NEL ventre di Napoli nasce un museo. Da oggi c'è un nuovo percorso che conduce nel sottosuolo di piazza Cavour, parlando di storia, di religiosità e anche curiosità popolari. Al civico 140 della piazza, proprio alle spalle della stazione della metropolitana, scendendo nell'enorme cava di tufo che un tempo ospitava tre cisterne, dove confluivano le acque della Bolla e del Carmignano, il Centro Speleologico Meridionale sta allestendo il Museo del sottosuolo napoletano. Il primo itinerario alla scoperta del "territorio invisibile" parte domani (e sarà visitabile gratuitamente fino al 30 aprile, dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18) con una mostra dedicata all'evoluzione urbana di piazza Cavour e via Foria. In esposizione le cartografie settecentesche del Duca di Noyainsieme a stampe, foto e cartoline d'epoca, dall'Ottocento agli anni Sessanta del secolo scorso. Particolarmente interessanti le immagini in bianco e nero dell'inaugurazione della prima linea metropolitana in città. Seguirà la visita guidata nei meandri del sottosuolo napoletano, organizzata in collaborazione con "InNeapoli" nell'ambito del Maggio dei Monumenti. «Le cavità di Napoli sono una risorsa storico-culturale ha esordito l'assessore ali a Difesa del Suolo, Fernando Di Mezza che ora vogliamo riscoprire insieme agli attrezzi e i materiali che sono stati recuperati in questi anni. È un work in progress l'allestimento di questo primo museo del sottosuolo, un percorso affascinante che porterà i visitatori a conoscere un patrimonio di inestimabile valore, non ancora esplorato». Dopo quattro anni di lavori per renderla accessibile al pubblico e per ripulirla dagli oltre millecinquecento metri cubi di detriti, oggi la cavità è perfettamente percorribile e riproduce ambienti esistenti nel sottosuolo della città. Inoltrandosi lungo la rampa di scale scavate nel tufo, nel primo spazio allestito trovano posto i ritrovamenti dei manufatti che Clemente Esposito, presidente del Centro Speleologico, ha scoperto in quasi cinquant'anni di attività esplorativa: anfore, vasellame, pipe, lucerne ad olio e ogni tipo di utensile, dai picconi alle asce, che pozzari e cavamonti usavano, e spesso dimenticavano, nei luoghi di lavoro a opera conclusa. Anche le altissime pareti di tufo della cavità raccontano con i loro segni e disegni storie di vita ai tempi della seconda guerra mondiale. Nell'ex pozzo, intorno al quale fu costruita una scala d'accesso, trovarono rifugio gli abitanti del popoloso quartiere Sanità durante i bombardamenti: lo testimoniano le nicchie adibite a stanze del ricovero e le frasi prò e contro il duce incise sui muri, tra caricature di Hitler e Mussolini e bozzetti raffiguranti aerei e navi militari. Nel terzo week-end di maggio (dal 12 al 14), invece, si vedrà una mostra di "riggiole", mattonelle di maiolica invetriata napoletana dal Settecento all'Ottocento. «L'antica arte della ceramica dice uno dei curatori della mostra, Michele Bonaiuto era una produzione assolutamente non marginale nell'economia napoletana dei secoli scorsi, che vedeva attive sul territorio oltre duecento fornaci in cui lavoravano migliaia di operai con l'esportazione di manufatti in tutto il Mediterraneo». Dall'esposizione, circa trenta metri ricoperti da mattonelle, emergerà anche un lato misterioso di quest'arte i cui segni decorativi (svastiche, croci, stelle a sei punte) rievocano secondo gli organizzatori simboli dal significato esoterico che si accorderebbero anche con il tema cabalistico di questo Maggio dei Monumenti. Ma gli appassionati speleologi non si sono limitati a mettere in fila quanto è stato rinvenuto durante gli scavi. L'ambizioso programma prevede la visita ad altri ambienti che hanno ricostruito in scala sull'esempio degli antichi ipogei e catacombe. Spicca in particolare la riproduzione di un ipogeo greco con letto funebre in pietra di un curioso color fucsia, cuscini e offerte votive ai defunti di ogni specie di frutto. Fanno da contraltare un'ara sacrilicale e la ricostruzione di un priapo romano e di un simbolo fallico usato nei riti pagani propiziatori della fertilità, qui accompagnato da alcuni carmi di poeti latini tradotti in napoletano. Tutto è pronto per i turisti, come si può vedere. Una panoramica che aspira a essere completa sulle sepolture utilizzate nei secoli in città la fornirà la mostra (dal 19 al 21 maggio) su "La zona cimiteriale greca a Napoli". Ricostruite le nicchie d'età paleocristiana in cui i defunti venivano sdraiati, seduti o appesi, nei cosiddetti "sculatori". L'ultimo appuntamento (dal 26 al 28 maggio) accenderà i riflettori su uno dei luoghi più magici di Napoli: il famoso Cimitero delle Fontanelle. Centinaia di fotografie per gran parte inedite ne documentano la storia dagli anni Sessanta ad oggi.
Un museo sotto Napoli si aprirà per il Maggio
Napoli, nel cuore della città, è nato un nuovo museo. Il Centro Speleologico Meridionale ha allestito il Museo del sottosuolo napoletano, che si trova nel sottosuolo di piazza Cavour. Il museo offre un percorso di scoperta del "territorio invisibile" della città, con una mostra sulla storia e la religiosità di Napoli. Il percorso include la visita guidata nei meandri del sottosuolo, dove sono state trovate numerose scoperte, tra cui anfore, vasellame e utensili. La mostra esporrà anche le immagini in bianco e nero dell'inaugurazione della prima linea metropolitana in città. Il museo sarà visitabile gratuitamente fino al 30 aprile.
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