Tutti li amano, nessuno li vuole. Hanno un posto importante nel cuore di tutti ma non trovano spazio in nessun museo. Questo sembra, per ora, il destino dei due Bagnanti di De Chirico, protagonisti del gruppo scultoreo di parco Sempione, appendice scomoda e ingombrante, ora che la fragilità della loro natura impedisce che possano ricongiungersi, all'esterno, con la Fontana di cui fanno parte. Destinati al confino perenne in un museo, da sei an ni sono rinchiusi fra i muri della Triennale. A pochi metri dal resto dei "Bagni metafisici", per i due nuotatori, però, i metri quadri a disposizione sono davvero pochi. E anche poco adatti ad un'opera d'arte. Sedie accatastate ed angoli bui mal si coniuga no con la loro salvaguardia, con il loro valore e tantome no con la possibilità e il dirit to di ammirarli. Il dovere di esporli al pubblico però la Fondazione Triennale non ce l'ha. Inutile, quindi, indagare sulla volontà e la possibilità di farlo perché spetta al Comune di esporre una loro più decorosa collocazione in città. I musei candidati "naturali" (perché di proprietà dello Stato, del Comune o per via del periodo artistico) ad ospitare i Bagnanti non sono molti e soprattutto fanno già registrare il "tutto esaurito". La Pinacoteca di Brera, di proprietà dello Stato, per esempio, dove ha sede anche una delle Sovrintendenze che si occupa del piano di recupero del gruppo scultoreo, non ha posto: è già costretta a tenere molti dei suoi gioielli in magazzino. Stesso destino per i Musei Civici del Castello Sforzesco che, dopo la Triennale, sarebbero per i Bagnanti "la seconda soluzione migliore" poiché affacciano proprio su Parco Sempione, vicino al resto della scultura. Dalle "segrete" del Castello, però, si leva una nuova speranza per le due statue. «Qui non abbiamo spazi - specifica subito il direttore, Ermanno A. Arslan -. I nostri musei raccolgono esposizioni fino al Settecento. Solo raramente e, compiendo selezioni "feroci" e dolorose, accogliamo arte moderna, in attesa che Mi la no, dopo la chiusura degli spazi di Palazzo Reale, possa tornare a contare su un vero museo civico d'arte moderna e contemporanea». Già finanziato ed esecutivo è, a questo proposito, il progetto di allocare all'Arengario le nuove esposizioni permanenti di arte moderna. Per la contemporanea, invece, allo studio sono nuovi spazi alla Bovisa. «L'Arengario sarà pronto fra tre anni - prosegue Arslan -, ma credo che potrebbe essere una soluzione per i Bagnanti: bisogna però muoversi fin d'o ra perché gli spazi vanno disegnati sulla base di ciò che si vuole ospitare». Milano potrebbe dunque dare una nuova casa ai nuotatori di De Chirico. Ma fra tre anni.. I vertici del Comune intanto restano sulle loro posizioni. «I Bagnanti all'Arengario? Non mi sembra una collocazione probabile, ma per ora non spetta a me decidere - precisa l'assessore a Cultura e Musei, Salvatore Carrubba - : anche le statue, come la Fontana, sono sotto la tutela del Vicesindaco. Personalmente, credo comunque che la Triennale sia il luogo ideale per i Bagnanti che per quella esposizione furono pensati e di fronte a quel palazzo collocati».
Nessun museo vuole i bagnanti di De Chirico
I due Bagnanti di De Chirico, parte del gruppo scultoreo di Parco Sempione, sono destinati al confino in un museo a causa della loro fragilità. Attualmente, sono esposti nella Triennale, ma i metri quadri a disposizione sono poco adatti e spesso occupati da sedie e angoli bui. La Fondazione Triennale non ha il dovere di esporli al pubblico, quindi spetta al Comune di trovare una collocazione più decorosa. I musei candidati sono pochi e spesso già "tutti esauriti". La Pinacoteca di Brera e i Musei Civici del Castello Sforzesco sono stati esclusi, ma l'Arengario potrebbe essere una soluzione per i Bagnanti.
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