «L'oro dell'Elba», da poco in libreria, Enrico Cappelletti, fondatore e direttore delle più note riviste di mare, nonché celebre fotografo subacqueo e Gianluca Mirto, fondatore dell'Agenzia Relitti Italia ed accanito storico della Marina. Grazie alle loro indagini, che anticipavano l'importanza dell'operazione, sono iniziate le ricerche del Polluce, sponsorizzate da una ditta che ha nel suo Dna la Sicilia; la Marine Consulting ha infatti sede e depositi a Siracusa, mentre la sede operativa si trova a Ravenna. Nuccio Di Dato, già Dt di Enzo Maiorca e Pipin ha infatti rilevato, assieme a Luigi Leone, già Team Leader in Europa delle ricerche petrolifere off-shore, la Rana Sud, adeguandola ai tempi. E' stato il prof. Claudio Mocchegiani Carpano, direttore dello Stas (Servizio Tecnico per l'Archeologia Subacquea), a conclusione dei lavori, ad annunciare alla stampa come «fosse stato condotto il primo scavo archeologico al mondo sotto il mare, in saturazione». Dopo aver ringraziato Enrico Cappelletti che con le sue indagini ha permesso la scoperta dei trafugatori, permettendo al Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale ed a Scotland Yard, di sequestrare in una casa d'aste londinese gioielli e monete appartenenti al Polluce, battendosi poi per il recupero che ha poi coordinato; il prof. Mocchegiani s'è congratulato con la Marine Consulting, per l'improbo lavoro a 103 metri: «Sorbonare un fondo molto compatto, quasi appiccicaticcio, per dieci giorni, effettuando infine una decompressione di 10 giorni». Un primato, nell'archeologia subacquea, di enorme valore tecnico.
CON L'OPERAZIONE POLLUCE TORNANO ALLA LUCE I TESORI SOMMERSI NELLE ACQUE DELL'ISOLA D'ELBA DAL GIUGNO DEL 1841
L'Operazione Polluce è stata conclusa con il recupero di circa 10.000 monete d'argento, centinaia di monete d'oro, preziosi colonnati peruviani, cileni e venezuelani, pezzi da otto spagnoli e casse di Luigi d'oro. I preziosi sono stati trovati nelle cabine dei facoltosi passeggeri e sono stati sequestrati da Scotland Yard e il Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale. L'operazione è stata condotta dalla Marine Consulting, che ha effettuato un primato nell'archeologia subacquea. Il volume "L'oro dell'Elba" ha anticipato l'importanza dell'operazione e ha fatto luce sulla vicenda. Il prof.
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