«Sentito il parere degli assessori Fiorenzo Alfieri e Gianni 01iva; gli uffici regionali competenti stanno procedendo al commissariamento della Fondazione Italiana per la Fotografia in vista della sua liquidazione». Le parole, che pesano come pietre, sono scritte nella lettera inviata il 20 aprile da Erica Gay, a nome della Direzione dei Beni Culturali della Regione, al consiglio d'amministrazione della Fondazione. Dietro il freddo linguaggio della burocrazia si cela una decisione che, se attuata, metterebbe fine a vent'anni di attività di una delle più famose istituzioni culturali cittadine (premiata non più di due anni fa dal presidente Ciampi come «benemerita») e lascerebbe senza lavoro dieci persone. Che cosa c'è dietro una simile decisione, che viene dopo l'impegno, assunto un anno fa dagli enti locali, di sostenere e di rilanciare la Fondazione? A presiederla proprio allora fu chiamato, per volere di Alfieri, Giovanni Zanetti, una vecchia volpe dei consigli d'amministrazione (è vicepresidente del Regio, siede nel consiglio del Museo del Cinema e in quelli di svariate altre istituzioni culturali e non). «A questo punto ho il sospetto che il nuovo presidente sia stato nominato proprio per liquidarci e non per rilanciarci» afferma Daniela Trunfio, direttrice esecutiva della Fondazione. «Ufficialmente i motivi sono economici - aggiunge la Trunfio - ma sono convinta che la decisione sia politica. Il nostro "buco" era, un anno fa, di un milione e quattrocentomila euro, oggi il debito è sceso a 900 mila. Parte di questo, debito è con banche come il San Paolo e l'Unicredit, che ha un rappresentante in consiglio. Inoltre, dopo il successo dell'ultima Biennale dedicata al fotogiornalismo, nell'autunno scorso, sia la Camera di Commercio sia la Compagnia di San Paolo e la Fondazione Crt si erano dette disposte a darci una mano. Il nostro patrimonio é valutato in circa un milione e novecentomila euro. Il che vuole dire che liquidarci per ragioni economiche è semplicemente ridicolo». A fondare l'allora associazione Italiana per la Fotografia fu, nel 1985, Luisella d'Alessandro. Fu lei ad avere l'idea di un centro che facesse di Torino un punto di riferimento internazionale in un settore in crescita, sull'onda di analoghe esperienze straniere. Luisella e Daniela, che ne era il braccio destro, si lanciarono nell'organizzazione di una Biennale e pensarono a un museo che vide la luce a metà degli Anni 90. «Sono - dice la D'Alessandro -molto amareggiata. Un anno fa, a fronte delle difficoltà che la Fondazione attraversava, ho offerto agli enti locali la mia testa. Sono stata estromessa e mi auguravo che questo bastasse a far riprendere alla Fondazione il suo cammino. Ma a questo punto è evidente che già qualcuno aveva in mente di affossarci». Poi non si trattiene e aggiunge: «Sono convinta che si tratti di una decisione dell'assessore Oliva e di quella parte dei Ds, vedi il capogruppo in Regione Placido e quello in Provincia Esposito, che non mi hanno mai perdonato l'attività a favore dell'associazionismo culturale ai tempi del progetto Ponte Mosca». E qui bisogna fare un passo indietro e ricordare che proprio la D'Alessandro fu l'anima del Comitato Ponte Mosca, che raccoglieva una miriade di associazioni culturali e si proponeva di dar loro una casa, in quell'area sulla Dora, vicina al ponte di corso Giulio Cesare. La storia si ingarbuglia perché fra i sostenitori del progetto Ponte Mosca c'era l'attuale presidente della Regione Mercedes Bresso. «Fu lei - ricorda ancora la D'Alessandro - a dirci che avremmo potuto avere quell'area, dove tra l'altro oltre al museo della fotografia doveva trovare spazio la Biblioteca storica della Provincia». Ma poi non se ne fece nulla. Tra i sostenitori di quel progetto e della Fondazione per la Fotografia c'era anche Gianpiero Leo, allora assessore alla cultura della Regione. E la liquidazione della Fondazione può essere anche interpretata come l'ennesima dimostrazione da parte di Oliva di voltar pagina rispetto al suo predecessore. «Peccato - conclude la Trunfio - che ciò accada sulla pelle di dieci lavoratori, alla cui sorte l'assessore Oliva ha già dichiarato di non essere assolutamente interessato. A un rappresentante della Cgil ha avuto il coraggio di dire che la nostra professionalità non doveva essere così alta, viste le difficoltà dell'ente. E questa è una cosa che trovo davvero offensiva da parte di un assessore che dovrebbe essere di sinistra».
Torino rinuncia alla Fotografia
La Fondazione Italiana per la Fotografia, un'istituzione culturale di Torino, sta per essere liquidata a causa di problemi economici. La decisione è stata presa dagli uffici regionali competenti, su indicazione dell'assessore Fiorenzo Alfieri. La Fondazione aveva un debito di 1,4 milioni di euro, ma il suo patrimonio è valutato in 9,9 milioni di euro. La direttrice esecutiva, Daniela Trunfio, sostiene che la decisione sia politica e che il nuovo presidente della Fondazione sia stato nominato per liquidarla.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo